Le ritenute

Ritenute previdenziali e prestazioni assistenziali
Il datore di lavoro trattiene al lavoratore e versa agli enti previdenziali ed assistenziali:
§9,19 % della retribuzione lorda per il fondo adeguamento pensioni
NB:nelle imprese commerciali con oltre 50 dipendenti si aggiunge uno 0,30% per il fondo C.I.G.S. quindi l’importo dei contributi a carico del lavoratore è pari al 9,49%

A partire dal 1999 la consegna dell’estratto conto attestante l’avvenuto versamento all’INPS delle quote detratte e versate, è stata sostituita dalla cosiddetta certificazione unica (Modello Cud), attestante l’ammontare complessivo delle retribuzioni corrisposte, delle ritenute fiscali operate, delle detrazioni di imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali.
Detratte le ritenute previdenziali ed assistenziali dalla retribuzione lorda si ottiene l’imponibile fiscale.
Nota bene: come per le buste paga anche questa documentazione deve essere conservata per tutta la vita lavorativa

Ritenute fiscali
L’attuale normativa fiscale prevede che, il datore di lavoro operi sui redditi da lavoro dipendente, contestualmente alle erogazioni dello stipendio per ciascun mese, una ritenuta alla fonte che poi provvederà a versare all’erario.
Tale ritenuta fiscale viene calcolata applicando all’imponibile fiscalele aliquote progressive previste dalla legge (vedi la tabella successiva). L’imponibile fiscale si ricava sottraendo dal reddito lordo i contributi versati.
Si deve considerare però che gli eventuali contributi versati ai fondi previdenziali sono deducibili dall’imponibile fiscale, abbattendo ulteriormente l’importo sopra riportato.
Il sistema di tassazione è stato modificato dalla legge finanziaria per il 2007. Le nuove norme hanno reintrodotto il sistema di detrazioni fiscali, sostituito precedentemente dalla riforma cd. Tremonti, basato sul sistema di deduzioni del reddito imponibile.

L’addizionale regionale
I lavoratori dipendenti, pensionati e titolari di redditi assimilati, dal 1998 versano una tassa alla Regione in cui risiedono, che si chiama addizionale regionale.
In sede di conguaglio di fine anno l’azienda dovrà determinare l’importo dovuto da ogni dipendente e lo stesso verrà indicato nella relativa busta paga.
A partire dal mese successivo a quello del conguaglio, il lavoratore subirà la trattenuta che sarà suddivisa mensilmente in un numero massimo di undici rate di pari importo.

L’addizionale comunale
Il decreto legislativo 360/98 ha istituito, a partire dal 1999, un nuovo tributo, l’addizionale comunale. L’imposta è variabile e i comuni possono deliberarne l’importo singolarmente entro il 31 ottobre dell’anno precedente alla sua applicazione.
L’operazione di prelievo avviene come per l’addizionale regionale.

Prestazioni assistenziali: assegno per nucleo familiare
Gli assegni familiari sono un vecchio istituto, nato negli anni trenta, che hanno lo scopo di compensare almeno parzialmente il lavoratore delle spese relative ai carichi familiari. L’assegno per il nucleo familiare è esente da ritenute contributive e fiscali e pertanto, quando il lavoratore ne ha diritto, si aggiunge per intero alla retribuzione netta.
Dal 1° Gennaio 1988 – in applicazione della legge 13 Maggio 1988, n° 153 – gli assegni familiari sono stati sostituiti per i lavoratori dipendenti dall’"Assegno per il nucleo familiare".
Con la riforma operata a partire dal 1° Gennaio 1988, l’assegno per nucleo familiare spetta al nucleo familiare e quindi, si fa riferimento solo al reddito complessivo del nucleo familiare stesso e non più al reddito individuale, come prima; pertanto ogni nucleo familiare ha diritto ad un solo assegno.
I lavoratori dipendenti possono richiedere gli assegni per i familiari a loro carico, residenti in Italia o in un altro Stato membro dell’UE. Il diritto a tali assegni dipende tuttavia dall’ammontare del reddito totale annuo del nucleo familiare, tenuto conto del numero dei familiari a carico.Ai fini del diritto all’assegno per il nucleo familiare sono da considerare appartenenti al nucleo familiare:
§ il coniuge anche non convivente a meno che non sia separato dal richiedente;
§ i figli fino a 18 anni compiuti.
Sono equiparati ai figli legittimi:
- quelli legittimati, adottivi, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente riconosciuti, minori dati in affidamento;
- i nipoti in linea retta minori e viventi a carico del richiedente;
- i nipoti in linea collaterale qualora siano stati affidati in linea collaterale.
I figli o gli equiparati fanno parte del nucleo familiare senza alcun limite di età qualora siano inabili al lavoro.
Dal 1 gennaio 2007 i livelli d reddito e gli importi annuali dell’Assegno per il Nucleo Familiare (A.N.F.), con riferimento ai nuclei familiari con almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili sono stati rideterminati.

N.° componenti N.F. oltre ai genitori o al genitore
Fasce
di reddito
Importo annuo
dell’assegno
1
Fino a €. 12.500 €. 1.650
Oltre €. 12.500 e fino a €. 24.000 €.1.650 ridotto di €. 9,3 per ogni €.100 oltre €. 12.500
Oltre €. 24.000 e fino a €. 40.000 €.1.650 ridotto di €. 0,5 per ogni €.100 oltre €. 24.000
Oltre €. 40.000 €.1.650 ridotto di €. 2,3 per ogni €.100 oltre €. 40.000
2
Fino a €. 12.500 €.3.100
Oltre €. 12.500 e fino a €. 29.000 €.3.100 ridotto di €. 13 per ogni €.100 oltre €. 12.500
Oltre €. 29.000 e fino a €. 40.000 €.3.100 ridotto di €. 0,9 per ogni €.100 oltre €. 29.000
Oltre €. 40.000 €.3.100 ridotto di €. 3,1 per ogni €.100 oltre €. 40.000
3
Fino a €. 12.500 €.4.500
Oltre €. 12.500 e fino a €. 34.700 €.4.500 ridotto di €.11,5 per ogni €.100 oltre €. 12.500
Oltre €. 34.700 e fino a €. 40.000 €.4.500 ridotto di €. 1,4 per ogni €.100 oltre €. 34.700
Oltre €. 40.000 €.4.500 ridotto di €. 4,8 per ogni €.100 oltre €. 40.000
4
Fino a €. 12.500 €.6.000
Oltre €. 12.500 e fino a €. 21.300 €.6.000 ridotto di €. 5 per ogni €.100 oltre €. 12.500
Oltre €. 21.300 e fino a €. 36.100 €.6.000 ridotto di €. 10,5 per ogni €.100 oltre €. 21.300
Oltre €. 36.100 e fino a €. 45.000 €.6.000 ridotto di €. 19,6 per ogni €.100 oltre €. 36.100
Oltre €. 45.000 €.6.000 ridotto di €. 19,6 per ogni €.100 oltre €. 45.000
5
Fino a €. 12.500 €.7.500
Oltre €. 12.500 e fino a €. 21.300 €.7.500 ridotto di €. 7,5 per ogni €.100 oltre €. 12.500
Oltre €. 21.300 e fino a €. 36.100 €.7.500 ridotto di €. 11,2 per ogni €.100 oltre €. 21.300
Oltre €. 36.100 e fino a €. 39.000 €.7.500 ridotto di €. 1,6 per ogni €.100 oltre €. 36.100
Oltre €. 39.000 e fino a €. 45.000 €.7.500 ridotto di €. 25 per ogni €.100 oltre €. 39.000
Oltre €. 45.000 €.7.500 ridotto di €. 8,8 per ogni €.100 oltre €. 45.000

L’INPS ha inoltre rielaborato le tabelle le tabelle contenenti gli importi mensili, giornalieri, settimanali e quindicinali della prestazione e per le altre tipologie di nuclei familiari. Puoi trovare ulteriori informazioni visitando il sito http://www.inps.it

Per i lavoratori autonomi rimane la vecchia normativa sugli assegni familiari. Ne hanno però diritto soltanto i coltivatori diretti, i mezzadri o i braccianti agricoli con una somma fissa come prestazione per carichi di famiglia.
Gli assegni familiari spettano per le seguenti persone:
§il coniuge, a condizione che il suo reddito mensile non superi un certo limite
§i figli a carico minori di 18 anni. Questo limite è elevato a 21 anni se i figli frequentano una scuola secondaria o professionale o seguono un corso dì formazione professionale e a 26 anni se frequentano l’università. Si può richiedere una maggiorazione per i figli a carico minori di 18 anni per i quali sono già corrisposti gli assegni familiari;
§i fratelli, le sorelle e i nipoti minori di 18 anni facenti parte del nucleo familiare;
§gli ascendenti fino al secondo grado a carico del soggetto, che abbiano raggiunto i 60 anni (uomini) o i 55 (donne) e il cui reddito mensile non superi un certo ammontare.
I limiti di età non si applicano per i figli, i fratelli, le sorelle, i nipoti, gli ascendenti a carico sono nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere un lavoro proficuo.