Lecce. Bloccati treni e superstrada

15/11/2002

Quotidiano della sera 14/11/2002
lavoratori della Gum a muso duro. Contestazione a oltranza
Bloccati treni e superstrada, Lecce isolata

Melissa Perrone

I lavoratori Gum non ci stanno più. Dopo mesi di proteste, e quasi nulla di fatto, non sono più disposti a sentire tentennamenti. E così oggi hanno messo in atto una protesta di inequivocabile visibilità. Dopo giorni di manifestazioni e presidi davanti alla Prefettura, dopo mesi di trattative, sono passati alla fase due, la fase più dura. Ieri hanno occupato la stazione ferroviaria di Lecce, a cui la Ferrovia aveva rimediato facendo partire i passeggeri da Squinzano, ed oggi, per non lasciare alternative e scappatoie, hanno bloccato la stazione di Lecce, quella di Squinzano e la Superstrada Lecce – Brindisi. Risultato: traffico paralizzato e partenze su rotaie praticamente impossibili. Certo l’obiettivo dei lavoratori Gum non è quello di recare gratuitamente un danno ai cittadini, ma piuttosto di richiamare l’attenzione su una questione che fino ad ora, evidentemente, è sembrata procrastinabile. Ma le decine di famiglie che rischiano di andare sul lastrico non possono più aspettare, e allora hanno deciso di inscenare una protesta decisamente ineludibile. La richiesta, sollecitata dalla protesta, che è stata avanzata al Prefetto, Giovanni D’Onofrio, è di chiamare in causa direttamente il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, o il suo sottosegretario, Sacconi, e di istituire, presso lo stesso Ministero, un tavolo per il 19 di questo mese, a cui far partecipare anche le Banche e le aziende coinvolte. “Mantovano”, dice infatti Antonio Moscagiuli, Filcam Cgil, “non ci basta più. Pur ringraziandolo per l’interessamento dimostrato, siamo convinti che non basti più solo la sua presenza ed il ruolo che ricopre per sbloccare le trattative. E’ oramai necessario che la palla passi direttamente al ministro Maroni”. Restano in attesa di una risposta, i lavoratori Gum. E attendono sui luoghi della protesta, da cui non hanno intenzione di muoversi fino a quando non avranno qualcosa in mano, uno spiraglio di luce nel buio di questa vicenda.
Intanto la situazione per i viaggiatori, o solo anche per i tanti automobilisti che hanno necessità di entrare o uscire da Lecce, non è delle migliori. Un serpentone di macchine, con altrettanti autisti inferociti, è bloccato sulla superstrada. I vigili urbani, arrivati da Lecce e da Surbo, non riescono più a controllare la situazione. Il rumore dei clacson è assordante, e la situazione peggiorerà gravemente con l’avvicinarsi dell’ora di punta, l’orario di uscita dalle scuole e dagli uffici. All’altezza del centro commerciale all’ingrosso “Metro”, 40 – 50 lavoratori presidiano la strada, e non hanno intenzione di recedere dalle loro intenzioni. “La situazione è al limite”, dichiara un vigile che si trova sul posto. “Non possiamo far altro che tentare di convincere gli automobilisti a intraprendere la via che passa per i paesi limitrofi. Qui non si vede soluzione, si può solo armarsi di pazienza e aspettare”.
Per chi decide o ha l’esigenza di spostarsi con il treno la situazione non è migliore. Per tentare di garantire il servizio, le Ferrovie hanno organizzato dei bus-navetta che porteranno alle stazioni di Brindisi o Bari da dove, al momento, è assicurato solo il collegamento con Torino e Roma. Per gli altri treni si sta cercando di organizzarsi allo stesso modo. Ma i problemi non finiscono qui, perché per recarsi alle stazioni alternative di partenza (sempre che nel frattempo non vengano bloccate anche quelle), la via più rapida, teoricamente, dovrebbe essere la superstarda, anch’essa bloccata, come si diceva. Un percorso lungo e tormentato, quindi, si prospetta davanti ai tenaci viaggiatori impossibilitati a spostare il giorno della partenza. Senza contare i ritardi a cui, necessariamente, andranno incontro. Perché per quanto le Ferrovie stiano cercando di arrecare meno disagi possibile, in nessun caso sarebbe possibile garantire anche gli stessi orari di partenza e arrivo prenotati. “Questo però”, precisano dall’ufficio competente, “non potrà in alcun modo rappresentare ragione di rimborso per i viaggiatori, come solitamente avviene in caso di ritardo di intercity o pendolino, in quanto non è responsabilità delle Fse”.
Grande caos, quindi, in città che, appena uscita dai disagi generati dalle straordinarie misure di sicurezza del Summit dei ministri, incappa in quelli della causa dei lavoratori Gum. Ma se, per caso, saltassero i nervi, per l’appuntamento di lavoro perso o per il ritardo accumulato nel far rientro a casa, a causa della protesta dei dipendenti Gum, farà bene pensare che, almeno, evidentemente, il lavoro lo si ha ancora.