LEGA NORD, AVVIATA UNA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO

03/12/2014

3 dicembre 2014

Lega Nord, avviata una procedura di licenziamento collettivo

Lo scorso 2 dicembre, la Filcams Cgil, Fisascat Cisl Uiltucs uil – oltre ai rappresentanti dei lavoratori – hanno incontrato i rappresentanti della Lega Nord per discutere della procedura di licenziamento collettivo avviata lo scorso 4 novembre.
Il precario equilibrio economico finanziario attuale, che caratterizza gli ultimi esercizi economici è dovuto all’andamento negativo dei risultati politici negli ultimi anni e le modifiche relative al finanziamento pubblico dei partiti.
Senza minare le prospettive e il percorso politico, la Lega vuole cercare di risanare la propria situazione finanziaria modificando la "macchina organizzativa" esternalizzando i servizi professionali qualificati, avviando il volontariato politico ed attraverso una maggiore flessibilità della struttura organizzativa (ad esempio durante l’organizzazione delle campagne elettorali).
Le Organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione per le ricadute occupazionali dell’operazione e hanno chiesto il ritiro della procedura, in particolare perché strumento non idoneo alla ristrutturazione del movimento politico e della sua organizzazione. “Abbiamo fatto notare” spiega la Filcams Cgil, “che le dichiarazioni rese dai dirigenti politici alla stampa e ai lavoratori circa il rilancio del movimento della Lega sono in contraddizione con la procedura che prevede il licenziamento di tutto il personale in organico.” “Abbiamo chiesto chiarezza” spiega il sindacato “circa le prospettive di un movimento politico che, per evidenti ragioni, non si può reggere attraverso il lavoro esclusivo dei volontari.”

I sindacati hanno inoltre chiesto chiarimenti circa i dati economici di bilancio, visto che il costo del personale non rappresenta certamente uno dei costi principali del bilancio e criticato l’assenza dei dirigenti del partito.
La Lega ha evidenziato la propria disponibilità a definire strumenti alternativi ai licenziamenti – utilizzo di ammortizzatori sociali- ma ha altresì dichiarato di non essere disponibile a ritirare la procedura in quanto coerente con il quadro finanziario attuale (esaurimento della liquidità e rischi legati al mancato pagamento delle fatture).