L’effetto carovita «taglia» gli stipendi reali fino al 13%

18/09/2003




giovedì 18 settembre 2003

Impiegati, operai, dirigenti
l’effetto carovita «taglia»

gli stipendi reali fino al 13%
Rapporto del «Corriere Lavoro» sul valore delle retribuzioni
      Colletti bianchi sempre più poveri. Nel giro di tre anni l’inflazione ha fatto perdere alle buste paga degli impiegati il 13,3% del loro valore nominale. E non è andata meglio agli operai, che devono fare i conti con un valore reale dei salari «alleggerito» del 9,3%. Seguono, quasi a ruota, i dirigenti (-7,8%) e i quadri (-5,6%).
      A conti fatti tutte le buste paga hanno perso la guerra contro l’inflazione. È quanto emerge dal «Rapporto sul potere d’acquisto delle retribuzioni in Italia» realizzato dalla società specializzata Od&M per il Corriere Lavoro , supplemento in edicola domani con il Corriere della Sera .
      L’indagine traccia gli aumenti ottenuti da salari e stipendi negli ultimi tre anni e calcola l’inflazione ufficiale dello stesso periodo. Da questo calcolo risulta la batosta subita dalle retribuzioni, perché l’aumento ufficiale dei prezzi ha avuto un incremento nettamente superiore a quello degli stipendi.
      I dati sono aggiornati all’ultima busta paga, quella di agosto 2003. La conferma del salasso del triennio viene anche dai dati degli ultimi 12 mesi, dai quali risulta che gli impiegati hanno perso il 6,3%, i dirigenti il 4,7%, gli operai il 4,7% e i quadri il 2,2%.
      A differenza delle stime Istat, che analizzano i valori delle retribuzioni contrattualmente previste, i dati della ricerca di
      Corriere Lavoro si riferiscono agli stipendi comprensivi di tutte le voci, contrattuali e individuali, su un campione di oltre 850 mila buste paga, di tutti i settori e di tutte le regioni italiane, campione che rappresenta la più grande banca dati sulle retribuzioni di fatto esistente a livello nazionale.
Gabriele Dossena