Lega: basta con le trattenute; bilanci trasparenti dei sindacati

30/01/2003




Giovedí 30 Gennaio 2003
ITALIA-LAVORO
Lega: basta con le trattenute
Bilanci trasparenti dei sindacati


MILANO – La Lega rilancia la legge sui bilanci obbligatori per i sindacati. I firmatari, Piergiorgio Martinelli e Giovanni Didonè, vogliono rimettere in cammino la proposta presentata alla Camera che prevede anche il divieto di trattenuta in busta paga. In questo scenario, i sindacati dovrebbero predisporre un bilancio, come già succede per i partiti politici, e anno dopo anno raccoglierebbero le conferme di iscrizione e i relativi versamenti dai lavoratori, senza l’automatismo delle trattenute. Il testo era stato presentato a fine 2001 ma ha cominciato il suo iter soltanto una settimana fa. Adesso la Lega auspica un rapido esame da parte della commissione Lavoro. «Non c’è nessun intento punitivo – ha spiegato il capogruppo della Lega a Montecitorio, Alessandro Cè – ma anche i sindacati, che svolgono un ruolo meritorio, devono sottostare alle regole di uno Stato liberale in cui tutto ciò che riguarda i rapporti con i cittadini avviene alla luce del sole». Secondo la proposta, i sindacati dovranno rendere pubblici i bilanci e ogni iscritto avrà la possibilità di conoscere il rendiconto annuale. «La nostra iniziativa – ribadisce Didonè – non intende violare o scoraggiare la libertà sindacale ma avere chiarezza da parte di associazioni che hanno assunto ormai dimensioni e ruoli importanti nella società, con un giro d’affari intorno ai 1.500 miliardi di lire (oltre 770 milioni di euro, ndr)». L’abolizione della trattenuta, invece, è mirata a cambiare il sistema con una conferma annuale dell’iscrizione da parte del lavoratore. Sull’altro fronte si muove la Fiom, la sigla dei metalmeccanici Cgil. Il segretario Gianni Rinaldini ha scritto una lettera ai segretari e ai responsabili del lavoro dei partiti in Parlamento per chiedere «regole precise» nella negoziazione dei contratti sindacali». L’obiettivo è una legge sulla rappresentanza e la democrazia sindacali, con regole precise anche sulla negoziazione dei contratti. Rinaldini ricorda il referendum sulla piattaforma Fiom, al quale hanno partecipato 453mila lavoratori: numeri, sostiene, che conferiscono una «particolare rappresentatività» alla proposta.