Lecce. Tutti salvi i lavoratori ex Cedis

03/12/2004

    giovedì 2 dicembre 2004
    Lecce

      Il direttore del personale della Billa, Mario Sassi, spiega le strategie del gruppo che ha rilevato il centro commerciale
      Tutti salvi i lavoratori ex Cedis
      L’azienda manterrà gli impegni presi a novembre con i sindacati

        «Nessuno è stato scartato e nessuno rischia il posto di lavoro». Parola di Mario Sassi , direttore del personale della società Billa, del gruppo tedesco della Rewe, che ha già «reclutato» quasi tutti i dipendenti ex Cedis e che fra una settimana, l’8 dicembre prossimo, ha organizzato la cerimonia di riapertura, con il nuovo nome di «Iperstanda», del centro commerciale di San Cesario, chiuso da oltre due anni.
        All’indomani della clamorosa protesta dei dieci ex dipendenti, che lunedì si sono incatenati davanti ai cancelli del centro commerciale sulla via per San Cesario, da Milano arrivano puntuali e rassicuranti le precisazioni. E’ vero, qualcuno, almeno per il momento, rimarrà fuori ma seguirà dei corsi di riallineamento professionale e quanto prima verrà riassorbito.
        Stando all’accordo intercorso fra l’azienda e le organizzazioni sindacali il 15 novembre scorso, la Billa ha il compito di reintegrare il personale in cassa integrazione nell’arco di 24 mesi. E proprio il mancato «rientro» di una decina di dipendenti invece, ha scatenato il risentimento di alcuni di loro, sostenuti dalle organizzazioni sindacali. Ieri la segreteria della Fisascat-Cisl ha espresso la solidarietà ai lavoratori che non sono stati richiamati e ha chiesto un incontro urgente in Prefettura per trovare una soluzione alla vicenda. La Ugl-Terziario invece, chiede un tavolo a Roma. Ma dove sono le inadempienze? Come stanno i fatti? «Abbiamo avuto un colloquio con tutti i dipendenti ai quali abbiamo dispensato dei test banalissimi che ci aiutano a completare una "scheda" del soggetto, che rientra dopo due anni – riferisce il dottor Sassi – L’azienda – ha un modello organizzativo che prevede di chiedere ai dipendenti la loro disponibilità di tempo e l’accettazione delle mansioni nei reparti. Sulla scorta del colloquio abbiamo stilato una sorta di graduatoria, nella quale abbiamo inserito i soggetti che partono da subito e, a seguire, quelli che verranno assorbiti dopo la verifica con i sindacati che abbiamo già concordato per il 15 gennaio prossimo. L’equivoco sta nel fatto – dice il capo del personale della Billa – che qualcuno ha pensato che il quiz sia stato usato come una mannaia per lasciare fuori alcuni dipendenti. Niente di più inesatto – dice Sassi – i quiz ci servono per definire il profilo operativo dell’azienda che si muove in un mercato nuovo, dove bisogna verificare la realtà con il piano di impresa e con le previsioni che abbiamo fatto. Se per esempio ho bisogno di un pasticcere e di un addetto alla vendita del pesce, ma dispongo soltanto di alcune cassiere in esubero, devo rivolgermi al mercato del lavoro esterno».
        E qui è emersa un’altra incognita, che i sindacati e gli interessati non hanno accolto bene. «Per inserire i profili che mancano – spiega Sassi – ci serviremo di personale a tempo determinato, che lavorerà per un paio di mesi. Quello che non capisco è la drammatizzazione che si è fatta. Noi dobbiamo rispettare le nostre procedure e gli accordi sottoscritti. Perchè tanto clamore? » L’accordo infatti prevede che
        «…le assunzioni avverranno secondo la gradualità e le modalità del piano industriale presentato da Billa Spa ..», società che «ha manifestato la disponibilità ad assumere tutti i dipendenti di Cedis, prima occupati presso il detto punto vendita, con assunzioni ex novo».
        Il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre, rientreranno in servizio circa 80 ex dipendenti. Nel frattempo sono 18 quelli fra loro che hanno dichiarato di rinunciare e soltanto una decina quelli che attendono di essere inseriti. Se l’azienda, come è previsto, andrà bene, nessuno potrà negare il lavoro anche a questi dieci lavoratori.

          ce. m.