Lecce. Fermati i camion carichi di tabacco

27/07/2004


  


martedì 27 luglio 2004
LECCE
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Cancelli bloccati, ieri, dai dipendenti di «Igesa» e «Meridionale disinfestazioni»
Manifattura, lavoratori incatenati

Fermati i camion carichi di tabacco.
Momenti di tensione e proteste

I lavoratori si incatenano ai cancelli e bloccano l’attività in entrata e in uscita della Manifattura tabacchi di Lecce. È partito il sit-in dei dipendenti delle ditte Meridionale disinfestazioni e Igesa, attuato dalle organizzazioni sindacali in merito alla vertenza per la situazione occupazionale incerta all’interno della Manifattura.
Ieri, un gruppo di oltre settanta lavoratori ha presidiato i cancelli dei tre ingressi dell’azienda, bloccando sin dalle prime ore del mattino l’ingresso dei camion carichi di tabacco nei capannoni e l’uscita di quelli carichi di pacchetti di sigarette. Alcuni dipendenti hanno scelto di incatenarsi ai cancelli per scoraggiare ulteriormente il passaggio dei mezzi. In queste fasi si sono registrati momenti di tensione che tuttavia sono stati superati grazie all’intervento della direzione aziendale che ha fatto allontanare i camion carichi.
Il sit-in proseguirà fino a mercoledì, primo momento «caldo» della vertenza. Domani, nell’Ufficio lavoro della Provincia di Lecce si terrà un incontro tra le aziende appaltatrici del servizio di movimentazione logistica all’interno della Manifattura, «Meridionale disinfestazioni» e «Igesa», e le organizzazioni sindacali per valutare la proposta di mobilità dei 92 lavoratori e di conseguenza anche i licenziamenti. L’agitazione è sostenuta dalla Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. «In questa sede chiederemo due cose – dice
Enzo Riglietta, della Fisascat-Cisl – che sia mantenuto il livello occupazionale di tutti gli addetti e nel caso in cui non si possa proprio dare questa garanzia rivolgiamo già da ora un appello a tutte le istituzioni, Regione, Provincia e Comune, affinchè si trovi il modo per ricollocare tutti gli esuberi».
Da luglio a dicembre, stando alle anticipazioni della Bat (British american tobacco), la multinazionale che dal giugno scorso ha acquisito l’intero pacchetto azionario dell’ex Eti, Ente tabacchi italiani, i dipendenti dovrebbero assistere ad una escalation di tagli occupazionali. Da 92 addetti in totale, tra luglio e settembre si passerà a 70, ad ottobre a 50 e a dicembre a 35. «Domani chiederemo alle due aziende locali – sottolinea
Antonio Moscaggiuri, della Filcams-Cgil – di rinviare le procedure di licenziamento almeno fino al 17 settembre, data in cui la Bat dovrebbe presentare il nuovo piano aziendale che, tra le altre cose, espliciterà il numero di posti di lavoro che la multinazionale deciderà di mantenere e gli eventuali esuberi».
Intanto il prefetto di Lecce,
Gianfranco Casilli, dopo aver ricevuto la richiesta da parte dei sindacati di avviare un tavolo delle trattative sulla questione, sembra si stia attivando per concordare un incontro tra la Bat e le organizzazioni di categoria per fare il punto sulla situazione occupazionale. Probabilmente venerdì invece si terrà un altro incontro tra le parti sociali, le due ditte locali e la Regione, che ha dato la sua disponibilità a partecipare al dibattito per cercare di trovare una rapida soluzione.  

a.c.p.