Legacoop, uno stop alla crescita

12/11/2002


ItaliaOggi (Aziende e Affari)
Numero
268, pag. 11 del 12/11/2002
da Bologna Carlo Modenese


Industria.

Legacoop, uno stop alla crescita

Anche le coop stringono la cinghia in questo difficile 2002: ´La crescita ininterrotta dal 1995′, dice Adriano Turrini, presidente di Legacoop Bologna, ´si è fermata e ci sono preoccupazioni per come si chiuderà il 2002 per il settore industriale. Mentre non dovrebbero esserci problemi per l’agroalimentare, la distribuzione, le costruzioni’. Il problema è che l’economia non sembra instradarsi sui binari della ripresa neppure nel 2003 e Legacoop si aspetta un andamento caratterizzato da ´stop and go’ e quindi sarà un futuro difficile per tutto il sistema produttivo. Legacoop Bologna si lascia alle spalle un periodo felice. Nel periodo 1998-2001 le coop sono cresciute per fatturato (da 3.692 mln di euro a 5.561 mln, +51 %), occupati (da 21.503 a 30.650, +42 %), soci (da 608.344 a 795.914, +31 %). E il numero delle imprese è passato da 244 a 291. Commenta Turrini: ´La cooperazione è cresciuta a ritmi più che doppi rispetto ad altre forme societarie e questo testimonia la grande vitalità della forma cooperativa. Ritengo che essa sarà pure in grado di rispondere meglio di altri alle difficoltà di questo periodo’. Al congresso provinciale di giovedì (in preparazione di quella nazionale di fine mese) Legacoop Bologna lancerà un appello per modificare il recente decreto sulla cooperazione: se fossero confermati i contenuti del provvedimento, aziende come la Manutencoop (tra le principali di Bologna) potrebbero perdere le agevolazioni fiscali poiché il numero dei soci è inferiore al 50% del numero degli occupati. Dopo il congresso, Legacoop cambierà struttura organizzativa. Per la prima volta accanto al presidente (che avrà compiti di rappresentanza) vi sarà un direttore generale, che potrebbe anche essere scelto all’esterno e che si occuperà del funzionamento dell’organizzazione (come avviene in Confindustria).