Le Regioni varano la stretta sulle promozioni commerciali

15/07/2004



 


                sezione: ECONOMIA ITALIANA
                data: 2004-07-15 – pag: 16
                autore: V.CH.
                Le Regioni varano la stretta sulle promozioni commerciali
                MILANO • Le associazioni della grande distribuzione vanno all’attacco delle Regioni perchè ormai sono 13 le amministrazioni che, varando norme sulle vendite promozionali in aggiunta a quelle sui saldi (quest’ultime erano previste dalla riforma del commercio), hanno di fatto messo in campo pesanti limitazioni a politiche commerciali aggressive e frenato le battaglie sui prezzi.
                Da un’analisi Ancd-Conad emerge che un po’ tutte le principali Regioni hanno applicato normative vincolistiche sulle vendite promozionali, con particolare riguardo al settore extra-alimentare.
                L’ultima iniziativa in ordine di tempo è quella della Regione Sardegna: con la deliberazione della Giunta regionale del 6 febbraio 2004 l’amministrazione ha introdotto il principio in base al quale «le vendite promozionali possono essere effettuate dall’esercizio commerciale per una sola volta per anno solare per un periodo non superiore ai trenta giorni».
                Prevista anche una comunicazione da inviare al Comune almeno 5 giorni prima della data di inizio della promozione.
                «È assurdo — sottolinea Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia —. Siamo davanti a pesanti limitazioni della libertà delle impree distributrici, ed è l’effetto a cascata della normativa di divieto del sottocosto, oggi più che mai ingiusta e ingistificata». «I vincoli alle vendite promozionali da parte delle Regioni — aggiunge — limitano pesantemente gli ipermercati, che hanno proprio nelle promozioni il primcipale motivo di attrazione».
                «C’è una pericolossima tendenza — aggiunge Roberto Dessì, segretario generale Ancd-Conad — a limitare l’autonomia delle imprese. E poi vincolare le politiche promozionali significa bloccare il contributo della distribuzione moderna alla calmierazione dei prezzi, in un momento difficile per i consumi e con nuove tensioni inflative». «Siamo di fronte a una situazione preoccupante e paradossale» avverte Bruno Milani, direttore generale di Federcom-Confcommercio, associazione che raggruppa le catene di vendita a base territoriale.
                «Va sottolineato — aggiunge Milani — anche il caso della Campania, dove la normativa regionale ha toccato anche la complessa questione delle vendite sottocosto, oggetto peraltro di una normativa nazionale. E poi la Lombardia sta studiando la possibilità di un nuovo giro di vite sulle promozioni».
                Gli operatori sono dunque disorientati, anche perchè la riforma del commercio del 1998 prevedeva per le Regioni la facoltà di varare normative in questo campo praticamente solo sui saldi. «Siamo in un momento molto delicato e sarebbe opportuno operare in condizioni di chiarezza — aggiunge Milani —. Invece ci troviamo di fronte a venti Italie del commercio, da un lato, e a continui limiti alla operativià commerciale, dall’altro, e nel momento più critico per le imprese».