Le società dell’interinale verso un’associazione unica

07/02/2005

    domenica 6 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 12

    Le società dell’interinale verso un’associazione unica

    L.D.P.

    MILANO • Riunificazione delle associazioni di categoria, implementazione della Legge Biagi, collaborazione con i sindacati. Sono le sfide lanciate dal neo presidente dell’Apla (Associazione di categoria del lavoro temporaneo, nata nel settembre 2003 che rappresenta più del 50% del mercato), Gianni Bocchieri. «L’obiettivo principale sarà lavorare sull’aggregazione orizzontale di tutti gli operatori del settore e sono ottimista perché raccolgo segnali incoraggianti» sottolinea Bocchieri. Ma il lavoro da fare resta tanto.

    «Bisogna anche favorire pari dignità tra strutture pubbliche e private — continua — aumentare l’accoglienza sociale del nostro intervento». Il mercato della fornitura del lavoro in affitto è sostanzialmente diviso tra tre sigle. Confinterim che copre circa il 20%, Apla (tra gli associati Adecco e Obiettivo Lavoro) con il 50% e Ailt (Confindustria) con circa il 30%. «Nei giorni scorsi — spiega Bocchieri — abbiamo siglato con i sindacati intese importanti per estendere il contratto collettivo dei lavoratori temporanei agli assunti a tempo indeterminato e abbiamo fatto un accordo per l’istituzione di un Fondo che non si occuperà solo di formazione ma anche di sostegno al reddito». Tasselli significativi che ampliano i sistemi di tutele previsti dalla Legge 30. «Passi importanti come le due convenzioni siglate da Ailt, Apla e Confinterim con le Regioni Abruzzo e Puglia per incentivare il raccordo tra pubblico e privato nelle politiche attive di sostegno ai lavoratori svantaggiati». Ma Bocchieri si dice ottimista. «Il mercato della somministrazione di lavoro è cresciuto, nel 2004 c’è stato un incremento in termini di volume retributivo del 18% e le ore lavorate sono aumentate del 15%. Nel 2005 ci aspettiamo incrementi simili». In totale il fatturato del settore è stimato sui 3,7 miliardi. «L’obiettivo è farlo crescere ulteriormente, anche con strumenti finora poco utilizzati come lo staff leasing, che potrebbero coprire almeno il 10% dei servizi offerti».