Lecce. «Un’offerta ben organizzata e gli stranieri accorreranno»

19/11/2004

    giovedì 18 novembre 2004

    I sindacati suggeriscono al summit argomenti di discussione

      «Un’offerta ben organizzata e gli stranieri accorreranno»

      Potenziare le caratteristiche del Salento in modo tale da renderlo competitivo sul piano internazionale. Questo l’obiettivo principale che gli Stati generali del turismo intendono perseguire. Il singolo luogo o la singola risorsa non avrebbero la forza di distinguersi nel magma globale delle mete turistiche. E’ necessario, secondo tutti gli enti del settore terziario, individuare le ricchezze dell’intera provincia, valorizzarle dando loro giusto spessore comunicativo, ridimensionare i fattori deboli e le carenze nei servizi. Biagio Malorgio, segretario generale della Cgil di Lecce, e Antonio Moscaggiuri, segretario generale Filcams-Cgil di Lecce, richiamano l’attenzione sulla questione della destagionalizzazione del flusso turistico. Si dovrebbe tentare, infatti, di raggiungere un’organizzazione territoriale e un’agenda di appuntamenti culturali e non, tali da attirare visitatori in ogni mese dell’anno, non solo nella stagione estiva. A questo proposito sarebbe opportuno, fanno notare Malorgio e Moscaggiuri, «potenziare il sistema dei trasporti, a partire dall’aeroporto di Brindisi, rendendo operativa la struttura aeroportuale di Galatina e migliorando la qualità e la sicurezza dei servizi ferroviari».

      Un ulteriore argomento a sostegno dell’incremento turistico distribuito lungo tutto il corso dell’anno è l’istituzione del marchio di qualità «Salento d’amare», allo scopo di integrare il binomio sole-mare al patrimonio architettonico del Salento. Analoga la posizione di Vito Perrone, responsabile Ugl terziario, che, tra l’altro, sottolinea la necessità di una cooperazione tra le diverse forze del settore, politiche, imprenditoriali e sociali, e il rispetto nonché la valorizzazione delle identità locali. Se da una parte si auspica «una forte concertazione tra le istituzioni locali e le forze sociali nell’Unità operativa per lo sviluppo della provincia di Lecce», dall’altra non si può fare a meno di un sostegno da parte del governo nazionale e della Regione per una riforma della legislazione vigente che veda un «effettivo trasferimento di deleghe alle Provincie e un immediato utilizzo delle risorse finanziare del Piano operativo regionale».

    sa.ma.