«Lecito boicottare le navi Usa» La Cgil apre il fronte del porto

27/02/2003




27 febbraio 2003

«Lecito boicottare le navi Usa»
La Cgil apre il fronte del porto

Epifani oggi a Livorno: ma rispetteremo le leggi

DAL NOSTRO INVIATO
LIVORNO – Entro domenica prossima, come ha annunciato il comandante Hirk Wariol ai deputati italiani in visita a Camp Darby, non meno di cinquanta carri armati dovrebbero essere imbarcati su navi da guerra statunitensi e allora non è casuale se, oggi pomeriggio, nella stazione marittima di Livorno, alle 14.30 arriverà Guglielmo Epifani, il segretario generale della Cgil.
C’è grande attesa, ci sono commenti euforici tra i portuali. La visita di Epifani non era scontata, ma è chiaro che la sua presenza, e quanto egli probabilmente dirà, rafforza l’atmosfera di mobilitazione che si respira, ormai da giorni, sulle banchine del porto. Sono pochi quelli che ricordano il boicottaggio del 1969, quando addirittura una bandiera vietnamita fu issata sul pennone di poppa di un incrociatore americano. Epifani ha intenzione di rasserenare gli animi e di spiegare, esplicitamente, qual è la posizione del sindacato sul fronte della disobbedienza e del boicottaggio. I discorsi ruotano tutti su un unico aspetto: «Il fondamentale concetto della legalità. Sono mesi che la Cgil è dentro questo movimento con forza e convinzione. Ma per restarci ha bisogno di trovarsi sempre coinvolta in azioni legali».
Così, sulla questione del blocco dei treni, è evidente che continuano a fare testo le parole, nette, davvero abbastanza definitive, pronunciate da Guido Abbadessa, segretario della Filt-Cgil. «Dal blocco dei treni noi ci tiriamo fuori». Però diverso, ecco, è altrettanto evidente che continua a restare il discorso legato a ciò che potrebbe accadere nei porti e, in particolare, qui a Livorno. «Qui – ripete Abbadessa – non vale la legge 146, che obbliga di comunicare in anticipo lo sciopero. Inoltre, il rifiuto di caricare su una nave un certo tipo di materiale, danneggia esclusivamente "quel" cliente, e non l’utenza pubblica». Questo, naturalmente, è ciò che oggi pomeriggio Epifani ripeterà ai portuali riuniti in assemblea. Con loro, ci sarà il Console della compagnia. Roberto Piccini, che sull’argomento è però già stato esplicito: «Gli americani, le loro armi, se le caricheranno da soli». Semplici le tecniche di boicottaggio. Il gruista diventerà improvvisamente imbranato, le grosse tenaglie meccaniche si agiteranno nel vuoto. Gli autisti sbaglieranno strada, i loro mezzi finiranno improvvisamente la benzina, le ruote di sgonfieranno senza apparente ragione. Quanto poi ai carrellisti, loro saranno di una lentezza esasperante.
I vertici della Cgil hanno deciso di incontrare quelli di Cisl e Uil il 5 marzo, e all’incontro è stato invitato anche il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini. La scelta del 5 marzo è ovviamente studiata, «coincide con la giornata di preghiera e digiuno a sostegno della pace, invocata da Giovanni Paolo II». Qualcosa sta cambiando. «E’ vero. Noi, su queste banchine, s’è sempre stati un po’ mangiapreti. Ma il Papa, contro Bush, è con noi. Sta con noi».
Piero Bernocchi, il leader dei Cobas, spera si possa davvero stare tutti insieme: «Il boicottaggio dei portuali è molto più che importante.
E’ decisivo».

Fabrizio Roncone