Legacoop 2005: più produzione, più occupati

20/01/2006
    venerdì 20 gennaio 2006

      Pagina 13 – Economia & Lavoro

      Legacoop 2005: più produzione, più occupati

        Poletti: vogliamo crescere nel sistema bancario. I dipendenti a quota 405mila

          di Laura Matteucci

            IN CRESCITA Una crescita «soddisfacente», quella del 2005, con un valore della produzione in aumento del 4,16% e dell’occupazione del 2,12%. Per Legacoop è il momento di preconsuntivi e previsioni per il 2006. Con alcuni punti fermi. Le imprese cooperative continuano a crescere a tassi significativamente più alti rispetto alla media nazionale, anche se il quadro economico nazionale ha fatto da freno, soprattutto negli ultimi due anni. Da dieci anni a questa parte la produzione cooperativa aumenta di circa il 109%, mentre l’incremento nazionale è del 46%. Anche più marcato il contributo in termini di occupazione: 76% per le coop, 8% la media nazionale. I soci ormai sono 7,5 milioni.

              Il presidente Giuliano Poletti ribadisce il sostegno all’opa di Unipol su Bnl, un’operazione «chiara e trasparente», e comunque l’impegno nel settore del credito e della finanza, ammette l’esistenza di «un problema di governance», che nasce anche dal fatto che il modello attuale è stato lo stesso per oltre cinquant’anni. Ma boccia sul nascere le intenzioni di stravolgere le nuove regole del sistema societario cooperativo in vigore da appena un anno. «Siamo pronti a discutere di tutto: non diciamo che queste regole siano perfette, pensiamo però sia legittimo sperimentarle e a seguito di una puntuale sperimentazione siamo pronti a discutere di eventuali modifiche».

                E, riallacciandosi alla vicenda Unipol, chiarisce: «Se qualcuno pensa che si dà un colpo alle cooperative per dare un colpo ad un partito si deve sapere che se si dà un colpo alle cooperative lo si dà a dieci milioni di italiani. Un modo improvvido di mettere mano a questa vicenda non farebbe danno ad una cooperativa o ad un partito politico ma a dieci milioni di italiani, soci delle cooperative, e all’intero sistema della produzione italiano».

                  Il vicepresidente, Giorgio Bertinelli, riapre il tema dei vantaggi fiscali: «Si parla tanto dei vantaggi di cui godono le cooperative e di come vengono reinvestiti gli utili – dice – In realtà nel 2003 Legacoop ha destinato l’87% degli utili distribuiti a riserve indivisibili patrimonio per le future generazioni». «Le altre aziende è vero che pagano le tasse – prosegue – ma dopo redistribuiscono gli utili tra i soci».

                    Rispetto al 2004 il valore complessivo della produzione passa dai 45.986 ai 47.900 milioni di euro; l’occupazione aumenta dalle 396.277 alle 404.682 unità. In crescita anche il numero dei soci (+ 5,03%) che passano da 7.206.742 a 7.569.241. A livello settoriale, buone performance per il settore agro-alimentare (dove la produzione aumenta dell’8,1% e l’occupazione del 2,19%), dalle cooperative industriali (produzione +6,17%, occupazione + 1,22%), per il comparto dei servizi (produzione +5,96%, occupazione +3,13%) e della cooperazione sociale (produzione + 6,14%, occupazione +3,56%).

                    Per quanto riguarda invece le stime 2006, le cooperative di costruzioni valutano che il lungo ciclo positivo del settore si stia avviando verso l’esaurimento, in ragione di alcuni segnali già avvertiti nel corso del 2005. Migliori le prospettive per la cooperazione manifatturiera, per la presenza di imprese leader che hanno avuto la capacità di investire in innovazione e che hanno saputo aumentare la loro quota di export sul mercato mondiale. Il settore distributivo, infine, sembra avvertire alcuni segnali di ripresa.

                      Legacoop ricorda anche il nuovo distributore di benzina aperto con l’insegna Conad-E.Leclerc all’interno del centro commerciale di Gallicano, Lucca.

                        Il formato innovativo dell’impianto “self service post pay” ed una gestione concorrenziale della filiera di approvvigionamento hanno permesso di offrirei la benzina ad un prezzo di 10 centesimi inferiore ai prezzi medi italiani.