Legacoop vara l’autoriforma

10/03/2006
    venerd� 10 marzo 2006

    Pagina 41 – Economia

      Prima assemblea delle cooperative dopo gli scandali finanziari: "Nulla sar� pi� come prima"

        Legacoop vara l�autoriforma
        "Ma la ferita Unipol brucia ancora"

        LUISA GRION

        ROMA – Sono convinti che la bufera sia passata e sono sicuri di esserne usciti bene, a testa alta. Ma la vicenda legata all�opa Unipol su Bnl ha lasciato un segno indelebile sulla Lega delle cooperative. I primi a dirlo sono proprio loro: nulla potr� essere come prima. Per essere credibile e continuare a difendere la propria �diversit� dalla societ� di capitali, Legacoop dovr� avviare un�autoriforma. A partire dalla definizione di nuovi vertici che introducano la separazione fra �propriet� e �gestione�.

        Questa � la conclusione cui � arrivata ieri l�assemblea nazionale di Legacoop, il primo grande appuntamento fra delegati dopo le note vicende dei mesi scorsi. All�ordine del giorno ci doveva essere �la proposta d�interventi da sottoporre al governo che verr�. Ma � subito apparso chiaro che il tema del giorno era un altro: il �dopo� Unipol.
        La linea per affrontare la questione l�ha data Giuliano Poletti, presidente di Legacoop: le cooperative devono essere �orgogliose� di quello che sono e del peso che hanno raggiunto nell�economia italiana (le stime indicano una produzione in crescita per oltre il 4 per cento e occupazione in aumento del 2,12); devono essere convinte che il desidero di espansione verso societ� di capitali � sano e che �l�iniziativa Unipol era pienamente legittima� tant�� che �le osservazioni di Bankitalia non erano riferite al progetto, ma alle garanzie patrimoniali e alla stabilit� del gruppo nascente�. Poi certo �l�epilogo � stato diverso da come preventivato�, anche perch� ci sono stati limiti nella proposta di Unipol (�un�insufficiente esplicitazione della natura, finalit�, relazione fra il progetto e l�insieme del mondo cooperativo�) e �comportamenti scorretti� di Consorte e Sacchetti. Ma il sistema ha saputo reagire, i vertici si sono dimessi. C�� stata insomma �una buona conclusione per una vicenda� che non � stata �n� semplice, n� indolore�.

          Ma il punto � proprio questo: passata la bufera non si pu� far finta di niente. �Nulla � come prima� ammettono i delegati: bisogna tener conto dello scarso coinvolgimento che c�� stato fra il mondo cooperativo e i vertici, bisogna far notare l�incompatibilit� che c�� stata fra i valori della cooperazione e l�eticit� dei comportamenti sostenuti. Insomma per continuare a sostenere la �diversit� dagli altri bisogna cambiare. Come? Anche qui Poletti ha lanciato la proposta destinata a concretizzarsi nel congresso del prossimo novembre: �lavorare sul rapporto fra soci, cda e manager�. Che tradotto vuol dire: separare i ruoli della propriet� (presidenza) da quelli della gestione (amministratore delegato) e pensare a limiti per la durata delle cariche, a �liste di minoranza� che potenzino il ruolo dei soci. Innovazioni che probabilmente non saranno digerite facilmente dalle societ� aderenti: cos� come all�Unipol, nelle prime cento coop per dimensioni, presidenza e gestione sono unificate. Obiettivo di Poletti � quello di �coinvolgerle gli attuali vertici nel rinnovamento: i problemi esistono, ma la definizione di padri-padroni usata nei loro confronti � esagerata�. Per procedere al rinnovo non serve nemmeno rivedere il diritto societario entrato in vigore nel 2005, basta varare codici di autoregolamentazione.