«Le vittime del lavoro come quelle del terrorismo»

15/10/2007
    lunedì 15 ottobre 2007

    Pagina 3 – Interni

    «Le vittime del lavoro
    come quelle del terrorismo»

      La denuncia dell’Anmil: nel 2007 morti in aumento dell’1,7%. Napolitano: «Serve un forte impegno civile»

        Torino

          UN «FORTE IMPEGNO civile» per fermare la strage dei cantieri. È l’appello lanciato ieri dal presidente Napolitano in occasione della giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Perché, lo sottolinea il capo dello Stato nel suo messaggio, il tema della sicurezza è «ancora drammatico». Lo dimostrano i dati snocciolati ieri a Torino dal presidente dell’Anmil Pietro Mercandelli nel corso della manifestazione tenuta a Torino: nel 2006 ci sono stati quasi 930.000 incidenti, 1.552 i morti, mettendo nel conto anche i 250 deceduti a causa di malattie professionali. Incidenti in calo rispetto al 2005, ma morti purtroppo in aumento. «E, soprattutto, in aumento del 4,6% – sottolinea Mercandelli – gli incidenti mortali avvenuti all’interno dei luoghi di lavoro ossia 30 vite in più». Male anche i primi sette mesi del 2007: il numero degli incidenti mortali sul lavoro è salito dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (dunque si è arrivati già a 719 vittime) a fronte del calo
          (-2,37%) del numero degli incidenti 537.910 avvenuti sul luogo di lavoro.

          E nonostante questa sia la fotografia, «abbiamo rilevato con delusione e sconcerto – accusa – che anche la finanziaria per il 2008 dimentica le vittime del lavoro». «Abbiamo accolto con soddisfazione la notizia dell’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri della proposta del ministro del Lavoro Damiano che sana per il 2008 la questione dell’adeguamento dell’indennizzo per il danno biologico. È un segnale positivo, ma non possiamo abbassare la guardia, restano gli obiettivi di adeguamento della tutela, la riconduzione dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali al suo autentico valore sociale». Mercandelli ha polemizzato sul fatto che «gli avanzi di amministrazione dell’Inail spariti nelle casse del ministero dell’Economia sono arrivati negli ultimi sei anni a quasi 13 miliardi, un valore superiore a quello della legge finanziaria per il 2008». Il ministro Damiano, presente a Torino per la manifestazione, ha rassicurato: «Bisogna affermare un principio, quello secondo cui gli avanzi economici dell’Inail possono tornare a coloro che sono tutelati dall’istituto». Ma Mercandelli ha aperto anche un altro fronte: «I superstiti dei morti sul lavoro non hanno alcun percorso facilitato per trovare un’occupazione, percorsi che esistono, giustamente, per i superstiti delle vittime del terrorismo. Nella finanziaria per il 2008, ancora giustamente, il governo ha trovato le risorse, 170 milioni di euro, per estendere alle vittime del dovere e della criminalità organizzata ed ai loro superstiti i benefici economici previsti per i superstiti delle vittime del terrorismo».

          Oltre al messaggio inviato dal Capo dello Stato è arrivato anche quello del presidente della Camera Bertinotti che ha elogiato l’iniziativa dell’Anmil per il contributo a «rompere il muro del silenzio e della disattenzione verso infortuni e morti sul lavoro». Il ministro alla Salute Turco ha voluto far presente che questa Giornata rappresenta per lei il valore più importante, quello della «dignità delle persone e della giustizia sociale, due temi che si collegano direttamente a quello del rispetto per la salute dei lavoratori».