Le Regioni litigano, il settore è senza guida

30/09/2002





          29 settembre 2002
          TURISMO


          Le Regioni litigano, il settore è senza guida

          Chiusa a Lamezia la Conferenza – Imprenditori delusi

          Martino Cavalli


          (DAL NOSTRO INVIATO) LAMEZIA – Ognuno per la sua strada, in ordine sparso. Tutti rivendicando le proprie prerogative, ma chiedendo ad altri soggetti di risolvere i problemi. La seconda e ultima giornata della Conferenza sul turismo di Lamezia Terme non si è chiusa in modo particolarmente edificante. Dopo che Fitto, venerdì, a nome di tutte le Regioni aveva fatto un discorso costruttivo, andando incontro al Governo centrale, ieri i singoli assessori regionali hanno cambiato marcia, scendendo nel pantano delle rivendicazioni, delle litigiosità di campanile, del rimpallo di responsabilità. «Chiediamo con forza e con la massima determinazione che alle Regioni siano assegnate le competenze previste dalla riforma del titolo V della Costituzione e cioè l’esclusiva titolarità della politica turistica nazionale», ha detto l’assessore al Turismo della Regione Liguria, Vincenzo Gianni Plinio, a cui spetta il coordinamento di tutte le Regioni. Ma sul come le Regioni intendano gestire queste loro prerogative, l’orizzonte appare piuttosto nebuloso. Intanto arriva il Comitato per il coordinamento degli interventi statali nel turismo, che sarà presieduto dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che ha spiegato: «Sarà un tavolo dove definire bene i diversi ruoli rispettivi, e capire quello che può fare meglio il Governo centrale e quello che possono fare meglio gli enti locali». Nel frattempo, il caos istituzionale preoccupa gli imprenditori. Per Giancarlo Abete, di Federturismo (Confindustria), «il nodo permane e il vero rischio è che i problemi delle imprese non emergano». «Chi fa che cosa? Questo non è emerso – si chiede il presidente di Federturismo – La verità è che qui si continua a discutere su questo chiarimento tra Stato e Regioni, che non arriva, e così restano in secondo piano i veri problemi di cui si dovrebbe discutere, e di cui infatti non si è parlato nemmeno qui a Lamezia, cioè la competitività delle imprese e del prodotto-Italia». «Siamo preoccupati – ha aggiunto Giuseppe Boscoscuro, presidente di Astoi (i tour operator) – per il marchio Italia, che viene sistematicamente accantonato. Bisogna capire che all’estero si vende il brand Italia, mentre le Regioni vorrebbero imporne un altro». Durissimo Bernabò Bocca, presidente di Confturismo (Confcommercio). «Sono venuti tutti qui a esporre i problemi, ma nessuno dice cosa fare per risolverli, c’è confusione istituzionale, le Regioni litigano su tutto, il nostro non è uno Stato federalista ma un insieme di 21 Stati diversi, mentre a livello centrale si litiga tra maggioranza e opposizione – ha sostenuto Bocca, aggiungendo che – «con l’idea di trasversalità, siccome di turismo devono occuparsene tutti, va a finire che non se ne occupa nessuno, a questo punto avrei preferito rappresentare un settore verticale». «Quanto alle mie richieste al Governo (del tutto inascoltate, ndr) – ha concluso – io rappresento 200mila imprese, il Governo faccia quel che vuole, tireremo le conseguenze». Sul fronte governativo, il sottosegretario alle Attività produttive, Stefano Stefani, ha colpito la platea – che si aspettava il messaggio "classico" di un esponente della Lega – sostenendo la necessità di un coordinamento a livello centrale. Argomento ripreso anche da Giuliano Urbani, ministro dei Beni culturali. La richiesta delle Regioni in ordine a maggiori competenze nella gestione dei beni culturali «è problematica ma positiva», ha detto, ma la riforma del titolo V della Costituzione è piena di buchi. Si pensi – ha aggiunto Urbani – alla delimitazione delle competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali, che manca. È difficilissimo trovare oggi una linea di demarcazione a priori. Quindi dobbiamo metterci attorno ad un tavolo e cercarla assieme». «La Conferenza si conclude com’è iniziata: senza idee nuove né progetti credibili né finanziamenti concreti», ha sostenuto Pino Soriero, viceresponsabile del Dipartimento Enti locali dei Ds – una sfilata turistica di ministri e sottosegretari».