Lecco. Longoni torna in campo con Boggi

22/10/2003






mercoled’ 22 ottobre 2003

L’imprenditore lecchese investe 5 milioni di euro sulla griffe di abiti

Longoni torna in campo con Boggi
Accordo con i titolari della catena di negozi.
Obiettivo: sbarcare in Usa

      LECCO – Torna in scena Sergio Longoni, detto «Il Grinta». L’imprenditore di Barzanò che iniziò comperando uno stock di sci e terminò vendendo, a caro prezzo, la sua Longoni Sport alla Giacomelli che oggi è sull’orlo del fallimento, riparte da Boggi. Fa capo a lui, infatti, il 27% della neocostituita società che ha rilevato la catena di 29 negozi d’abbigliamento Boggi dalla Finpart di Gianluigi Facchini. Un’avventura nella quale l’imprenditore sessantenne ha per soci tre brianzoli e un torinese. I primi sono i fratelli Zaccardi di Monza, cioè Carlo (37 anni), Claudio (35) e Roberto (30), ai quali fa capo il 67% della società: figli di Ermanno, ex amministratore unico della Happening, con il marchio Brian&Barry, hanno aperto 12 negozi a Monza, Alba, Seregno. L’imprenditore torinese è Edoardo Fassino, cui fa capo il 5,6% delle azioni: un industriale dell’abbigliamento che produce pantaloni e capispalla.
      «Sergio Longoni era l’unica persona con la quale potevamo avviare qualcosa – spiega Carlo Zaccardi, amministratore delegato di Boggi Group -. Da Giacomelli non è uscito contento e adesso ha voluto scommettere sulla nostra famiglia».
      Obiettivo del nuovo gruppo è portare Boggi in America: «È il nostro sogno – continua Zaccardi -, ma non solo: pensiamo anche a Giappone, Corea e Svizzera». Testimonial ingaggiati: Vittorio Feltri e Gad Lerner. «E nella pubblicità che stiamo realizzando – dice Zaccardi – si daranno la mano. Entro 5 anni vogliamo raggiungere una rete di 50 negozi e un fatturato di 100 milioni». Un bel ritorno per Longoni, che già in febbraio aveva concluso un primo accordo con i fratelli Zaccardi quando fu firmata la cessione di Boggi da parte di Facchini: fino ad oggi «Il Grinta» avrebbe investito nell’operazione Boggi circa 5,5 milioni di euro. «In totale abbiamo investito oltre 17 milioni di euro – dice Zaccardi – e ne abbiamo in programma altri 4 per i prossimi due anni».
Alessandra Puato


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