L’economia mondiale torna a tirare

12/05/2006
    venerd� 12 maggio 2006

    Pagina 15 – Economia

      LA RIPRESA

        L’economia mondiale torna a tirare
        "Ma senza riforme resteremo indietro"

          Gli esperti: per l�Italia non facile agganciare la crescita internazionale
          "Recuperare competitivit� e produttivit�, via libera alle liberalizzazioni"

            BARBARA ARDU

              ROMA – �La ripresa c�� ed � sostenuta. C�� un boom dell�economia mondiale che non si vedeva da trent�anni e con una differenza fondamentale: nell�ultimo decennio si correva a staffetta, alcuni Paesi crescevano, altri erano fermi. Ora corrono tutti, dunque crescono importazioni ed esportazioni. � la novit� distintiva. Solo che la macchina Italia continua a camminare con il freno a mano tirato. Per allentare i freni ci vogliono riforme strutturali�. L�economista Giacomo Vaciago conferma ci� che istituti di ricerca e istituzioni vanno ripetendo da giorni: la ripresa � in atto anche in Europa. Ma per ora rimane ai margini dei confini nazionali. �Noi arriviamo a stento all�1,3 per cento di crescita, mentre in Europa crescono a ritmi del 2�, conferma l�economista Nicola Rossi. Il problema dunque � agganciare la ripresa. Qualcosa sembra muoversi: se il 2005 � stato un anno piatto, il 2006 � partito in discesa. Il Prodotto interno lordo, certifica l�Istat, � salito dello 0,6 per cento, allineandosi a quello di Eurolandia. Potrebbe per� trattarsi solo di un rimbalzo. �Va ricordato che nel secondo trimestre del 2005 c�era stato un aumento dello 0,7% che rimase un fatto isolato – dice l�economista Riccardo Faini – e non bisogna dimenticare che se pure le stime della Ue fossero mantenute (un Pil all�1,3% nel 2006 n.d.r) saremmo comunque sotto di un punto percentuale rispetto all�Europa. Siamo su un vagone molto lento e con un elastico allungato che si va sempre pi� allentando�.

              Cauto anche Tito Boeri. Anche per lui c�� il rischio che l�accelerata del Pil si riveli che un fatto isolato. �� presto per valutare questo dato – dice l�economista – e difficilmente cambieranno le previsioni per il 2006 che al massimo potr� chiudersi con un Pil in crescita dell�1,5%. Sbaglierebbe dunque il governo a sedersi sugli allori, a ricorrere a misure tampone senza concentrarsi sulle riforme�. Perch� senza non andremo lontano. �Investimenti nella ricerca, recupero della produttivit�, liberalizzazioni e innovazioni nella pubblica amministrazione�. Questa � la ricetta di Nicola Rossi. Contare solo sulla congiuntura potrebbe non bastare. Ne � convinto Marcello Messori. �La perdita di competitivit� ci penalizza – spiega l�economista – perch� anni fa bastava che la Germania crescesse che noi gli andavamo dietro. Ora non � pi� cos�. Cina e India vendono quei prodotti che un tempo esportavamo noi. Dunque se vogliamo crescere � necessario riconquistare quei margini di competitivit� che abbiamo perduto�.

                Ce la faremo? Secondo Giacomo Vaciago abbiamo cominciato. �I dati positivi del primo trimestre Fiat sono i dati positivi dell�Italia – dice Vaciago – . Certo il governo deve fare la sua parte. Dobbiamo andare al pareggio di bilancio, far funzionare la pubblica amministrazione. E se verranno varati quei provvedimenti a favore della produttivit� possiamo arrivare a crescere a ritmi del 2-3%. Questi sono numeri�. Ancora lontani. L�Unioncamere, che ieri ha presentato il suo rapporto, stima una crescita del Pil per il 2006 dell�1,3%. Ma secondo Carlo Sangalli, presidente dell�Istituto sar� l�export a far uscire l�Italia dal tunnel della stagnazione: �le nostre analisi vedono nelle medie imprese le principali protagoniste del riposizionamento del sistema produttivo sui mercati internazionali�.