Le spine della net economy

24/01/2001




24 Gennaio 2001

Le spine della net economy
I lavoratori francesi del settore, senza protezioni, scoprono il sindacato. E la Cfdt li tessera
ANNA MARIA MERLO – PARIGI

Ese lo spirito funky business stesse perdendo un po’ di grinta nella Sentier valley parigina? Sarebbero già dietro di noi gli anni d’oro delle start-up della net-economy, dove regnavano l’allegria al lavoro, le feste dei first tuesday e una dedizione senza calcoli verso la società? I segnali sono già forti negli Stati uniti, ma adesso cominciano a farsi sentire anche da noi. E addirittura, i giovani informatici delle start-up non hanno trovato di meglio che rivolgersi ai vecchi sindacati – quelli nati con la vecchia economia – per cercare di difendersi contro l’ondata di fusioni, acqusizioni, ristrutturazioni e fallimenti che hanno improvvisamente rivelato la vera faccia funky dell’e-business.
Succede in Francia. La Cfdt, sindacato che era già presente nei servizi informatici, registra ora una progressione-record di iscritti tra i lavoratori della net-economy del 25% l’anno, i sindacalizzati sono raddoppiati in 3-4 anni. "All’inizio – spiega Jean Michel Rousseau, del sindacato Betor-Pub Cfdt – la net-economy era abbastanza impermeabile ai sindacati". Ma poi le cose sono cambiate. Oggi, la Cfdt è in testa alle sindacalizzazioni, seguita dalla Cgc (Confederazione generali dei quadri), molto lontane la Cgt e Fo. Anche questa classifica ha la sua ragione.
La Cfdt ha messo piede nelle start-up grazie alla legge delle 35 ore, che prevede la nomina di un rappresentate sindacale per negoziare la riduzione dell’orario di lavoro. La Cfdt è stato il sindacato più gettonato, perché è quello più attivo negli accordi firmati nei servizi informatici. Mentre la Cgt aveva rifiutato l’accordo-quadro e quindi si è un po’ tagliata fuori. La Cfdt, che ha portato a termine circa 400 accordi di settore sulle 35 ore, ha così cercato "di conservare i rappresentati sindacali come iscritti", poiché con la riduzione di orario bisogna poi trattare sulle consultazioni con i delegati del personale, eventualmente sul complemento mutualistico, ecc. Ma se la legge sulle 35 ore ha permesso ai sindacati di mettere un piede dentro le società della net-economy, i motivi per cui ora la loro presenza è sempre più richiesta sono altri.
"Dopo l’euforia di un anno fa – spiega Rousseau – oggi è arrivato il disincanto, i problemi si manifestano". E cioè: chiusure di imprese, che comportano problemi di contratti di lavoro, fusioni tra società che fanno passare la start-up da un clima conviviale alla logica delle grandi imprese. "I conflitti in corso generano inquietudine, quindi i dipendenti riconominciano a rivolgersi ai sindacati, esattamente come nella vecchia economia", commenta Rousseau.
Tiscali, per esempio, che ha acquisito da Bernard Arnaud e da Kingsfisher il portale Liberty surf, si trova di fronte a un conflitto sindacale presso Freesbee. Il conflitto risale al 27 ottobre quando Freesbee è stata acquisita da Liberty surf. Freesbee è una start-up di successo: in meno di due anni era passata da 2 a 180 dipendenti. Ma Liberty surf, per ragioni di risparmio ha deciso di trasferire da Parigi a Bordeaux i servizi di relazioni con la clientela: il conflitto esplode da Freeesbee, dove sarebbe previsto il trasferimento in provincia di una novantina di persone con relativa chiusura degli uffici nella capitale. Si tratta di un cyber-coflitto, visto che i dipendenti in lotta hanno aperto un sito presso un concorrente, la società Free, per spiegare le loro ragioni e chiedere la solidarietà dei navigatori del web (che è puntualmente arrivata). Conflitto anche da Spray, dove 70 persone hanno lavorato ben al di là delle 35 ore per lanciare il portale. Che poi è stato acquisito da Lycos. E le regole sono cambiate: non più ambiente conviviale, ma licenziamenti in vista. Problemi sindacali anche a Club Internet, o alla libreria online Amazon.fr, dove la lotta con il padrone statunitense è sempliecemente far accettare una presenza sindacale nell’impresa.
I sindacati si muovono di fronte a questa nuova realtà. "Esiste un gruppo di lavoro europeo, organizzato dall’Union Network International, a cui partecipano anche la Cgil e la Cisl – spiega Jean Michel Rousseau – e ci riuniamo in un forum annuale per analizzare l’evoluzione del settore informatico, anticiparne gli sviluppi". Tutti i paesi hanno problemi analoghi in questo settore? "No, per esempio in Germania c’è un deficit di competenze che favorisce l’immigrazione dalla Polonia e dall’est, quindi c’è soprattutto un problema di dumping sociale, meno cruciale in Francia". Esistono però problemi comuni, rilanciati soprattutto dall’adozione al consiglio europeo di Nizza, dopo trent’anni di discussioni, della Società anonima europea, cioè un’armonizzazione delle regole sociali per i dipendenti dei gruppi transnazionali. Il sindacalista Jean Michel Rousseau sottolinea poi un altro scoglio, che riguarda la mentalità delle persone che lavorano nelle start up: "Dobbiamo riuscire a far prendere coscienza ai giovani, pronti a lavorare in condizioni estreme, che vogliono molti soldi subito ma senza porsi domande sulla durata, che sono molto mobili, che esiste un problema di gestione della cariera soprattutto in un settore dove si è già vecchi a 40 anni. Il messaggio sindacale che vogliamo far passare è che le condizioni di lavoro di oggi preparano le condizioni di domani".