Leader Cisl, Uil e un po’di Pd al convegno pro-legge Biagi

19/10/2007
    venerdì 19 ottobre 2007

      Pagina 9 – Interni

      il caso

        Tra le adesioni all´iniziativa di Cazzola quella di Nicola Rossi, consigliere di Veltroni

          E al convegno pro-legge Biagi
          i leader Cisl e Uil e un po´ di Pd

            Non dico nulla Vedremo le parole d´ordine e valuteremo
            Invece di questo corteo, meglio battersi per salari più alti

              ROBERTO MANIA

              ROMA – I leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti domani interverranno al convegno in difesa la legge Biagi, mentre le minoranze della Cgil saranno in piazza contro la precarietà. Il mercato del lavoro torna così a dividere i sindacati, ma meno di un tempo. La stragrande maggioranza della Cgil, infatti, forte del risultato del referendum sul protocollo sul welfare, non sarà né al Teatro Capranica né sfilerà per il centro di Roma. La battaglia per la difesa dell´articolo 18 è stata già vinta nel 2003.

              E domani la legge Biagi (insieme al precedente "pacchetto Treu") finirà per unire spezzoni di una parte e dell´altra dello schieramento politico. Alla tavola rotonda promossa da Giuliano Cazzola, in passato dirigente della Cgil e da tempo vicino alle posizioni del centrodestra, ci saranno anche uomini del centrosinistra: dall´ex senatore ulivista Franco Debenedetti al senatore diniano Natale D´Amico; dal leader storico dei radicali Marco Pannella al neosocialista Lanfranco Turci; dal senatore ulivista Antonio Polito all´economista, fuoriuscito dai Ds e oggi consulente "informale" di Walter Veltroni, Nicola Rossi; dal giuslavorista, con tessera Cgil, Pietro Ichino, a Bonanni e Angeletti, appunto. Da notare che il leader della Uil ha partecipato domenica alle primarie del Pd.

              Con una circolare la Cgil ha vietato l´uso delle sue bandiere e dei suoi loghi alle aree programmatiche ("Lavoro e Società" e "Rete 28 aprile") che hanno aderito alla manifestazione. «Perché – ha affermato il segretario confederale Paolo Nerozzi, "semplice militante della Sinistra democratica", come si è autodefinito – la Cgil non è un autobus dove spesso non di paga e poi si scende. Pretendere di portare via le bandiere, che sono una identità, non va bene». E il leader di Corso d´Italia, Guglielmo Epifani, già ds e che non avendo aderito al Pd e ora anche il primo segretario della Cgil senza tessera di partito, ha evitato ieri qualunque commento polemico sulla manifestazione di sabato: «Non ho nulla da dire. Spero che la manifestazione sia partecipata, perché la partecipazione è un valore della democrazia. E poi vanno considerate le parole d´ordine della manifestazione, le conseguenze che avranno, e come saranno valutate». La discussione in Cgil si aprirà al direttivo convocato per l´inizio della prossima settimana. L´"imputato" numero uno resta Giorgio Cremaschi, membro della segretaria della Fiom e animatore della "Rete 28 aprile", che domani sarà in piazza (ci sarà anche il leader della Fiom, Gianni Rinaldini) convinto che «nella storia della Cgil sia sempre stato garantito il pluralismo effettivo e non quello a tavolino». Dunque – secondo Cremaschi – «la circolare della Cgil è solo ridicola».

              Invece Bonanni ha parlato di «una manifestazione inutile» a proposito dell´iniziativa di Rifondazione comunista e Pdci. «Per questo – ha aggiunto – non ci vado. Sarebbe meglio se si potessero impiegare quelle energie insieme alle nostre per una battaglia salariale, contro le tasse troppo alte sui lavoratori». Laconico Angeletti: «Non ho mai capito le ragioni di quella manifestazione».