Lecce. Gum, la parola adesso passa al governo

11/09/2002

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



10 settembre 2002
CRONACA LECCE
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Corteo ieri mattina per le vie della città e sciopero di cinque ore. Poi riunione in prefettura, alla presenza di parlamentari e sindaci

Gum, la parola adesso passa al governo
Sottoscritto un documento unitario nel quale si chiede l’intervento dei ministri competenti

Crisi Gum, il prefetto e i parlamentari salentini solleciteranno subito l’istituzione di un tavolo di trattative presso i Ministeri del Lavoro e delle Attività produttive. L’impegno è giunto al termine della riunione che lo stesso prefetto Giovanni D’Onofrio ha convocato ieri mattina per l’esame della vertenza CeDi Puglia in concomitanza con lo sciopero di cinque ore proclamato da Fisascat Cisl e Filcams Cgil e con la manifestazione dei lavoratori promossa da Uil Tucs. Oltre ai rappresentanti sindacali, all’incontro hanno partecipato anche il senatore Alberto Maritati, gli onorevoli Salvatore Meleleo e Antonio Rotundo, l’assessore regionale al Bilancio e Programmazione Rocco Palese e dieci sindaci dei comuni dove sono presenti le filiali Gum.
Il prefetto si è impegnato personalmente ad intervenire presso i Ministri
Roberto Maroni e Antonio Marzano perché convochino un tavolo di trattativa nel più breve tempo possibile. «Abbiamo chiesto che l’incontro a Roma si svolga prima del 18 settembre, giorno in cui è prevista la riunione dei soci Cedi Puglia», fa sapere Giuseppe Zimmari, segretario della Uil Tucs. «Siamo soddisfatti – aggiunge – per l’impegno dei lavoratori in questo delicato momento e per la sensibilità dimostrata dal prefetto e dai parlamentari». Anche i deputati, infatti, hanno deciso di sottoscrivere un documento unitario in cui si chiede l’immediato interessamento dei ministri competenti. Soddisfazione per l’iniziativa del prefetto è stata espressa pure dal sindaco del Comune di San Cesario Cesare Serra e dal segretario provinciale della Cisl Franco Surano, che ha sottolineato come finalmente, su una difficile vertenza, le forze politiche, istituzionali e sociali stiano lavorando insieme per il perseguimento del comune obiettivo della salvaguardia di 430 posti di lavoro e dell’intero indotto che ruota attorno alla catena dei magazzini commerciali».