Legacoop «I dubbi Unipol Ma saremo della partita»

06/12/2010

Il polo rosso e i rapporti con la compagnia Mauro Gori: la quota che rileveremo sarà di qualche punto E soltanto se sarà certo il nostro ruolo nella governance
ontare non solo partecipare: è questa la condizione posta dalla Legacoop al ministro Tremonti per entrare nella Banca del Mezzogiorno. «La quota che rileveremo sarà intorno a qualche punto percentuale — spiega Mauro Gori, responsabile degli affari finanziari dell’associazione delle imprese mutuali che ha seguito in prima persona l’operazione Banca del Sud — però in cambio avremo un ruolo nella ».
La Legacoop ha partecipato a tutti gli incontri preparatori al ministero dell’Economia e alla fine ha messo nero su bianco il proprio impegno in una lettera ufficiale al ministro Tremonti.
Entrata subordinata
L’associazione delle coop ha deciso di entrare nel nuovo istituto con un veicolo finanziario che potrebbe essere Coopfond, il fondo di promozione che raccoglie il 3% degli utili delle imprese solidali. Ma prima di impegnare anche solo un euro del patrimonio della cassaforte di famiglia la Lega vuole vedere il piano industriale. «La procedura di acquisto del Mediocredito da parte delle Poste — spiega Gori — si pone in maniera diversa da quanto previsto quando avevamo ragionato dell’operazione con il ministro, le Bcc dovevano avere un peso maggiore. Il piano prevedeva che, dopo il passaggio di proprietà, sarebbero state raccolte risorse aggiuntive dal mondo associativo, tra cui anche noi». Ora i tempi per l’ingresso delle coop si allungano un po’. «Manteniamo la posizione di attenzione e di interesse — prosegue Gori — vediamo se va in porto l’acquisizione ma prima di muoverci aspettiamo di vedere il piano industriale».
Ai piani alti dell’Unipol la decisione di Legacoop di acquisire una partecipazione nella Banca del Sud è stata discussa a lungo. Non per ragioni politiche ma per motivi strategici. PER CENTO L’aumento 2009 dei soci Legacoop a 8,55 milioni Perché la compagnia bolognese possiede già una banca (Ugf Banca) che, in ossequio al nuovo corso impostato dall’amministratore delegato, Carlo Cimbri, punta a recuperare clienti proprio tra le pmi e le coop, cioè lo zoccolo storico degli assicurati di via Stalingrado .
Autonomie
Non è mai stato un mercato per Unipol quello delle cooperative anche se le maggiori realtà del settore sono sue azioniste. Ma ultimamente la Legacoop che le rappresenta ha marcato più chiaramente la sua autonomia dal gruppo bolognese. Lo scorso anno la centrale ha dato vita ad una nuova banca d’affari, Cooperazione e Sviluppo spa, che, per capitali, soci e , è complementare ad Ugf Merchant. In questi giorni ha siglato una convenzione ad ampio raggio con Mps, l’istituto da cui Unipol ha divorziato. E ora c’è il rischio che quel grande bacino di imprese che fa riferimento alla centrale mutualistica migri verso il nuovo istituto voluto da Tremonti. Alla Legacoop sono associate 15 mila aziende mutuali con 8 milioni di soci e un fatturato complessivo di 56 miliardi