L’economia va, la ripresa meglio del previsto

11/06/2007
    sabato 9 giugno 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    L’economia va, la ripresa meglio del previsto

      L’Istat stima una crescita del Pil al 2,3%. Migliorano i consumi delle famiglie

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        RIPRESA – L’Italia cresce più del previsto. E molto di più degli anni berlusconiani. Nonostante le tasse di cui molti si lamentano, nonostante una Finanziaria che il centrodestra descrive come la fine del mondo. Evidentemente non è così: i conti in ordine fanno bene all’economia. A smentire gli «iperliberisti» (quelli del liberi tutti, del meno Stato, del meno sindacato) è l’Istat, che ieri ha rivisto al rialzo le stime preliminari. Nel primo trimestre la crescita è stata dello 0,3% (non dello 0,2) rispetto al trimestre precedente. Su base annua si conferma un +2,3%. L’andamento è in frenata rispetto agli ultimi tre mesi del 2006, che avevano registrato uno sprint a +1,1% rispetto al trimestre precedente. Ma complessivamente si conferma una crescita saldamente al di sopra del 2%.

        Un’altra indicazione decisiva arriva dalle componenti interne alla crescita. A contribuire al balzo in avanti è stata stavolta la domanda interna, e in particolare i consumi delle famiglie. Sul dato congiunturale i consumi privati contano uno 0,4% contro gli investimenti che registrano un + 0,2%. Bene anche la domanda estera, con un +0,4%. A fronte di un buon risultato dell’export, si è registrata la diminuzione delle importazioni per quasi un punto percentuale (-0,9%). Sempre nel dato congiunturale, gli investimenti registrano una crescita sostanziosa nelle costruzioni (+1,5%). Guardando ai vari settori, nei primi tre mesi dell’anno si rilevano andamenti positivi nel settore agricolo (+3,6%) e nelle costruzioni (+1%), per il settore del credito, assicurativo, attività immobiliari e servizi profesisonali (+0,7%). Bene anche commercio, alberghi e pubblici esercizi e i servizi in generale. «Sembra essersi messa in movimento anche la seconda gamba della crescita, quella dei consumi, con buona pace di chi temeva chissà quali effetti psicologici della finanziaria», commenta Pier Luigi Bersani. Per il ministro dello Sviluppo economico «la pausa della produzione industriale registrata nel primo trimestre 2007 viene dopo un ultimo trimestre 2006 di grande spinta e già i dati di aprile e maggio 2007 segnalano un ritmo più accelerato. Rimane il tema di fondo: la crescita deve darsi continuità e trovare maggior forza. Un buon mix di politiche sociali e di sostegno all’innovazione – sottolinea Bersani – potrà portarci nei prossimi mesi qualche ulteriore risultato». Paese «fuori dalla palude e dalla crescita zero grazie all’azione di governo», aggiunge il presidented ella commissione Bilancio alla Camera Lino Duilio. «Il quadro che emerge era semplicemente impensabile solo un anno fa – afferma – ma la politica rigorosa del governo Prodi ha garantito il risanamento dei conti e il rilancio della crescita».

        Sul fronte sindacale la Uil chiede un confronto immediato per «accompagnare la ripresa e meglio tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni». I dati sul Pil – afferma Antonio Foccillo, segretario confederale Uil «dimostrano che l’Italia è in una fase di ripresa». Mentre «la frenata degli stipendi negli ultimi tre mesi del 2006 è una mera conferma di quello che stiamo sostenendo da tempo». Il confronto è necessario anche in vista del Dpef oggi allo studio del governo.