Le prestazioni ripartite cambiano regime contributivo

27/10/2003


      Sabato 25 Ottobre 2003

      NORME E TRIBUTI
      Le prestazioni ripartite cambiano regime contributivo
      Il lavoro ripartito (il cosiddetto job sharing), che, nell’ambito delle disposizioni della «legge Biagi», è operativo già da ieri, perde l’esenzione dal versamento del contributo per l’assegno per il nucleo familiare. La versione definitiva del decreto legislativo 276/03, infatti, non comprende più la parte dell’articolo 45 che contiene la disciplina previdenziale applicabile al lavoro a coppia. Nella versione anticipata dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, il 31 luglio scorso, l’articolo 45 prevedeva che «non è dovuta la contribuzione per l’assicurazione per la corresponsione degli assegni per il nucleo familiare, i quali sono comunque erogati secondo i criteri previsti per i lavoratori a tempo parziale, con oneri a carico della gestione per gli interventi assistenziali e di sostegno costituita presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale». Riferimento venuto meno nel testo definitivo, pubblicato in «Gazzetta Ufficiale». Ma questa non è la sola modifica che ha interessato l’articolo 45. Un’altra variazione riguarda, infatti, la modalità di calcolo dei contributi previdenziali. Una prima versione del testo prevedeva che i contributi venissero versati su base mensile «dividendo l’importo delle retribuzioni per il numero dei lavoratori che risultano obbligati al momento di inizio dell’evento», effettuando un conguaglio a fine anno. Parte di questo meccanismo è scomparsa, in quanto il definitivo articolo 45 dispone molto più semplicemente che il versamento dei contributi avvenga mese per mese, salvo conguaglio a fine anno a seguito dell’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa. In realtà l’articolo 45 è stato più volte ritoccato nel percorso fra la prima approvazione e la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale». Resta il fatto che una pur piccola esenzione contributiva avrebbe costituito un incentivo per il ricorso allo strumento del lavoro ripartito. Infine, vale la pena di fermare l’attenzione anche sul meccanismo di calcolo delle prestazioni e dei contributi, previsto dalla norma. In particolare, sulla parte che prevede che le prestazioni e i contributi non devono essere calcolati «preventivamente» ma «mese per mese», salvo «conguaglio a fine anno». La formulazione dell’ultimo periodo dell’articolo 45 riprende interamente il contenuto della circolare 43/98 che il ministero del Lavoro aveva emanato per regolamentare amministrativamente il lavoro ripartito in assenza di una specifica disposizione. Sia la circolare sia l’attuale decreto legislativo invocano l’effettuazione di un conguaglio contributivo di fine anno per il quale l’Inps non ha mai diffuso istruzioni.

      G.MAC.