Legacoop: «Manovra inadeguata, nonostante i correttivi»

11/11/2002

          sabato 9 novembre 2002

          Per il presidente nazionale Ivano Barberini «rischiamo che la situazione si aggravi nel giro di pochi mesi».
          Dati soddisfacenti dai congressi di Reggio, di Lombardia e della Puglia
          Legacoop: «Manovra inadeguata, nonostante i correttivi»

          Laura Matteucci

          MILANO «Abbiamo dato atto che la
          Finanziaria nei suoi progressivi correttivi
          è migliorata, tuttavia la riteniamo tuttora
          inadeguata per affrontare la situazione
          economica ed il basso livello di sviluppo
          sia al Sud che al Nord».
          Il presidente nazionale della Legacoop
          Ivano Barberini, a Bari per il congresso
          della Legacoop pugliese, boccia la
          Finanziaria e spiega: «C’è bisogno di
          operare scelte tali da incoraggiare di più
          lo sviluppo portando avanti nel contempo
          il risanamento». «Il rischio che corriamo
          – ha aggiunto Barberini sollecitando
          interventi più strutturali-è di dover
          affrontare la situazione con misure che
          sono troppo basate sull’una tantum, per
          ritrovarci poi tra qualche mese in una
          situazione aggravata sia per i conti
          pubblici che in termini di sviluppo».
          Nel complesso nazionale, Legacoop ha
          dato lavoro nel 2001 a 292.125 addetti,
          tra soci lavoratori e dipendenti, e ha
          realizzato un fatturato di circa 36 miliardi
          di euro. Critico nei confronti della Finanziaria
          in discussione alla Camera anche il
          movimento cooperativo reggiano, il cui
          presidente Mauro Degola presenta oggi
          il suo diciottesimo congresso con un
          filotto di dati (37% in più di imprese
          associate, 17% in più di occupati, fatturato
          diretto salito fino a 3,6 miliardi di euro),
          e una duplice stoccata. Una al governo:
          «Si ricontrattino le priorità e ci dia una
          Finanziaria coerente, visto che quella
          attuale non si capisce dove vada».
          E una a Legacoop nazionale: «L’attuale
          sistema di rappresentanza degli interessi
          cooperativi reggiani è obsoleto, basato
          su distinzioni non più utili e strutture che
          nel tempo si sono burocratizzate».
          A congresso, intanto, tra oggi e domani,
          anche Legacoop Lombardia, che snocciola
          dati «più che soddisfacenti», come li
          definisce il presidente Guido Galardi.
          «Nonostante il momento difficile – dice
          infatti – sia dal punto di vista economico
          che culturale, in cui di certo il modello
          solidaristico proposto dal movimento
          cooperativo non sembra vincente, abbiamo
          raggiunto la quota di oltre 1 milione di
          soci e 1.400 imprese. Mentre il numero
          degli occupati cresce del 10% all’anno».
          Per oltre il 91% dei casi si tratta di contratti
          a tempo indeterminato, mentre il tasso di
          presenza femminile è pari al 53% (contro
          un dato regionale lombardo fermo al 33%),
          consentito da un utilizzo concordato ed
          equilibrato dei contratti part-time che a
          fine anno dovrebbero attestarsi attorno
          al 38%. Presente al congresso lombardo
          anche Giuliano Poletti, vicepresidente
          nazionale e futuro presidente (la ratifica
          della nomina avverrà nel corso del
          congresso nazionale, in calendario a
          Roma a fine novembre), che si sofferma
          in particolare sulla riforma organizzativa
          in atto nelle coop: «Il tratto comune –
          dice Poletti – dev’essere l’affermazione
          della specificità cooperativa.
          Di certo, non possiamo copiare alcun
          modello esistente, tantomeno quello di
          realtà come Confindustria».