Le nuove Br: pronti a colpire le riforme

22/07/2002


21 luglio 2002


Le nuove Br: pronti a colpire le riforme


Documento degli Nta annuncia l’offensiva contro il governo. Volantini minacciano Alemanno e due sindacalisti di Cisl e Uil

      ROMA – Torna a risuonare la minaccia di una nuova offensiva terroristica. In un documento, recapitato ieri ai quotidiani Il Mattina di Padova e La gazzetta del Mezzogiorno , gli NTA (Nuclei Territoriali Antimperialisti) rilanciano la lotta armata e indicano in testa ai suoi obiettivi privilegiati il progetto di riforma dell’«Esecutivo Berlusconi». Mentre all’attenzione degli esperti dell’antiterrorismo finisce anche un volantino con la stella a cinque punte, diffuso nei giorni scorsi alla Fiat di Termoli, alla Zanussi di Forlì e Pordenone e alla Mondadori di Verona, nel quale si preannuncia una risoluzione strategica e si fanno i nomi dei possibili bersagli: il ministro Gianni Alemanno e i sindacalisti Graziano Trerè e Adriano Musi.

      VOLANTINO –
      Risale a sabato scorso. E ha già causato il rafforzamento della scorta e delle misure di sicurezza per il ministro delle Politiche agricole Alemanno. Misura necessaria, al di là della valutazione che viene fatta di un documento che unisce programmaticamente gli intenti di Br e terroristi islamici. Il ministro di An, impegnato in prima linea nella trattativa per il patto sociale, finisce nel mirino dei sedicenti terroristi assieme ad altri fautori della linea del dialogo per il «patto sociale»: i segretari confederali della Cisl e della Uil, Trerè e Musi. Ma nelle poche righe – che invitano tra l’altro a «sostenere» il segretario della Cisl, Savino Pezzotta e quello della Uil, Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni della Cisl, il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi e direttore generale della Confindustria Stefano Parisi – le contraddizioni, secondo gli investigatori, sono troppe. E a generare perplessità, oltre all’invito a «consolidare i rapporti organizzativi con gruppi di fuoco islamici in Lombardia ed Emilia Romagna» e il riferimento alla «necessità di organizzare aree di immigrati in Veneto e a Bologna», è il linguaggio: secondo gli analisti «inserito nei contesti del mondo sindacale e del lavoro», ma «estraneo all’organizzazione». Ma non convince neanche quella stella brigatista «copiata» da vecchi volantini.

      NTA – Molto più seria e sicuramente attendibile viene ritenuta invece la sfida eversiva lanciata dagli NTA: un gruppo terroristico che da metà degli anni ’90 ha tentato, a colpi per lo più di rivendicazioni di attentati compiuti da altri, di ritagliarsi un ruolo di supporto alle Br. Il documento è siglato da una nuova cellula, intitolata a «Stefano Ferrari "Rico"», il brigatista della colonna Walter Alasia morto a Milano il 31 luglio di venti anni fa dopo uno scontro a fuoco. Dovuto forse a un refuso, non l’unico, l’errore sul suo nomignolo: in realtà "Riccio". Le tre pagine, indirizzate «a tutto il movimento rivoluzionario!» e vergate con gli stessi caratteri e le stesse parole dei vecchi nuclei antimperialisti, si aprono con la denuncia di una fase di «accerchiamento alle condizioni sociali-economiche della Classe (intesa come proletariato ndr)». Il riferimento all’«Esecutivo Berlusconi» è già nel secondo capoverso: si sottolinea il ruolo di uno stato inteso come «sede privilegiata» per ricomporre gli «interessi capitalistici» della «Borghesia Imperialista», progetto che secondo i terroristi «trova applicazione nel piano di riforma della forma statuale» dell’attuale governo. All’indice vengono messi gli «strumenti neocorporativi» della forza di governo come il decentramento federale, la parcellizzazione territoriale dei poteri e lo scivolamento verso l’autoritarismo, ma soprattutto il «Patto per l’Italia». A generare le maggiori preoccupazioni è la rivendicazione del ruolo di «acceleratori» dell’aggregazione. La temuta saldatura tra gruppi terroristici grandi e piccoli è già avvenuta? C’è da temere una nuova stagione di sangue? Secondo il procuratore di Verona, Guido Papalia, «l’allarme non è da sottovalutare, tuttavia non c’è nulla di nuovo salvo la nascita della nuova cellula che – sottolinea – al massimo conterrà due o tre persone». «Gli NTA – spiega – cercano di dimostrarsi più forti di quello che sono».

      MINACCIATI – Tace il ministro Alemanno. «Un silenzio fragoroso di fronte a tanti che in queste occasioni parlano troppo» fa notare il suo entourage. Tace anche Musi «in attesa di capire». Mentre Trerè parla di «assassini che non sono degni nemmeno di un rapporto politico».

Virginia Piccolillo