L’effetto Fiom su quel «no» di Cgil, Cisl e Uil

19/09/2007
    mercoledì 19 settembre 2007

    Pagina 6 – Primo Piano

    WELFARE

      L’effetto Fiom
      su quel «no»
      di Cgil, Cisl e Uil

        Enrico Marro

        ROMA — Come da prassi, il ministro aveva convocato informalmente Cgil, Cisl e Uil per preparare il terreno all’incontro ufficiale, quello di oggi, che, nelle intenzioni di Luigi Nicolais, avrebbe dovuto aprire la strada al piano da inserire nella Finanziaria per il pensionamento anticipato di almeno diecimila dipendenti pubblici. Ma Nicolais non aveva fatto i conti col fattore Fiom e col referendum tra i lavoratori che Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per l’8-10 ottobre sull’accordo firmato il 23 luglio col governo su pensioni e welfare. È chiaro infatti che per i sindacati sarebbe molto complicato andare nelle fabbriche a spiegare che bisogna approvare un’intesa che, sia pure correttiva dell’odiato «scalone Maroni», prevede comunque un aumento dei requisiti per la pensione, se contemporaneamente gli stessi sindacati dovessero concordare col governo un piano di pensionamenti anticipati e incentivati per gli impiegati pubblici. Chi avrebbe il coraggio di andarlo a dire agli operai, alle tute blu del Nord, che loro dovrebbero lavorare qualche anno di più per il bene comune mentre, per lo stesso fine, ai lavoratori pubblici bisognerebbe dare un bel premio per convincerli ad andare a riposo un paio di anni in anticipo? Ecco perché Nicolais ieri mattina si è trovato di fronte a delegazioni sindacali inferocite, che lo hanno accusato di aver anticipato alla stampa un simile piano senza prima averli consultati. Piano che, ovviamente, è stato respinto al mittente. Al quale, per giunta, è stato chiesto anche di garantire lo stanziamento per il rinnovo dei contratti 2008-2009 e la regolarizzazione di circa 90 mila precari. Altro che prepensionamenti e triennalizzazione del contratto. A Nicolais, professore di Tecnologia dei polimeri noto nelle università di mezzo mondo, non è restato che prendere atto della mala parata e andare a via XX Settembre per il previsto incontro col ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, col quale sta mettendo a punto il pacchetto di risparmi sul pubblico impiego. Nicolais ne è uscito soddisfatto: si va avanti. E dei soldi per il nuovo contratto per ora non si parla.