Le richieste dei Sindacati Globali per il G20 di Cannes

Danilo Barbi – Leopoldo Tartaglia
Le richieste dei Sindacati Globali per il G20 di Cannes (2-4 Novembre)
24/10/2011  | 

Tra il 2 e il 4 novembre prossimo si riuniranno a Cannes i capi di stato e di governo del G20, una riunione che segue quelle dei ministri del lavoro e dei ministri delle finanze delle piùforti economie mondiali e di quelle "emergenti".In coerenza con quanto richiesto in occasione dei precedenti vertici, i Sindacati Globali (Confederazione Internazionale dei Sindacati, TUAC e Global Unions, le federazioni di categoria mondiali) – che terranno un proprio L20 tra l’1 e il 4 novembre – presenteranno un loro documento (vedere l’allegata traduzione dall’originale inglese), che chiede tra l’altro di:

    • mantenere l’impegno assunto al Vertice di Pittsburgh di mettere "l’occupazione di qualità al centro della ripresa", stabilendo obiettivi di occupazione differenziati, ma coordinati, per i paesi del G20, nell’ambito del Processo di Valutazione Reciproca, fra cui misure immediate in tema di programmi infrastrutturali ad alta intensità di manodopera, programmi di investimento nel settore dell’occupazione eco-compatibile e del mercato del lavoro per migliorare le competenze;
    • trasformare l’agenda politica strutturale per rafforzare le istituzioni del mercato del lavoro, il partenariato sociale, la contrattazione collettiva, salari minimi negoziati e legiferati, e sostegno al reddito per i gruppi a basso reddito in modo tale da ridurre le disuguaglianze di reddito. Ciò dovrebbe contemplare un patto per l’occupazione a favore dei giovani;
    • procedere sulla base delle conclusioni dei Ministri del Lavoro del G20 tenutosi a Parigi, al fine di definire uno zoccolo di protezione sociale che sia sostenuto da finanziamenti adeguati a seconda dei livelli di sviluppo;
    • attuare rapidamente le riforme del settore finanziario concordate al Vertice del G20 di Londra, ma mai effettivamente attuate, ed andare anche oltre al fine di ristrutturare in modo efficace quei gruppi finanziari che sono diventati troppo grandi per fallire ed applicare una tassa sulle transazioni finanziarie.