Legacoop prepara la «nuova finanza»

09/02/2007
    venerdì 9 febbraio 2007

    Pagina 24 – Economia

    Legacoop prepara la «nuova finanza»
    Poletti verso la rielezione

      Roberta Scagliarini

      BOLOGNA
      Mandato bis per i vertici della Legaccop. Al congresso del 7 marzo verranno rieletti per la seconda volta il presidente e il vicepresidente uscenti: Giuliano Poletti e Giorgio Bertinelli, il primo emiliano il secondo toscano. La regola della spartizione delle poltrone tra le due regioni più cooperative è stata rispettata: nessuna suspense per le 17mila imprese associate. Le candidature ufficiali, scelte dalla presidenza uscente, sono state comunicate in anticipo alle organizzazioni provinciali e regionali che lunedì cominceranno il tour precongressuale. Non che ci fossero serie alternative: si era parlato di candidare Aldo Soldi, leader della grande distribuzione, e in generale di ringiovanire il vertice. ma la rivoluzione è rinviata.

      Qualche ritocco nell’organigramma però ci sarà: due vicepresidenti, per una regione del Nord e una del Sud. Sarà ampliato di qualche posto anche il consiglio di presidenza ora formato dai leader di Emilia, Toscana Lombardia e Calabria, oltre che dai capi dei 5 settori trainanti. Un’altra novità è il documento: un manifesto di 4 paginette, invece del solito faldone, per dire poche cose: sostanzialmente che le cooperative sono una risorsa del Paese (50 miliardi di fatturato e 7,5 milioni di soci) e un presidio del pluralismo e della democrazia.

      Tra gli altri punti all’ordine del giorno anche i nuovi strumenti finanziari per l’economia solidale. Una delle idee più originali è di lanciare una Borsa dei titoli coop. Sempre verde anche il tema della centralità delle grandi imprese (fronte emiliano) rispetto alle piccole (toscani). A lanciare la provocazione è stato Massimo D’Alema che ha suggerito di trasformare i grandi gruppi solidali in fondazioni sul modello bancario. Mediamente solo il 30% del fatturato delle grandi coop (100 in tutto) è realizzato attraverso società per azioni controllate da capogruppo mutualistiche: si discuterà di portare oltre il 50% questa soglia, come hanno già fatto per esempio Sacmi e Manutencoop.