Le vendite al dettaglio allungano il passo a luglio

26/09/2002



          26 settembre 2002


          ITALIA-ECONOMIA
          Le vendite al dettaglio allungano il passo a luglio

          Istat: crescita annua al 2,4% dall’1,4% di giugno


          (NOSTRO SERVIZIO)
          ROMA – Vendite al dettaglio avanti piano. Secondo i dati Istat resi noti ieri in luglio il valore corrente delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato del 2,4% nei confronti dello stesso mese del 2001 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 114,8); in giugno la crescita tendenziale si era fermata all’1,4 per cento. Anche i dati destagionalizzati sono piuttosto opachi e rispetto a giugno fanno registrare un aumento che non supera lo 0,2 per cento. La crescita comunque è abbastanza omognea nelle diverse aree: l’aumento delle vendite tocca infatti un massimo del 3,3% nelle regioni centrali e un minimo del 2,1% in quelle meridionali, mentre al Nord la variazione è pari al 2,4 per cento. Sempre nel luglio 2002, il gruppo mercologico caratterizzato dall’aumento tendenziale più elevato, sottolinea l’Istat, è stato quello degli alimentari (+3,9%), seguito da cartoleria, libri, giornali e riviste (+2,8%) e da elettronica di consumo e informatica (+2,5%). A dare un contributo decisivo all’andamento delle vendite è stata come in passato la grande distribuzione, con un aumento complessivo che raggiunge il 5% (contro l’1,7% delle imprese che operano su piccole superfici), mentre i risultati migliori sono stati conseguiti dagli ipermercati (+7,3%), seguiti dai supermercati (+6,6%) e dagli hard discount (+6,3%). Da segnalare infine che la dinamica degli affari delle piccole e medie imprese è stata più lenta della media (rispettivamente +2,1% e +1,7%). Nei primi sette mesi del 2002 le vendite sono salite complessivamente del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, con una punta del 2,9% per gli alimentari e un minimo dell’1,7% per i comparti non food. L’incremento è del 4% per la grande distribuzione e dell’1,6% per le imprese che operano su piccole superfici. Si tratta di «risultati negativi per le Pmi del settore» commenta il presidente di Confesercenti, Marco Venturi. «Prosegue la scia dei mesi precedenti, ma con un peggioramento per i piccoli esercizi – aggiunge -, il cui fatturato è aumentato meno dell’inflazione, con un saldo negativo reale dello 0,7%».

          Elio Pagnotta