Lecce. Gum, altro round in prefettura

05/09/2002


La Gazzetta del Mezzogiorno




04 settembre 2002
LECCE
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Ieri mattina riunione dei rappresentanti della Fisascat-Cisl e della Filcams-Cgil

Gum, altro round in prefettura
Il centrosinistra: «Incomprensibili le dichiarazioni del sindaco»

«La vertenza-Gum va chiusa quanto prima. I dipendenti che stanno in assemblea permanente ormai non ce la fanno più». A scendere in campo sono i sindacati di categoria Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil, che ieri mattina hanno avuto un incontro nel salone della Cisl, in viale della Libertà.
«Bisogna puntare alla salvaguardia dei livelli occupazionali – dice il responsabile della Fisascat,
Enzo Riglietta - E per giovedì prossimo abbiamo deciso di autoconvocarci in prefettura, per ristabilire quel tavolo di crisi istituzionale e per tentare di sbloccare in qualche modo la vicenda». Intanto, gli stipendi non verranno pagati, ed in qualche modo si sapeva. «Anche se la Conad nazionale – aggiunge Riglietta – ha promesso di intervenire tempestivamente».
Intanto, si muovono anche i consiglieri comunali di centrosinistra. «Cosa si aspettavano – sottolineano – dalle forze politiche, dalle istituzioni i lavoratori del gruppo Cedi e le loro famiglie che hanno partecipato ai lavori del Consiglio? Innanzitutto attenzione e sensibilità per una situazione che espone il Salento al rischio concreto di un ulteriore indebolimento della sua economia; ed anche una dichiarazione unitaria di sollecitazione di iniziative idonee ad uscire dallo stato di gravissima crisi dell’azienda. Altro non veniva richiesto, essendo evidente a tutti che il futuro dei lavoratori non era legato alle decisioni assunte a Palazzo Carafa».
Per queste ragioni – aggiunge il centrosinistra – «sono risultate incomprensibili le dichiarazioni d’apertura del sindaco Poli, che ha tentato di cancellare il documento presentato in Consiglio, sconfessando il lavoro svolto dai capigruppo e mettendo in difficoltà la sua maggioranza. Il lungo dibattito ha consentito un ritorno al buon senso, e il sindaco ha dovuto prendere atto che quello approvato era l’unico documento possibile».