Le vacanze di Natale deludono gli albergatori

12/02/2002





Presenze in calo del 3,5% e forte flessione degli stranieri (-6,7%)
Le vacanze di Natale deludono gli albergatori
Elio Pagnotta
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – � stato un Natale in tono minore quello che l’industria turistica italiana si � appena lasciato alle spalle. I timori suscitati dall’emergenza terrorismo hanno scoraggiato italiani e, soprattutto, stranieri, provocando una diminuzione delle presenze negli alberghi del 3,5 per cento. Un risultato che risente quasi in ugual misura tanto della scarsa vivacit� del turismo nostrano (–2,1%) – che evidentemente non ha riversato sul mercato nazionale le vacanze che sono state cancellate verso le mete pi� esotiche – e straniero (–6,7%). Lo ha comunicato ieri l’Istat, secondo il quale nel periodo 23 dicembre 2001-6 gennaio 2002 rispetto al periodo natalizio dell’anno precedente, caratterizzato proprio dalla buona dinamica della componente straniera, si � verificato un netto peggioramento della situazione, con un calo degli arrivi che � stato del 10,6% per gli italiani e del 14,6% addirittura per gli stranieri, risultando complessivamente pari al –11,7 per cento. Il fenomeno ha coinvolto tutte le zone del Paese, dalle regioni centrali, dove la diminuzione delle presenze ha raggiunto un picco del 12,8%, a quelle meridionali, dove il calo � stato limitato allo 0,4 per cento. La diminuzione si abbassa invece allo 0,3% nel Nord-Est. Da sottolineare anche che le presenze di stranieri sono addirittura in aumento al Sud e nelle isole (+1,8%). Contenuta comunque la percentuale delle disdette: oltre il 42% degli albergatori sostiene che non vi sono state prenotazioni annullate, mentre pi� del 51% indica che la quota di annullamenti � stata inferiore al 25 per cento. Il risultato della flessione registrata nel periodo tra Natale e Capodanno equivale, secondo Federalberghi, a una perdita secca di un miliardo di euro. �Per l’esattezza – spiega Bernab� Bocca, presidente della Federazione -, Natale ha fatto registrare una tenuta complessiva di arrivi e presenze, con una perdita economica pari solo a 52 milioni di euro. Mentre � stato Capodanno a registrare quasi una Caporetto, con mancati introiti pari a 950 milioni di euro e una flessione di arrivi pari ad 1 milione e 850mila unit�. Tutte le speranze sono ora puntate sulle settimane bianche e la Pasqua. �Saranno – ha detto Bocca – il vero banco di prova per capire se il turismo nazionale nel 2002 potr� ripartire, oppure, in assenza di misure di sostegno, sopportare il peso di una crisi di difficile soluzione�. Tornando ai dati Istat, questi mostrano che anche per il prossimo futuro tra gli albergatori non regna grande ottimismo. L’opinione prevalente (52,8%) � che le presenze nel periodo gennaio-marzo 2002 saranno stazionarie. Molto meno numerosi gli ottimisti (solamente il 10,8%, con un minimo del 5,4% nel centro prevede un aumento), largamente sopravanzati dai pessimisti.

Marted� 12 Febbraio 2002