Le novità scontentano l’interinale

12/11/2002


          12 novembre 2002



          ITALIA-LAVORO


          Le novità scontentano l’interinale


          MILANO – La modifica c’è stata, forse però le cose sono cambiate troppo. La legge delega sul mercato del lavoro ha deluso le agenzie interinali: hanno ottenuto la competenza sul collocamento, e non dovranno più occuparsi soltanto di impiego temporaneo, ma non sono contente dei loro compagni di viaggio in questa avventura: anche università e consulenti del lavoro potranno mediare tra domanda e offerta. Enzo Mattina, presidente di Confinterim, è esploso all’indomani del via libera a Montecitorio: «Così la mediazione di lavoro può essere esercitata da soggetti che non hanno alcun requisito. L’interinale è l’istituto che ha maggiormente favorito l’incontro tra domanda e offerta e ha ridimensionato il ricorso al lavoro irregolare: adesso rischia di essere fortemente penalizzato da innovazioni improvvisate». Mattina vuole parlarne direttamente con il Governo: con le nuove competenze le aziende speravano anche di tonificare i loro conti. Critico anche Stefano Colli Lanzi, direttore di Générale industrielle: «La limitazione dell’oggetto sociale era una forzatura. Per il collocamento, l’importante è mettere a disposizione le informazioni: secondo noi, l’università può fare questo mestiere, ma coinvolgere i consulenti del lavoro è assurdo». Piermario Donadoni, amministratore delegato di Metis, non vede grandi opportunità nel cambiamento «visto che si tratta di servizi a basso valore aggiunto». Piuttosto si aspettava la parificazione tra i contributi dovuti per le missioni destinate a enti pubblici e quelle per i privati. «Oggi – spiega – c’è una differenza di cinque punti percentuali: perciò le amministrazioni usano poco l’interinale». Fortemente critica anche l’Assores, l’associazione che raccoglie 150 delle 800 società di selezione del personale italiane. «La nostra preoccupazione – spiega Egidio Garbelli, presidente di Assores – è che il mercato si allarghi a soggetti che non hanno alcuna esperienza in materia». Ecco perché Assores chiede che «nella fase di stesura dei decreti legislativi il Governo dica con chiarezza quali sono i ruoli, le competenze, e le capacità dei singoli soggetti chiamati a fare intermediazione. E se fosse possibile – continua Garbelli – che istituisca anche un’authority del lavoro, così da evitare un mercato selvaggio dove si possano spingere al ribasso tanto la qualità del servizio che i margini del fatturato».