Le motivazioni nella vacanza in agriturismo: ricerca sui turisti italiani in Umbria (1997 N. Arcangeli e F. Pastore)

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BOLOGNA

Master in Gestione e Sviluppo dei Servizi Turistici

PROJECT – WORK:
in
Marketing dei Servizi Turistici

“Le motivazioni nella vacanza in agriturismo :
ricerca sui turisti italiani in Umbria”

A CURA DI RELATORE

Nadia Arcangeli, Francesco Pastore Prof. Gianluca Marzocchi

ANNO ACCADEMICO 1996-97

INDICE

· PREMESSA -…………………………………………………………………………..p.

1.-PRIMA PARTE – .…………………………………………………………………..p.

1.1- L’affermazione del turismo verde e dell’agriturismo in Italia …………p.
1.2- L’ospitalità agrituristica e l’offerta di nuovi servizi ………………………p.
1.3- Le associazioni nazionali di categoria ………………………………………..p.
1.4- La situazione in Umbria ………………………………………………………….p.
1.5- Il quadro legislativo di riferimento ……………………………………………p.

2.-SECONDA PARTE- ………………………………………………………………p.

2.1- L’agriturismo in Italia, breve analisi sulla domanda e sull’offerta …..p.
2.2- La consistenza ricettiva in Umbria …………………………………………….p.
2.3 -I flussi turistici in Umbria ……………………………………………………….p.

3.-TERZA PARTE- .……………………………………………………………………p.

3.1 – Medotologia della ricerca ……………………………………………………… p.

3.2- I risultati dell’indagine …………………………………………………………. p.

3.2.1-Analisi univariata e bivariata ………………………………………………..p.

3.2.2-Analisi multivariata (segmentazione del mercato ) ……………………. p.

· CONCLUSIONI – …………………………………………………………………..p.

· BIBLIOGRAFIA- …………………………………………………………………..p.

· APPENDICI – ………………………………………………………………………..p.
– tabulati Spss.
– questionario.

PREMESSA

Il presente project-work è stata ideato nell’ambito del Master in Gestione Sviluppo dei Servizi Turistici dell’Università di Bologna e realizzato in collaborazione con la sede regionale Agriturist di Perugia.
La finalità principale della ricerca è stata quella di analizzare l’escalation del fenomeno agrituristico in Umbria, con particolare riferimento alla domanda turistica italiana. La decisione di effettuare l’indagine in Umbria si è rivelata particolarmente adatta, in quanto la regione può vantare una forte vocazione agrituristica, come testimonia l’evoluzione in crescendo della ricettività e dei flussi di visitatori.
I fruitori dell’agriturismo si contraddistinguono per l’amore della cultura rurale e della natura, ma non tutti manifestano le stesse aspettative o cercano gli stessi servizi. Proprio per questo, anche nel comparto agrituristico, non c’è più spazio per l’improvvisazione ed è ormai indispensabile produrre per il mercato, occorre cioè essere in grado di soddisfare e prevenire le diverse tendenze dei consumatori, sempre nel rispetto della semplice e genuina filosofia del turismo verde. La viva esigenza di una normativa che classifichi gli agriturismo in differenti categorie di qualità, alla stessa stregua degli alberghi, dimostra quanto ciò sia importante.
L’obiettivo da noi perseguito è stato quindi di mettere in luce motivazioni ed aspettative degli agrituristi italiani che hanno soggiornato in Umbria, dando così agli imprenditori agricoli e alle associazioni di settore molte indicazioni utili per conoscere i propri clienti e valutare i servizi da migliorare o da sviluppare.

Data la nostra finalità, il lavoro è strutturato in 3 capitoli.
· Nella Prima Parte viene fornito un quadro generale del turismo verde in Italia, con particolare riferimento ai problemi attuali dell’attività agrituristica, alle tendenze del mercato e i diversi tipi alla sempre più diversificata offerta di servizi. Viene inoltre esposta la normativa (comunitaria, nazionale e regionale) che regolamenta il comparto, con particolare attenzione alla recentissima legge regionale.
· La Seconda Parte è dedicata all’analisi dei dati ufficiali della Regione Umbria relativamente all’offerta e alla domanda agrituristica. I dati esposti si riferiscono al periodo 1988-1996.
· La Terza Parte infine racchiude la parte operativa ed i risultati della nostra ricerca, ottenuti attraverso l’analisi statistica univariata e multivariata.

Cogliamo l’occasione per ringraziare la sede regionale umbra di Agriturist, le aziende agrituristiche, e tutti coloro che ci hanno aiutato alla redazione del presente lavoro, con particolare riferimento al Prof. Gianluca Marzocchi dell’Università di Bologna.

-PRIMA PARTE-

1.1 – L’affermazione del “turismo verde” e dell’agriturismo in Italia.
Il turismo verde non è una novità dei nostri tempi, poiché le vacanze in campagna (da cui “villeggiatura” che etimologicamente sta per vacanza in villa, cioè in campagna) erano note anche nei secoli scorsi da coloro che possedevano beni in campagna e vi soggiornavano per il periodo necessario a sovrintendere ai lavori agricoli stagionali. Tuttavia in Italia, negli ultimi anni, questo fenomeno sta assumendo dimensioni e caratteri organizzativi che un tempo appartenevano solo alle forme tradizionali del turismo marino e montano. L’affermazione del turismo rurale si è svolta gradualmente, spesso di pari passo alla sempre più diffusa esigenza ambientalistica e naturalistica che si è espressa, così come in altri ambiti, anche nella domanda turistica. Negli anni “60 sono così sorte residenze secondarie (rustici riadattati o villette di nuova costruzione); intorno al 1970 si è avuta la diffusione dei campeggi e, nei primi anni “80, degli agriturismo, nati qualche anno prima nel Nord Italia.
Il turismo verde (o turismo in campagna) può essere distinto in due categorie, in base ad una differenziazione di natura organizzativa, economica e giuridico-fiscale: il turismo rurale extralberghiero (residence ed alloggi privati gestiti da operatori che non sono agricoltori) e l’agriturismo. Quest’ultimo termine è riservato esclusivamente alle attività di ricezione ed ospitalità svolte dagli imprenditori agricoli attraverso l’utilizzazione della propria azienda; se è prevista la ristorazione, l’azienda deve produrre autonomamente almeno il 51% dei prodotti offerti. Comunque, nella realtà, non è sempre ben evidenziata e pubblicizzata la barriera che distingue le aziende autorizzate a esercitare l’attività agrituristica e quelle che svolgono un servizio turistico in ambiente rurale. Per la precisa distinzione tra turismo rurale e agriturismo, si rimanda alla parte legislativa a pag.9.
Sia il turismo rurale che l’agriturismo si prestano a diverse attività ricreative, come il turismo scolastico, quello sportivo (escursionismo, equitazione, caccia e pesca), gli itinerari gastronomici e le attività agricole, ma la principale attrattiva delle vacanze verdi è senz’altro la riscoperta della natura e della vita di campagna e l’evasione dal caos della vita moderna.
L’agriturismo può contribuire al raggiungimento di rilevanti obiettivi generali, alcuni dei quali specificamente evidenziati dalla legislazione, altri invece impliciti, e così sintetizzabili:
· attenuazione dell’esodo rurale, offrendo al contadino la possibilità di integrare il reddito agricolo;
· tutela e valorizzazione del territorio sia rurale che naturale circostante;
· salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale dalle conseguenze negative dell’abbandono, attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente e la rivitalizzazione dell’attività agricola, per un ridotto impatto ambientale (in quanto limitato risulta il carico turistico sul territorio);
· conservazione e riscoperta delle tradizioni locali;
· promozione dei prodotti tipici di gastronomia e artigianato e dei marchi di qualità regionali;
· crescita della domanda turistica;
· innalzamento quali-quantitativo dell’offerta turistica con conseguenze positive per l’occupazione;
.
L’idea è stata dunque quella di stimolare le realtà agricole ad attrezzarsi per offrire alcuni servizi tipici in grado di soddisfare le esigenze degli ospiti, per far apprezzare loro le peculiarità dell’ambiente rurale, senza stravolgere i ritmi dell’attività ordinaria.
In Italia, la distribuzione geografica del fenomeno registra un’offerta concentrata prevalentemente in Trentino Alto Adige, Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Veneto, anche se di recente si sta sviluppando nel Meridione. Vi sono comunque sensibili differenze fra le regioni relativamente alla categoria degli alloggi, generalmente confortevoli o addirittura lussuosi nell’Italia Centrale, talvolta modesti e quasi spartani invece in altre zone.
L’Alto Adige è la regione dove storicamente è nata e si è diffusa per prima la formula dell’agriturismo. Per i contadini sudtirolesi l’ospitalità rurale – praticata nei caratteristici “masi” – è una vera e propria tradizione. Anche qui l’offerta si differenzia da quella di altre zone per il fatto che generalmente non prevedono la ristorazione e sono in maggioranza appartamenti separati dal corpo centrale dell’azienda agrituristica. Anche in molte altre zone alpine (Dolomiti, Valtellina, Carnia) gli antesignani del moderno agriturismo sono gli alpeggi, come del resto le malghe e le casere dove, da tempi immemorabili, si vendono e si fanno assaggiare agli escursionisti formaggi, insaccati, polenta, dolci e semplici piatti della casa.

1.2 – L’ospitalità agrituristica e l’offerta di nuovi servizi.

Il fenomeno agrituristico è stato contraddistinto per tutti gli anni “80 da una rapida crescita, sotto molti aspetti positiva, ma fatalmente, come accade a ogni cosa spontanea, anche confusa. Ne hanno tratto vantaggio principalmente le zone rurali ad alta fruibilità turistica, prossime cioè ai centri di richiamo turistico (mare, montagna, laghi e città d’arte). Nei primi anni “90, l’offerta agrituristica italiana si è trovata un po’ spiazzata di fronte a una domanda sempre più ampia e quindi sempre più differenziata. La nostra ospitalità rurale si ritrovava insomma sul mercato con un prodotto indistinto. Un prodotto cioè troppo generico, tendenzialmente “per tutti”. Ciò ha reso torbido il mercato e indotto tra le aziende una concorrenza basata soprattutto sul prezzo piuttosto che sulla qualità dell’alloggio, l’organizzazione del soggiorno, l’originalità dei programmi.
L’improvvisazione con la quale il fenomeno si è sviluppato in Italia, si è riversata sia sulla definizione del prodotto-servizio, che sulla sua commercializzazione. Ma attualmente, per soddisfare il turista, non bastano più cibi genuini, prati verdi e il cavallo attorno alla fattoria. In altre parole non c’è spazio per l’improvvisazione, soprattutto per ciò che riguarda la qualità dell’alloggio. A queste esigenze alcuni agricoltori si sono prontamente adeguati, migliorando il proprio servizio e offrendo spesso la ristorazione. Inoltre sono state ideate iniziative di intrattenimento (attività sportive, musica, folklore, corsi di cucina, ed altro) e servizi ricreativi, come il noleggio di bici ed auto per escursioni nelle limitrofe zone di interesse culturale e naturalistico.
Alcune aziende si sono date una caratterizzazione, specializzandosi in determinati servizi, come quelli relativi al turismo equestre (maneggi e itinerari a cavallo), al turismo escursionistico od altro ancora. Tra le aziende più dinamiche, che vendono direttamente i propri prodotti, si sta diffondendo il cosiddetto servizio post-vendita; in questo caso i gestori puntano – più che a riempire le camere – ad organizzarsi in maniera tale da poter vendere a domicilio salse, marmellate, liquori e tutto ciò che i turisti avevano assaggiato e gustato durante la vacanza.

Ma non tutti gli imprenditori si sono così bene attrezzati per soddisfare le aspettative dei propri ospiti, e nel comparto permane una generale improvvisazione, che andrebbe invece superata con una maggiore professionalità degli esercenti ed una maggiore conoscenza della mentalità del turista.

A questo problema si aggiunge l’abusivismo, inevitabile conseguenza della rapida crescita dell’agriturismo. Fiutando il business infatti, alcuni imprenditori si sono inseriti nel mercato usufruendo delle agevolazioni riservate agli agricoltori, senza però offrire tutto ciò che è in linea con i presupposti dell’agriturismo. Le conseguenze sono l’improvvisazione, una carente caratterizzazione dell’accoglienza e una ristorazione non ispirata alla tradizione enogastronomica locale. L’abusivismo inoltre ha causato conflitti con albergatori e ristoratori, i quali invocano leggi più restrittive e controlli più rigorosi da parte dei comuni. La ristorazione agrituristica gode, dal 1992, di un regime fiscale agevolato e dovrebbe, anche per questo motivo, essere riservata solo agli ospiti della struttura. Di fatto, però, anche gli esterni possono usufruire di tale servizio e questo innesca un meccanismo di ”concorrenza sleale” nei confronti della ristorazione ordinaria.

In definitiva, nel comparto agrituristico, non c’è più spazio oramai per l’improvvisazione. Occorre invece “produrre per il mercato” e fronteggiare una domanda sempre più crescente e diversificata, attraverso misure atte a :
· interpretare e prevenire le esigenze degli agrituristi;
· combattere l’abusivismo;
· migliorare la commercializzazione del prodotto verde;
· potenziare la professionalità degli imprenditori (corsi di formazione, ecc);
· migliorare la qualità dell’offerta.

Per quanto concerne quest’ultimo punto, le associazioni agrituristiche e le regioni stanno attivando regolamenti di qualità e di autocontrollo. L’introduzione dei marchi di qualità permetterà di selezionare, in termini di strutture e di servizi, soprattutto quelle aziende che mantengono un carattere di “ruralità” e “tipicità”. In un prossimo futuro, a partire proprio dai marchi di qualità, si potranno istituire dei “club di prodotto” dell’agriturismo, al fine di promuovere solo un certo tipo di strutture. Inoltre, si stanno predisponendo le basi per introdurre una classificazione delle aziende agrituristiche in categorie (contrassegnate dalle “spighe”, analoghe alle “stelle” degli alberghi), assegnate sulla base di parametri quali i servizi offerti, gli spazi a disposizione degli ospiti ed altri.Attualmente Agriturist, nella Guida annuale all’ospitalità Rurale, propone una approssimativa classificazione degli alloggi in categorie di confortevolezza, con alternativa fra: A (superiore), B (confortevole) e C (essenziale).

1.3 – Le associazioni nazionali di categoria.

Le imprese agrituristiche sono generalmente iscritte a una (talvolta a più di una) delle tre associazioni nazionali: Agriturist, Terra Nostra e Turismo Verde. Ultimamente le 3 associazioni hanno manifestato una tendenza all’unificazione, già operante attraverso l’Anagritur. Ciascuna di esse, radicata su tutto il territorio nazionale, promuove il turismo rurale ed in particolar modo l’agriturismo, oltre ad offrire un generale servizio di assistenza e consulenza all’imprenditore agricolo. La promozione del prodotto avviene attraverso la pubblicazione e la diffusione di materiale promo-pubblicitario specializzato (guide agrituristiche, opuscoli, depliant, pagine sulla rete Internet) finalizzato alla diffusione dell’offerta e alla sensibilizzazione della domanda turistica. Per di più, l’efficacia promozionale delle guide e dei depliant, sembra essere in costante aumento, grazie anche ad una capillare distribuzione nelle librerie e nelle edicole. Un problema da risolvere per le associazioni nazionali è quello del completo avviamento di un moderno ed efficiente servizio di informazione e prenotazione, adeguato alla sempre più crescente domanda.
Accanto alle associazioni nazionali operano poi, a livello locale e non, diversi consorzi di promozione e sviluppo agrituristico. Ci si è resi conto cioè, come d’altronde in tutto il comparto del turismo, di quanto sia conveniente superare l’individualismo imprenditoriale e la micro-competitività, a favore dello sviluppo di forme collaborative fra imprese distinte. Questa cooperazione consente di attivare tra di esse sinergie strategiche che ne determinano l’aumento della forza contrattuale, l’ampliamento dei servizi prestati alla clientela, la riduzione dei costi di gestione e soprattutto la concreta possibilità di impiegare validi strumenti promozionali.

1.4- L’agriturismo in Umbria.

L’Umbria, per i suoi valori paesaggistici, ambientali e culturali, è ricca di aree a qualificata vocazione turistica che formano oggetto di domanda da parte di flussi turistici italiani e non. Ma questa è anche una regione in cui l’agricoltura è sempre stata l’attività prevalente, e – in un periodo in cui le tradizionali località balneari e montane non possono più contenere il turismo di massa – la tranquillità e il verde delle campagne umbre attirano chiunque sia interessato ad una villeggiatura che assicuri piena indipendenza. Alcune recenti ricerche << L’incidenza dei valori ambientali nella scelta delle vacanze. Il caso Abruzzo>>. Ricerca su 1000 vacanzieri italiani realizzata da Econstat di Bologna, 1995. Nella stessa ricerca risultò che le regioni più attraenti per il fattore natura erano : Trentino e Valle d’Aosta (30%); Umbria e Sardegna (20%); Abruzzo (18%) e Toscana (17%). hanno anche dimostrato che, nella scelta della vacanza, è cresciuta la rilevanza che il turista attribuisce all’ambiente esterno, inteso come l’insieme dell’ambiente naturale, sociale e culturale; in questo senso l’Umbria gode di una situazione particolarmente favorevole rispetto a quelle di altre realtà. Non sorprende pertanto che l’agriturismo, diffusosi timidamente fino alla fine degli anni “80, sia adesso diventato uno dei principali punti di forza dell’economia turistica regionale.
La vocazione “agrituristica” dell’Umbria può essere espressa sinteticamente dai seguenti elementi:
1. territorio naturale ancora integro;
2. varietà di paesaggio e di vegetazione;
3. possibilità di effettuare passeggiate a cavallo o percorrere sentieri per escursioni naturalistiche e per caccia fotografica;
4. vicinanza alle città d’arte, borghi medievali, luoghi di interesse storico;
5. esistenza di una identità culturale rurale radicata, testimoniata da numerose sagre ed eventi folcloristici tradizionali.

Comunque l’evoluzione dell’agriturismo in Umbria, si è manifestata in maniera inversa rispetto ad altre regioni: è stata infatti la crescente richiesta di vacanze in campagna, a determinare un aumento proporzionato di offerta da parte degli operatori. La tradizionale prudenza degli Umbri ad accettare rapidamente le innovazioni è stata però compensata dall’entusiasmo e dalla ricchezza di fantasia con cui si sono prodigati ad agire dopo aver accolto la novità. Lo confermano le numerose iniziative che gli operatori propongono ai visitatori: attività sportive, corsi di cucina, artigianato, giardinaggio ed attività agricole (panificazione, lavorazione del maiale, raccolta di olive, lavanda, castagne, nocciole).
In Umbria, il fine principale dell’agriturismo – che è quello di attenuare l’esodo dalle campagne, offrendo al contadino un’opportunità di integrare il reddito agricolo – non ha sempre trovato pieno riscontro. Infatti tra gli operatori agrituristici, non ci sono solo i piccoli coltivatori diretti, ma anche proprietari terrieri, professionisti ed impiegati amanti della campagna, che hanno di recente intrapreso l’attività riadattando la propria seconda casa o ristrutturando un caratteristico rudere. Risulta perciò evidente che l’agriturismo umbro – sia che venga praticato in castelli o ville sette-ottocentesche, sia che si svolga in casali più modesti – si differenzia sensibilmente da quello tradizionale delineato nei programmi delle associazioni di categoria e riconosciuto dalla legislazione.
In previsione del grande afflusso di pellegrini che si verificherà nella regione durante il Giubileo del 2000, il Consiglio regionale ha approvato un elaborato programma di iniziative che, per quanto riguarda l’accoglienza, mirano a privilegiare la ricettività per segmenti di domanda medio-bassi (agriturismo, ostelli, case per ferie) avendo valutato la dotazione alberghiera in grado di rispondere sufficientemente ai bisogni aggiuntivi. Si prevede quindi di incrementare l’attuale disponibiltà di posti-letto che, per quanto riguarda i soli agriturismo, sono attualmente più di 3500 in tutta la regione per 306 operatori ufficialmente censiti Dati aggiornati al 31-12-1996 (tabella 4). , senza contare però gli abusivi che, come si sospetta, sono molti di più degli operatori regolari.

1.5- il quadro legislativo di riferimento.

Agli inizi degli anni “70, allo scopo di disciplinare un fenomeno che andava sempre più diffondendosi, le Regioni (per prime le Province autonome di Trento e Bolzano) cominciarono a legiferare in materia di agriturismo. Il loro sollecito intervento era giustificato dal fatto che l’agricoltura e il turismo erano tra le materie che, in base all’art.117 della Costituzione e agli Statuti speciali, rientravano nelle competenze regionali.
Il primo intervento dello Stato si ebbe grazie alla legge-quadro sul turismo, la n.217 del 17-05-1983, che identificò gli alloggi agro-turistici e li equiparò alle altre strutture ricettive turistiche. si trattava di alloggi in fabbricati rurali, messi a disposizione dall’imprenditore agricolo agli ospiti.
Nel 1985 si rese opportuna l’emanazione di un’apposita legge-quadro sull’agriturismo, la n.730 del 5-12-85, che diede alla materia una specifica connotazione: la qualificazione di attività agricola, distinta da qualsiasi altra forma di turismo in ambiente rurale. La novità della legge stava nel fatto che fino ad allora gli interventi statali nell’agricoltura avevano avuto un carattere assistenziale; stavolta si affidavano invece alle capacità imprenditoriali e gestionali dei singoli agricoltori. La legge-quadro suggerì gli scopi principali dell’attività agrituristica, tra i quali:
· lo sviluppo del territorio agricolo;
· l’integrazione del reddito agricoli degli agricoltori;
· la permanenza degli agricoltori nelle zone rurali;
· il recupero del patrimonio rurale ed ambientale;
· la valorizzazione dei prodotti tipici.

Inoltre, l’agriturismo venne definito come attività praticabile solo da quegli imprenditori che :
· esercitano un’attività agricola (coltivazione del fondo, allevamento del bestiame, silvicoltura);
· svolgono contemporaneamente un’attività turistica (alloggio, ristorazione ed altre attività ricreative) che sia strettamente connessa e complementare all’attività agricola, utilizzando i mezzi e i prodotti della propria azienda.

In mancanza di questi elementi non si può parlare di agriturismo e l’attività di ricezione ed ospitalità rientra nella tipologia del turismo rurale.
Sempre nell’ambito delle linee guida della legge-quadro, è affidata al legislatore regionale la disciplina amministrativa dell’attività agrituristica, che riguarda la determinazione :
· dei criteri per lo svolgimento dell’attività e dei limiti alla ricettività aziendale, laddove la legge statale non aveva previsto alcun limite quantitativo Ad esempio, la Regione Umbria ha previsto un numero massimo di 30 posti-letto.:
· dei requisiti igienico-sanitari dei locali;
· degli interventi per il recupero del patrimonio edilizio rurale;
· delle forme di incentivazione nelle zone di “particolare interesse agrituristico”.

In virtù della legge n.413 del 30-12-91, emanata grazie alle pressioni delle associazioni di categoria, fu fatto un’altro importante passo per incentivare l’agriturismo, dando agli imprenditori agricoli la possibilità di avvalersi, per l’attività agrituristica, del regime speciale I.V.A. previsto per l’agricoltura.
Il solo provvedimento che autorizza all’esercizio dell’agriturismo è l’autorizzazione comunale, prevista dalla legge-quadro, che può essere rilasciata esclusivamente agli imprenditori agricoli o ai loro familiari, che abbiano ottenuto l’iscrizione all’Elenco Regionale degli Operatori Agrituristici.
Per quanto concerne la legislazione comunitaria, l’U.E. non prevede una specifica definizione di agriturismo, ma sono state emanate diverse disposizioni che, una volta recepite dalle Regioni dei singoli Paesi comunitari, si sono tradotte in provvedimenti rivolti più o meno direttamente all’agriturismo. Tra questi provvedimenti (Regolamenti Cee 2052/’88 e 2328/’91; Regolamenti U.E. 2078/’92, 2081/’93 e 4253/’88) i più interessanti sono gli ultimi due, che prevedono, attraverso il programma Leader I e II, contributi comunitari per iniziative volte a sostegno dello sviluppo rurale integrato, finalizzato cioè alla crescita di tutti i settori produttivi dell’ambiente rurale (agricoltura, commercio, piccola industria e turismo) nel rispetto dell’ambiente e della cultura locale.

1.6- Le normative della Regione Umbria.

La nuova legge regionale n.28 del 14-08-97, abrogando la precedente n.38 del 6 agosto 1987, dà finalmente chiarezza ad una materia che era rimasta in precedenza non regolamentata, ed interviene in vari settori con disposizioni specifiche e dettagliate.
Innanzitutto, il legislatore regionale ha disposto che un esercizio, per rientrare nella categoria “agriturismo”, debba :
· ospitare un numero massimo di 30 persone, e somministrare un numero di pasti non superiore al doppio dei posti-letto disponibili;
· rispettare il criterio della prevalenza dei prodotti tipici in azienda, secondo cui, almeno i 2/3 (67%) dei prodotti offerti devono essere cibi e bevande tipici regionali, e di questi almeno la metà devono provenire dalla stessa azienda. (I suddetti requisiti percentuali si calcolano non sulle quantità dei prodotti somministrati ai fruitori, ma sulla base dei loro prezzi cumulati).
· dedicare alle attività agricole un “tempo tabellare” superiore al tempo dedicato alle attività turistiche. Viceversa, per favorire le cosiddette “zone a prevalente interesse agrituristico” (aree protette ed adibite a parco naturale, zone “svantaggiate”montane e collinari, comuni rivieraschi del lago Trasimeno), questi tempi sono calcolati applicando coefficienti correttivi, per far si che sia maggiore il tempo destinato alle attività turistiche. I due criteri di connessione e di complementarità vengono quindi stabiliti tramite il parametro “tempo di lavoro”.

La legge n.28, che negli enunciati generali non si discosta dalla precedente, all’art. 2 chiarisce i seguenti aspetti :
1) per attività agrituristica si intendono a pari livello:
· le forme di ospitalità in camere, appartamenti o piazzole per campeggio;
· la somministrazione dei pasti (quando non è offerto l’alloggio è consentita solo in casi particolari);
· la vendita di prodotti artigianali ed alimentari, (la cui eventuale trasformazione può avvenire anche all’esterno dell’azienda);
· l’allevamento, a scopo sportivo e/o ricreativo, di specie zootecniche, ittiche o faunistiche;
· l’organizzazione, all’interno dell’azienda, di attività ricreative, sportive e culturali con preferenza a quelle legate ad usi e tradizioni locali;
2) l’attività può essere svolta solo da personale impiegato nell’azienda agricola. Può essere assunto anche personale esterno, a condizione che sia impiegato sia nell’attività agricola che in quella turistica;

3) la dimensione minima della superficie aziendale tale da consentire l’attività agrituristica dipende essenzialmente dalle qualità di colture praticate;

La nuova normativa detta anche i requisiti igienico-sanitari relativi agli alloggi, alla somministrazione e alla preparazione dei pasti.
In ultimo la legge regionale introduce, per la prima volta, un sistema di classificazione della qualità del servizio (con differenti categorie contrassegnate dalle “spighe”), un Albo ed una Autorità per il riconoscimento della qualità, ed un apposito contrassegno di qualità.

SECONDA PARTE

2.1- L’agriturismo in Italia: breve analisi sull’offerta e sui flussi turistici.

In Italia, un grosso ostacolo all’analisi quantitativa del fenomeno è rappresentato dalla difficoltà di reperire una serie statistica precisa ed omogenea inerente ai primi 10-15 anni di vita dell’agriturismo che, solo da poco, è riuscito a darsi una fisionomia e delle regole.
Ma anche attualmente, non è possibile documentare i dati settoriali sugli agriturismo. L’Istat infatti diffonde annualmente le cifre della ricettività e dei flussi relativi agli alloggi agro-turistici, ma li accomuna indistintamente a quelli di ostelli per la gioventù, case per ferie e rifugi alpini che rientrano, tra le strutture extra-alberghiere, nella categoria “Altri esercizi”. Quest’ultima voce contribuisce al sistema ricettivo nazionale con l’8,9% degli esercizi (dati Istat 1996).
A causa di questo grave “vuoto” statistico, molte ricerche sono state condotte sulla base delle valutazioni fornite dalle associazioni di categoria o dalle società specializzate.
Le più recenti stime campionarie pubblicate da Agriturist (tabella 1.1), registrano 7.500 aziende agrituristiche per 105.000 posti-letto, per una media di 14 posti per azienda.
Analizzando la tendenza della ricettività dal 1985 al 1996 è evidente la crescita progressiva; è raddoppiata la capacità ricettiva globale (da 55.000 a 105.000 posti-letto), è aumentato il numero delle esercizi (da 6.000 a 7.500) e il numero medio dei posti-letto per azienda. Inoltre, si è avuto un’incremento anche nel tasso annuale di utilizzazione degli alloggi, passato da 75 a 85 giorni.
Sempre nel periodo 1985-96, sulla scia della crescita dell’intero segmento eco-turista, anche il trend della domanda ha fatto registrare dati estremamente incoraggianti. I dati degli arrivi e delle presenze annuali sono più che raddoppiati; gli arrivi sono balzati dai 550 mila al milione e 400 mila attuali, mentre le presenze dai 4,1 ai quasi 9 milioni di giornate. Sale anche la componente straniera, che costituisce nel 1996 circa il 25% sul totale degli arrivi.
Agriturist prevede che questo aumento delle presenze si attesti attorno al 3% annuo, con una generale tendenza verso un turismo più evoluto, dai contenuti più specifici, e soprattutto con un maggiore significato culturale.
Sempre commentando l’evoluzione dell’ultimo decennio, la durata media del soggiorno in agriturismo diminuisce dai 7,5 ai 6,4 giorni, di pari passo alla tendenza, registrata in tutti i settore turistici, a una diminuzione delle vacanze “lunghe” a vantaggio di più periodi di ferie di minore durata.

1985
1990
1996
Aziende agrituristiche
6.000
6.800
7.500
Numero posti-letto
55.000
85.000
105.000
Posti-letto per azienda (media)
9,2
12,5
14
Arrivi (in migliaia)
550
1.000
1.400
Arrivi stranieri
10%
18%
25%
Presenze annue (milioni )
4,1
6,8
8,9
Utilizzazione annua alloggi
75
80
85
Durata media del soggiorno (gg)
7,5
6,8
6,3
Giro d’affari annuo (miliardi)
85
240
400
Giro d’affari attualizzato (mld)
160
290
400
Aziende con ristorazione
800
1800
4000
Aziende con agricampeggio
300
600
700
Aziende con cavalli
500
1.000
1.500

(tabella 1)

Fonte: stime ed elaborazioni Agriturist 1996

2.2 I flussi turistici in Umbria: analisi e tendenza

Per quanto concerne la situazione in Umbria, il trend dei flussi turistici e dell’offerta nel periodo di tempo dal 1988 al 1996 (fonte: Ufficio Turismo e Industria Alberghiera della Regione) mostra come l’agriturismo si sia caratterizzato per un andamento estremamente positivo.

Analizzando i dati ufficiali, nel periodo in esame (tabella 2), si evidenzia una vera e propria impennata sia dei flussi in entrata che dei giorni di presenza: gli arrivi complessivi sono passati da poco più di un migliaio a più di 51.000, le presenze da 5.500 a ben 248.000. Malgrado ciò, nel 1996 gli arrivi negli agriturismo hanno rappresentato solo il 3% sul totale della regione (1 milione e 700 mila); si passa al 4% invece se si considerano le presenze.
La componente italiana e quella straniera manifestano ritmi evolutivi molto simili, per una sostanziale stabilità della loro incidenza sul totale: gli italiani rappresentano infatti, nel 1996 come 9 anni prima, il 76% degli arrivi agrituristici complessivi (vedi tabella 2).
A connotare la domanda nella regione intervengono altri due elementi strutturali: la maggiore stanzialità degli ospiti stranieri (che nel 1996 permangono mediamente 7/8 giorni, contro i 4 giorni degli italiani), accompagnata ad una distribuzione mensile più uniforme, a testimonianza di una minore stagionalità della domanda straniera (pecularietà, peraltro, riscontrabile anche nella domanda turistica nel suo complesso).
Tornando alla maggiore stanzialità degli stranieri, da interviste da noi effettuate ad alcuni operatori agrituristici ed agenti di tour operator stranieri, è emerso che molti di essi utilizzano l’agriturismo come un comodo e spesso economico alloggio per poter raggiungere le località turistiche. L’agriturista straniero quindi, pur amando la campagna, pare più attratto dai richiami culturali della regione, ed è per questo più propenso alle escursioni ed agli spostamenti anche al di fuori del territorio dell’azienda. Gli stranieri trascorrono vacanze piu lunghe rispetto agli italiani ma, dando maggiore spazio alle gite, soggiornano meno tempo in azienda. Si può quindi concludere generalmente che il turista italiano si avvicina maggiormente all’ideale del vero agriturismo, cioè la riscoperta della natura e della vita di campagna. Questa tesi è sostenuta da una ricerca svolta dall’IRPET della Toscana nel 1994.
La domanda agrituristica nel suo complesso ha mostrato nel corso degli anni un’evidente destagionalizzazione a favore dei mesi marginali.L’allungamento della stagione è favorito anche dalla felice collocazione di molti esercizi in prossimità di città d’arte. Questo fenomeno è chiaramente riscontrabile dall’andamento delle curve delle presenze relative ai vari anni (figura 3); l’arco estivo è rimasto il periodo di massimo assorbimento delle presenze, ma ha diminuito negli anni la sua incidenza, verificandosi una distribuzione della quale tutti i mesi hanno, in diversa misura, beneficiato. Ciò a testimonianza del fatto che il soggiorno in campagna non viene considerato più soltanto prerogativa della vacanza estiva, ma una soluzione valida tutto l’anno, in linea anche con il fenomeno della “diluizione” delle vacanze “lunghe” in periodi più brevi.

Flussi turistici negli agriturismo dell’Umbria.

Anni
Italiani
Stranieri
Totale
periodo gennaio-dicembre
arrivi
presenze
permanenza
mediaarrivipresenzepermanenza
mediaarrivipresenze
1988
882
3.675
4,22621.85971.1445.534
1989
2.417
9.783
41.12110.3409,23.53820.123
1990
6.533
24.077
3,71.82114.2677,88.35438.344
1991
11.105
44.781
42.70618.911713.81163.692
1992
15.516
69.570
4,53.69228.0977,619.20897.667
1993
19.127
71.529
3,84.45731.091723.584102.620
1994
27.588
98.664
3,67.05549.589734.643148.253
1995
33.163
126.367
3,89.73975.4717,842.902201.838
1996
38.721
152.176
3,912.40496.0107,751.125248.186
(tabella 2)

Fonte: nostre elaborazioni su dati della Regione Umbria, Ufficio Turismo e Industria Albeghiera

Distribuzione mensile delle presenze agrituristiche

1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
gennaio
0,1
0,4
1
1,7
2,5
3,5
2,7
fabbraio
0
0,1
0,7
0,8
1,7
1,2
1,4
marzo
0,4
2,9
1,6
4,1
2,3
1,7
2,5
aprile
4,5
4,4
9,1
6,3
7,7
7,5
7,9
maggio
4
10,2
4,8
9,1
7,8
8,5
6,7
giugno
8,8
7,2
9,8
8,8
8,1
8,7
7,8
luglio
24,8
18,3
16,1
16,6
16,4
15,2
15
agosto
43,5
32,5
29,5
28,4
22,6
23,7
24,6
settembre
6,8
12,5
11,7
9,7
12,1
12,2
13
ottobre
4,5
4,7
6,8
6,6
7,1
7,8
7,5
novembre
0,2
2,2
3,3
3,6
4
4,5
3,4
dicembre
2,3
4,5
5,6
4,4
7,7
5,4
7,5

(tabella 3)
Fonte: nostre elaborazioni su dati della Regione Umbria.

Arrivi e presenze di stranieri nel 1996 alla voce “ALTRI ESERCIZI
(la voce comprende: agriturismo, ostelli, case per ferie e rifugi alpini)

NAZIONALITA’
Arrivi
Presenze
Giornate di
permanenza media
Composizione
percentuale
GERMANIA
10047
64408
6,5
26
STATI UNITI
4446
16513
3,7
11,5
REGNO UNITO
3082
18296
6
8
FRANCIA
2987
13426
4,5
7,7
AUSTRIA
2568
13176
5,1
6,6
SVIZZERA
1711
7674
4,5
4,4
AUSTRALIA
1566
5250
3,3
4
BELGIO
1369
14471
10,5
3,5
PAESI BASSI
1173
8730
7,5
3
GIAPPONE
652
1750
2,7
1,6
ALTRI PAESI
9152
39069
4,2
23,6
TOT. STRANIERI
38753
202763
5,2
100
ITALIANI
77527
341050
4,4
66,7
STRANIERI
38753
202763
5,2
33,3
TOT. GENERALE
116280
543813
4,6
100
(tabella 4)

Fonte: nostre elaborazioni su dati della Regione Umbria.

2.3 – La consistenza ricettiva in Umbria: analisi e tendenza.

Nel periodo di tempo preso in esame, contestualmente all’espansione della domanda, l’offerta in Umbria si è mostrata altrettanto vitale: nel 1988 esistevano solo 17 aziende agrituristiche e 188 posti-letto; nel 1996 le aziende operanti diventano 306 ed i posti-letto ben 3509; la dimensione media aziendale, in termini di capacità ricettiva, rimane pressochè invariata, passando da 11 a 11,4 posti-letto. A fronte del dato ufficiale, rilevabile dai tabulati di fonte Regione dell’Umbria,Nell’opuscolo Umbria:ospitalità rurale “97, curata dalla stessa Regione, sono censite 295 aziende per 3750 posti-letto circa. esistono quasi 1400 richieste di iscrizione nell’Elenco Regionale.
La crescita del numero delle aziende è stata pressochè continua, pur con ritmi via via decrescenti negli anni (tab.6). E’ interessante evidenziare, a questo punto, come il trend evolutivo dell’offerta ricettiva in termini di posti-letto, manifesti a partire dal 1990 una crescita meno sostenuta di quella relativa alle presenze agrituristiche, fatto che dimostra come le aspettative che hanno motivato la vitalità del mercato ricettivo in questi anni siano state ampiamente suffragate dagli eventi (fig.3.1).
L’offerta rurale si presenta molto più sviluppata nella provincia di Perugia (con 248 aziende) piuttosto che in quella di Terni (con 47), più vocazionalmente dedita all’attività industriale. Considerando invece i Comuni di appartenenza, attualmente la ricettività è così distribuita:

Comune di
appartenenza
n.° di
aziendee
Perugia 35
Gubbio 35
Assisi 25
Castiglione del Lago 22
Umbertide 13
Orvieto (TR) 12
Todi 11
Città di Castello 10
Panicale 9
Nocera Umbra 7
Monte S.Maria Tiberina 7
Marsciano 7
Foligno 5
Città della Pieve 5
Amelia (TR) 5
Deruta 4
Altri Comuni 83
Totale 295

(Tabella 5)
Fonte: L’ospitalità rurale 1997, Regione Umbria.

Consistenza ricettiva degli agriturismo in Umbria

periodo gennaio-dicembre
esercizi
posti-letto
ricettività media delle
aziende
anno 1988
17
188
11
1989
61
832
13,6
1990
90
1234
13,7
1991
116
1530
13,2
1992
149
1880
12,6
1993
180
2217
12,3
1994
221
2685
12,1
1995
262
3068
11,7
1996
306
3509
11,4

(Tabella 6)
Fonte: nostre elaborazioni su dati della Regione Umbria.

TERZA PARTE

3.1) La struttura metodologica della ricerca:

Come abbiamo visto analizzando la domanda e l’offerta in Italia e in Umbria, il comparto agrituristico è in continua crescita. La nostra ricerca vuole proporsi come fine quello di analizzare le caratteristiche della componente italiana dei turisti dell’Umbria, con particolare riferimento agli esercizi appartenenti all’associazione Agriturist. Lo scopo è quello di accertare quali siano i vari fattori che portano alla scelta della vacanza in agriturismo, per arrivare ad una migliore comprensione delle diverse esigenze dichiarate dai turisti.

1) L’Identificazione del campione:

Il disegno campionario utilizzato è a due stadi. Il primo stadio è stato stratificato per aree, dividendo la regione in 8 zone territoriali, differenti per paesaggio e cultura, così composte:
· zona A: Alto Chiascio (Gubbio, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Valfabbrica);
· zona B: Alta Valle del Tevere (Umbertide, Città di Castello, Monte S.Maria Tiberina);
· zona C: Perugino (Perugia, Bosco, S.Martino in Colle, Deruta);
· zona D: Valle Umbra (Assisi, Bastia, Foligno, Spello, Spoleto, Trevi);
· zona E: zona del Trasimeno (Castiglione del Lago, Panicale, Città delle Pieve, Paciano);
· zona F: Media Valle del Tevere (Todi, Marsciano, S.Venanzo, Massa Martana);
· zona G: Orvietano (Orvieto, Baschi, Lago di Corbara);
· zona H: Ternano (Terni, Narni, Amelia, Calvi).

Per quanto concerne il secondo stadio, per ciascuna zona sono state estratte casualmente 2 aziende tra le circa 120 associate Agriturist, alle quali è stata fatta richiesta di 24 nominativi (completi di numeri telefonici), degli ospiti che vi avevano soggiornato. Al fine di facilitare la raccolta dei dati abbiamo costruito una scheda in cui venivano indicate le istruzioni per procedere alla selezione dei nominativi (vedi appendice). Nella scheda si chiedeva di fornire il recapito di due clienti scelti a caso, per ogni mese che andava dal giugno 1996 al maggio 1997.
Dopo l’entrata in vigore della legge sulla privacy, avvenuta proprio in quel periodo, qualche gestore ha opposto resistenza a fornirci i dati dei propri ospiti. Nonostante ciò, il tasso di risposta delle aziende alle nostre schede è stato soddisfacente (65%); si è poi ricorso alla lista di riserva per i rimanenti nominativi. Verso la fine di luglio c.a. abbiamo così ricevuto, via fax o posta, 245 recapiti telefonici utili, altri 150 li abbiamo ottenuti a inizio settembre.
Le interviste realizzate per telefono, per un totale di 182, hanno generalmente evidenziato disponibilità e interesse da parte dei turisti interpellati, facendo rilevare un tasso di risposta dell’85% ; tra quelli che non siamo riusciti ad interrogare, qualcuno è stato irreperibile (8%), altri ancora non hanno ritenuto opportuno collaborare alla ricerca (7%).

2) Costruzione del questionario
Per costruire il questionario, si è resa necessaria una ricerca esplorativa, attuata tramite 15 interviste in profondità, condotte nel mese di luglio, telefonicamente o nei luoghi di vacanza.
Il questionario così compilato (vedi appendice) è stato poi somministrato telefonicamente nel periodo che va dal 10 al 30 settembre.

3) Analisi dei dati
I dati raccolti nell’indagine sono stati elaborati attraverso l’analisi univariata, la costruzione di tavole a doppia entrata e le tecniche di analisi multivariata (analisi delle corrispondenze e cluster analysis) per l’identificazione dei segmenti della domanda degli agriturismo.

Per ogni domanda del questionario è stata prodotta una tavola con i valori percentuali relativi ad ogni modalità di risposta ed il totale di coloro che hanno risposto in ciascuna subpopolazione analizzata. I tabulati più significativi, elaborati con i softwares SPSS e SPAD, sono riportati in appendice.

3.2) I risultati dell’analisi dei dati

Qui di seguito riportiamo i risultati ed il commento dei dati, suddivisi in base alle diverse caratteristiche del campione:
- profilo socio-demografico (sesso, età, stato civile, istruzione, professione, regione di provenienza);
- uso del prodotto (turista occasionale o abituale) ;
- caratteristiche del soggiorno (attività svolte);
- motivo della vacanza in agriturismo;
- motivo della scelta dell’Umbria;
- l’importanza delle attività in agriturismo e dei servizi offerti;
- aspetti negativi del soggiorno;

ETA’, SESSO e STATO CIVILE

Il campione è risultato composto da un 60% di uomini e 40% di donne, e con la stessa percentuale si distribuisce tra coniugati e single.

Per quanto concerne l’età, la prevalenza degli ospiti (37%) si concentra nella classe tra i 31e i 40 anni, seguite dalle classi 18-30 (30%) e 41-50 (20%). Si tratta quindi un tipo di clientela prevalentemente giovanile, considerato che il 67% ha meno di 40 anni. Il segmento maturi-anziani (sopra i 50 anni) rappresenta invece il 12% circa del totale.

ISTRUZIONE – PROFESSIONE

La distribuzione per titolo di studio rivela una tipologia di clienti di cultura medio-alta, con un un 30% di laureati e un 56,6% di diplomati, mentre marginale è la presenza di individui con scolarità bassa.

Dall’analisi della professione dei frequentatori degli agriturismo sono state riscontrate posizioni professionali che corrispondono (mediamente) ad uno status economico medio-alto; il 34% è rappresentato da impiegati ed insegnanti, mentre il 13,7% da lavoratori autonomi e il 10,4% da liberi professionisti.
Significante è anche la componente studentesca (10,4%), a testimonianza del fatto che la vacanza verde, pur non rientrando nei canoni della vacanza di massa, si addice molto anche alle esigenze dei giovani.

PROFILO USER

La nostra indagine ci mostra che il 56% dei turisti del campione, negli ultimi 3 anni, ha trascorso un’esperienza occasionale in agriturismo. Sempre nell’ultimo triennio, ben il 44% invece, è stato in agriturismo almeno una volta l’anno (tra questi il 31% c’è stato 1 volta l’anno, circa l’8% 2 volte, mentre il rimanente 5% più di 2 volte). Risulta quindi che una consistente percentuale degli intervistati, compresi soprattutto nella fascia di età tra i 30 e i 40 anni, sono assidui frequentatori della campagna.

Tra le altre regioni visitate in agriturismo spiccano, dopo l’Umbria, la Toscana con un 33% e, in misura inferiore, l’Emilia Romagna ed il Trentino Alto Adige.

LA COMPOSIZIONE DEI GRUPPO DI VIAGGIO

I turisti che hanno trascorso il periodo in agriturismo col coniuge od il partner sono il 35%, mentre il 33,5% (costituito soprattutto da giovani) ha preferito la compagnia di amici o parenti.
Consistente è anche il segmento di famiglie con bambini (22,5%), mentre trascurabile ci appare la percentuale delle famiglie con ragazzi sopra i 14 anni.
Sul totale, quasi l’86% ha soggiornato in Umbria con gruppi di viaggio composti da non più di 4 persone. Si conferma così che l’agriturismo non è una formula di vacanza per grandi gruppi organizzati, sia per la struttura dell’offerta ricettiva ma anche per la sua caratterizzazione come tipologia alternativa al turismo di massa.

INFORMAZIONE-PRENOTAZIONE

La capillare distribuzione nelle edicole e nelle librerie delle guide agrituristiche, ha costituito un’importante ed efficace veicolo di promozione per le piccole aziende sparse nella regione. Infatti più del 38% degli ospiti sono venuti a conoscenza della loro futura meta di vacanza grazie alle guide specializzate, mentre il passaparola (29%) e i canali informali di comunicazione (rappresentati da amici e conoscenti) si confermano ancora, come in tutto il comparto turistico Per gli italiani, la fonte principale di informazioni sulle vacanze in generale, continua ad essere il consiglio di amici e conoscenti, dei quali si condividono gusti ed abitudini. Indagine Isnart-Trademark, Dove vanno in vacanza gli italiani, Milano, 1997., un mezzo di promozione ben collaudato.

Passando al modo con cui è stata prenotata la vacanza, solo il 9% si è affidato alle agenzie di viaggio. L’intermediazione delle poche agenzie specializzate, comporta infatti oneri elevati per i clienti (le provvigioni arrivano anche fino al 40% del prezzo pagato dall’ospite), a causa dei maggiori costi legati alla polverizzazione dell’offerta. L’apporto di questo canale di prenotazione-informazione, a cui sembra si rivolgano in maggioranza gli stranieri G.Balestrieri, Le condizioni per lo sviluppo dell’agriturismo in Toscana, Irpet, Firenze 1994., appare invece più consistente in altre regioni (Toscana, Emilia Romagna), dove il fenomeno ha assunto forme di commercializzazione più organizzate.
Un’alta percentuale (78%) dei turisti da noi interpellati, ha invece preferito prenotare tramite telefono, come spesso avviene per una certa tipologia di “turista verde” (campeggiatore, camperista, agriturista) A.Grassi, L’attuazione di un sistema di franchising nel plein air, Tesi di laurea, Facoltà di Economia e Commercio, Università di Bologna, 1995. , che ama scegliere e raggiungere la destinazione di vacanza attraverso “mezzi individuali” (guida turistica, telefono, auto propria).

RESIDENZA

Quasi un terzo della domanda turistica analizzata proviene dal Centro Italia e soprattutto non stupisce il fatto che Roma, naturale bacino di frequentatori delle vicine campagne umbre, abbia contribuito sul totale col 26% degli intervistati. D’altro canto, come vedremo più avanti, la facilità a raggiungere la regione è stato un motivo abbastanza citato dagli agrituristi. Ma la voglia di vivere all’aria aperta contagia anche gli abitanti di altre grandi città, come Milano e Napoli.

In relazione invece alle aree di appartenenza, gli ospiti sono così distribuiti:
· Nord Ovest 21,4%
· Nor Est 17,7%
· Centro 32,4%
· Sud 8,7%
· Isole 3,7%

LA DURATA DELLA VACANZA

A conferma dei dati già esposti sul soggiorno medio dei flussi nella regione Vedi tabella 4 a p. 14., la nostra indagine ha riscontrato che una quota più che consistente (75%) degli agrituristi italiani ha soggiornato mediamente non più di 1 settimana. Entrando nei dettagli, il 55% ha pernottato dalle 4 alle 7 notti, mentre sono abbastanza frequenti i soggiorni di durata inferiore ed i week-end (1-3 pernottamenti).
Il campione ha così risposto rispetto alla durata della vacanza:

· 1-3 notti 26 %
· 4-7 notti 55 %
· 8-15 notti 16,8 %
· oltre 15 notti 2,2 %

I MOTIVI DELLA VACANZA IN UMBRIA

Il 53% degli agri-turisti del nostro campione ha scelto per prima cosa di visitare l’Umbria e, successivamente, di sistemarsi in agriturismo.
La scelta della vacanza in Umbria è dovuta essenzialmente a due tipi di fattori, legati alla natura ed alle attrattive artistico-culturali.
Nelle motivazioni dichiarate appare predominante il richiamo esercitato dalle bellezze naturalistiche, cui si ricollegano il 77% di tutte le motivazioni indicate dai visitatori (natura, verde, bellezze del paesaggio, ambiente incontaminato, clima fresco, ambiente rurale); nella scelta, rilevanti sono anche i fattori tranquillità e cordialità della gente.

Un altro punto di forza dell’Umbria è il fattore culturale, considerando che il 58% dei motivi citati possono ricollegarsi alla cultura (visita alle città d’arte 48%) e alle tradizioni locali (cucina tipica, manifestazioni ed eventi).
Un 26% di agrituristi ha invece dichiarato genericamente di aver scelto l’Umbria per scoprire la regione.
La vicinanza e la facilità a raggiungere la regione, che incide per il 14,4 % sul totale, viene citata dai visitatori provenienti in maggioranza da Roma.
In dettaglio, i principali fattori di scelta sono i seguenti (la somma è superiore a 100 perchè erano possibili più risposte) :
· visita alle città d’arte 48%
· natura, verde 44 %
· scoperta della regione 26%
· vicinanza alla città di provenienza 14,4%
· particolarità del paesaggio 13,3%
· tranquillità 12%
· ambiente incontaminato, pulizia 8,3%
· turista abituale 6,6%
· ambiente rurale tipico 6,6%
· scoperta della cucina e dei vini 6,6%
· cordialità della gente 5,5%
· clima fresco 4,4%

I MOTIVI DELLA VACANZA IN AGRITURISMO

Nel processo di decisione che porta il turista alla scelta di una destinazione entrano in ballo numerose motivazioni, alcune evidenti, altre nascoste o indirette. Alcuni motivi sono soggettivi e psicologici (personale percezione delle località, esperienze passate, consiglio di amici, curiosità, interesse, gratificazione dal viaggio, “investimento personale”), altri più oggettivi, legati cioè alle caratteristiche fisiche dei luoghi da visitare ed alle attività che si vogliono svolgere (divertimento al mare, relax in montagna e in campagna ecc.). Quindi, non sempre è agevole sviscerare tutte le componenti della scelta e classificarle adeguatamente.
Dalla nostra indagine è comunque emerso chiaramente che la scelta di fondo della vacanza in agriturismo è orientata verso motivazioni legate all’ambiente naturale ed alla ricerca di un modus vivendi più genuino. Infatti, il contatto con la natura è stato indicato nel 88% dei casi da tutte le fascie d’età ed in tutte le categorie di ospiti. Anche l’allontanamento dai ritmi frenetici delle città – ovvero la necessità di rilassarsi trovando ritmi meno intensi – è stato un motivo spesso citato (52%). Quest’ultima esigenza è denunciata soprattutto da impiegati, insegnanti e dirigenti, e da una maggioranza di laureati.
Anche nel motivare la scelta della vacanza in campagna, così come abbiamo visto innanzi per la scelta dell’Umbria, la spinta culturale è molto diffusa; il 76% delle motivazioni comprende, infatti, la visita alle città d’arte, il 48% la scoperta della regione e il 44% la cucina tipica. Quest’ultima può essere intesa sia come voglia di scoprire la cucina locale, sia come ritorno ai cibi sani e genuini di una volta, assumendo in quest’ultimo caso una connotazione più naturalista che culturale.
I fattori novità e prezzo (che appaiono rispettivamente nel 45% e 35% dei motivi) si ritrovano soprattutto nella fascia di età che va dai 18 ai 30 anni. In particolare, abbiamo riscontrato una certa attenzione alla convenienza economica nelle categorie di reddito più basse (operai, non occupati, pensionati).
Possiamo così schematizzare il prospetto motivazionale (la somma è superiore a 100 perchè erano possibili più risposte):
· contatto con la natura 88%;
· visita alle città d’arte 74%;
· fuga dai ritmi frenetici delle città 52%
· scoperta della regione 48,5%
· buon rapporto qualità-prezzo 45,5%
· cucina tipica 44%
· esperienza nuova 36%
· pratica di sport 22,5%
· vacanza ideale per bambini 9,3%
· turisti abituali 8,8%
· visita ad amici o parenti 5,5%
· eventi culturali o musicali 4,9%
· corsi di cucina od altri corsi 4,9%

GRADO DI SODDISFAZIONE E PROPENSIONE AL RITORNO

Un bilancio positivo emerge dal giudizio dei turisti; per il 96% del campione indagato il periodo trascorso in agriturismo è stata soddisfacente, e tra questi un 62% si dichiara molto soddisfatto. Tra gli entusiasti moltissimi sono giovani, mentre le categorie di età superiore esprimono con giudizi più moderati il proprio apprezzamento.

Inoltre, la percentuale di coloro che ritengono molto probabile un ritorno in agriturismo (68%), dimostra il buon indice di gradimento di questa formula di vacanza. Anche qui la propensione al ritorno aumenta al diminuire dell’età.

grado di soddisfazione
per la vacanza in agriturismo
probabilità di tornare
in vacanza in agriturismo
MOLTO 62 % 68 %
ABBASTANZA 34,4 % 27,5 %
POCO 3,3 % 4,4 %
PER NIENTE 0,6 % 0

CARATTERISTICHE DEL SOGGIORNO

Nella vacanza in campagna, le attività praticate all’aria aperta e a contatto con la natura costituiscono una importante fonte di svago e di relax. Più di 3 intervistati su 4 hanno svolto passeggiate a piedi, mentre il 21% è andato in bicicletta. Buona è anche la percentuale di coloro che sono andati a cavallo (27%). Inoltre, quasi la metà del campione ha visitato le città d’arte.

Percentuale di turisti che ha svolto le seguenti attività in agriturismo

escursioni a piedi visite alle
città d’arte
equitazione piscina escursioni
in bici
tiro con
l’arco
tennis corsi vari cure
salute
78%
47%
27%
22%
21,2
7,6
7%
3%
-

Come ci si può immaginare, le attività sportive sono state praticate soprattutto dalla fascia giovane (18-30 anni), che è stata quella che, nella vacanza in agriturismo, più di frequente ha espresso la motivazione “sport”.
Gli ultra 50enni hanno preferito invece dedicarsi alle escursioni a piedi e nei luoghi artistici dell’Umbria.

IMPORTANZA DELLE ATTIVITA’ DEL TEMPO LIBERO IN AGRITURISMO.

Agli intervistati abbiamo poi dato la possibilità di esprimere, con una scala di opinioni, l’importanza delle stesse attività in agriturismo. A ciascuna modalità di risposta abbiamo assegnato il seguente punteggio; molto importante = 4; abbastanza = 3; poco = 2; per niente = 1.

Percentuale di turisti che ha svolto le seguenti attività in agriturismo

escursioni a piedi visite alle
città d’arte
equitazione piscina escursioni
in bici
tiro con
l’arco
tennis corsi vari cure
salute
78%
47%
27%
22%
21,2
7,6
7%
3%
-
3,5
3,6
2,6
2,6
2,5
2,9
1,9
1,8
2,2
2

Opinioni dei turisti sull’importanza delle attività
( molto importante = 4, abbastanza = 3 , poco = 2 , per niente = 1 )

I risultati evidenziano un voto medio di importanza di 3,5 per le escursioni a piedi, esigenza a cui nessuno, giovane o meno giovane, pare voler rinunciare; anche le passeggiate in bici sono giudicate in media abbastanza importanti (voto 2,9), mentre su un livello medio-basso si attestano l’equitazione e la piscina.

Alla domanda sull’importanza delle attività culturali in genere (da noi non definite in sede di intervista), la risposta istintiva degli intervistati è stata abbastanza importante (voto medio 3), ulteriore dimostrazione di come gli amanti della formula agrituristica siano particolarmente sensibili agli aspetti culturali della vacanza. Si vedano le previsioni fatte da Agriturist sulle tendenze degli agrituristi.(2 parte, p. 16)

Un discorso a parte merita la possibilità di assistere ai lavori agricoli Si fa presente che la partecipazione diretta degli ospiti ai lavori campestri non è consentita dalla legislazione sul lavoro.(voto medio 2,3), abbastanza apprezzata solo da quel segmento di vacanzieri (in prevalenza giovani e impiegati ed insegnanti) che si avvicinano maggiormente all’ideale dell’agriturismo, che è quello di scoprire la vita e la cultura contadina.

L’IMPORTANZA DEI SERVIZI OFFERTI

Chiedendo invece una valutazione sull’importanza di alcuni servizi offerti, balza subito all’evidenza che i servizi igienici in camera sono diventati quasi irrinunciabili, con un voto medio complessivo molto alto (3,6).

bagno autonomo
cucina tipica
vendita di prodotti tipici
giochi e servizi per bambini
animazione
tel. e TV in camera
3,7
3,3
3,2
2,1
2
1,85

Opinioni sull’importanza dei servizi
(molto importante = 4, abbastanza = 3, poco = 2, per niente = 1)

In un secondo piano, ma ancora a livelli medio-alti, si trovano anche la ristorazione tipica (laddove è offerta) e la vendita dei prodotti tipici alimentari o artigianali della zona o dell’azienda.

In complesso ricevono minori consensi i servizi ed i giochi per i bambini (parchi-gioco attrezzati, intrattenimenti vari) e l’animazione, giudicati mediamente poco importanti (rispettivamente con voti 2,1 e 2).
Bisogna però precisare che se è vero che gli agrituristi hanno risposto di essere poco interessati all’animazione, forse istintivamente ricollegata ai servizi offerti dagli staff dei villaggi turistici, hanno invece apprezzato altre iniziative ricreative come i corsi di cucina, di erboristeria ed altri, le attività culturali (compresi gli spettacoli e le feste in azienda) e lo stesso “coinvolgimento” nei lavori agricoli.
In effetti l’animazione in agriturismo non è (nè può essere) come quella offerta dai villaggi-vacanza; dovrebbe invece essere intesa in senso lato come una serie di iniziative ricreative, sportive e didattiche organizzate in relazione all’attività agrituristica. Il fine a cui si deve mirare è quello di coinvolgere gli ospiti nella vita dell’azienda, offrendo la possibilità:
· ai turisti di “riempire” il soggiorno (anche a coloro che hanno manifestato la “noia” tra gli aspetti negativi);
· all’azienda di promuovere nel contempo l’immagine dell’agriturismo e la vendita dei prodotti tipici.

Solo in questo senso, certi servizi possono contribuire alla buona riuscita di un piacevole soggiorno, a patto che rimangano “complementari” e non snaturino la vera essenza della vita di campagna.

GLI ASPETTI NEGATIVI DELLA VACANZA IN AGRITURISMO

Bisogna infine ricordare i principali problemi sollevati dagli utenti degli agriturismo, che rappresentano altrettanti percorsi di miglioramento per le aziende, riconducibili soprattutto a :
· pulizia approssimativa dell’alloggio e dei servizi igienici;
· presenza di insetti;
· accessibilità (strade non asfaltate, segnaletica stradale poco chiara, posto isolato);
· scarsa caratterizzazione dell’accoglienza e della ristorazione, non utilizzo dei prodotti dell’azienda;
· scarsa chiarezza negli accordi di prenotazione, mancanza dei servizi dichiarati nelle guide;
· noia, mancanza di “animazione”;
· scomodità dell’alloggio ed assenza di un bagno autonomo.

Un’alta percentuale di consumatori si è comunque dichiarata soddisfatta e non ha riscontrato alcun aspetto negativo in questo tipo di vacanza.

Tra i principali servizi che i turisti avrebbero desiderato, ma che in alcuni casi non hanno trovato in azienda, rientrano i seguenti;
· servizio di ristorazione;
· bagno in camera;
· termosifoni;
· maggiori informazioni sulla zona e sulle escursioni da effettuare;

CONCLUSIONI

La nostra ricerca sugli agriturismo dell’Umbria ha evidenziato una clientela prevalentemente di età medio-bassa (il 67% ha meno di 40 anni), di scolarità e posizione professionale generalmente medio-alta, e formata tendenzialmente da consumatori abituali (repeater).
Dall’analisi incrociata delle diverse motivazioni della vacanza, si rileva una certa attenzione degli agrituristi al fattore economicità In linea con la tendenza dei turisti nazionali, come conferma l’indagine Isnart-Trademark: Dove vanno in vacanza gli italiani.(inteso in senso di prezzo e facilità a raggiungere la località). Negli ultimi anni infatti, allo sviluppo della domanda ha contribuito anche l’aumento dei prezzi nelle tipologie tipiche (turismo marino, d’arte, di montagna). Nel caso dell’Umbria quindi, la vacanza in campagna ha per il fruitore due tipi di vantaggi: la natura e la “genuinità” della vita contadina e la possibilità di visitare le altre zone turistiche, ma a costi minori. D’altronde, bisognerebbe abbandonare la convinzione che l’agriturismo è attuabile in qualsiasi area geografica, visto che è fondamentale comunque un territorio circostante accessibile e ricco di risorse culturali, storiche, oltrechè naturali e paesaggistiche, come lo è il territorio umbro.
Ma la principale indicazione tratta dall’indagine ha evidenziato che la formula: agriturismo-Umbria corrisponde al binomio, qui difficilmente scindibile, natura-cultura. La voglia di evadere dal caos della vita moderna e di immergersi nella natura, ritrovando un ambiente rurale sano e rilassante, equivale ad un riscoperta di valori ed abitudini forse dimenticati, così come la possibilità di visitare gli intatti borghi medievali della regione corrisponde al bisogno di ritornare indietro nel tempo.

Confermata la predominanza dei motivi legati ai fattori natura ed ecologia, è comunque da evidenziare la crescita dell’importanza degli aspetti culturali del soggiorno, tendenza constatata da Agriturist anche a livello nazionale. La sensibilità alla cultura nei turisti da noi intervistati è essenzialmente dimostrabile coi seguenti fattori :
· grado di scolarità e posizione professionale medio-alta;
· forte interesse per la visita alle città d’arte;
· curiosità per la cucina e i prodotti tipici e per le manifestazioni legate alle tradizioni locali ;
· propensione alle attività culturali in genere (domanda sull’importanza delle attività svolte in agriturismo);
· propensione di certi segmenti alle attività legate alla cultura contadina (assistere ai lavori nei campi, corsi di cucina o artigianato locali ecc.);

Come abbiamo visto, negli amanti della campagna c’è essenzialmente la ricerca di una esperienza diversa; i servizi richiesti non sono lussuosi, ma semplici ed essenziali. Pur non desiderando il lusso, l’ospite esige comunque una certa cura dell’alloggio (arredi interni, bagni, termosifoni), ed in particolar modo dei servizi igienici, che molti vorrebbero autonomi, ma che tutti vogliono efficienti e puliti.
L’agriturista medio non pare particolarmente propenso a forme di accoglienza più ricercata, quale può essere l’animazione tradizionale offerta dai villaggi-vacanza (gruppi di animatori, giochi collettivi ecc.), che piace solo agli eco-turisti più giovani. Viceversa, alcuni segmenti di intervistati hanno manifestato interesse per altre attività (corsi di cucina od altri, folklore, assistenza ai lavori agricoli, ecc.) che possono comunque rientrare in quel modo più “casareccio” di fare animazione che le aziende dovrebbero realizzare per coinvolgere gli ospiti. Inoltre, anche un’accoglienza cordiale e un ambiente rurale intatto sembrano fattori apprezzati.
A conclusione, ci sembra necessario che il comparto agrituristico si prepari alla sempre più agguerrita concorrenza nel mercato globale, migliorando la qualità dell’offerta, la pubblicizzazione e tenendo sempre ben distinta questa formula da altre forme di turismo rurale. Ma, sopra ogni cosa, occorre conoscere e soddisfare il cliente. Per far ciò, agli imprenditori agricoli non sono richieste capacità manageriali e strumenti troppo sofisticati, bensì una discreta professionalità e la continua presenza del “fattore umano”. Questi ultimi due “ingredienti” paiono ormai irrinunciabili per combattere l’improvvisazione.

- QUESTIONARIO -
“Le motivazioni nella vacanza in agriturismo:
ricerca sui turisti italiani in Umbria”.

SCHEDA N città cognome n. tel.

HA MAI TRASCORSO UNA VACANZA IN AGRITURISMO ?
1 si
2 no

1)NEGLI ULTIMI 3 ANNI,QUANTE VOLTE HA TRASCORSO LA VACANZA IN AGRITURISMO ?
1 occasionalmente
2 almeno una volta l’anno
3 2 volte l’anno
4 più di 2 volte l’anno

2) IN QUALE REGIONE HA TRASCORSO LA SUA VACANZA IN AGRITURISMO ?

1 —————— 2 —————– 3 —————— 4 —————– 5 ——————

PARLIAMO DELLA VACANZA IN UMBRIA:

3)QUANTO E’ DURATO IL SOGGIORNO IN AGRITURISMO?
1 da 1 a 3 notti
2 da 3 a 7 notti
3 da 7 a 15 notti
4 più di 15 notti

4)PER QUALI MOTIVI HA SCELTO LA VACANZA IN AGRITURISMO ?
(possono essere scelte al massimo 4 risposte)

1 scoperta della regione 8 prezzo conveniente
2 visita parenti-amici 9 esperienza nuova
3 visita alle città d’arte 10 partecipazione a corsi di cucina od altri
4 cliente abituale 11 evento (folkloristico,musicale, culturale)
5 possibilità di praticare sport 12 cucina tipica locale
6 fuga dai ritmi frenetici della città
7 contatto con natura 13 altro —————————–


5)IN UN AGRITURISMO, QUANTO SONO IMPORTANTI PER LEI I SEGUENTI SERVIZI?:
le possibilità di risposta sono : molto importanti, abbastanza, poco, per niente importanti.

molto
abbastanza
poco
per niente
RISTORANTE CON CUCINA TIPICA
PRODUZIONE di PRODOTTI TIPICI
(alimentari e artigianali)
GIOCHI E SERVIZI PER BAMBINI
ANIMAZIONE
CAMERA CON BAGNO
CAMERA CON TELEFONO e TV

6)QUALI ATTIVITA’ HA SVOLTO DURANTE LA VACANZA ?
1 equitazione
2 escursioni a piedi
3 piscina
4 cure per la salute
5 tennis
6 tiro con l’arco
7 escursioni in bici
8 corsi di cucina od altri
9 altro —————-

7)QUANTO E’ IMPORTANTE per lei LA PRESENZA DELLE SEGUENTI ATTIVITA’ ?
le possibilità di risposta sono : molto importanti, abbastanza, poco, per niente importanti.

molto
abbastanza
poco
per niente
equitazione
piscina
tennis
tiro con l’arco
cure per la salute
corsi di cucina od altri
attività culturali varie
escursioni a piedi
escursioni in bici
possibilità di assistere ai lavori agricoli
visite a città d’arte

8)SECONDO LEI, QUALI SONO GLI ASPETTI NEGATIVI DI UNA VACANZA IN AGRITURISMO ?

1 ——————————————————————————————————

2 ——————————————————————————————————

9)C’E’ UN SERVIZIO CHE AVREBBE VOLUTO TROVARE E NON HA MAI TROVATO IN AGRITURISMO ?

1 si O se si quale ? ——————————————————————————–
2 no

10)CON CHI HA TRASCORSO LE SUE VACANZE ?
1 coniuge, patner
2 amici
3 da solo
4 famiglia con bambini
5 famiglia con ragazzi (>14)

11)COME E’ VENUTO A CONOSCENZA DELL’AGRITURISMO IN CUI HA TRASCORSO LA VACANZA ?

1 guida agrituristica 5 giornali non specializzati
2 ufficio di informazione turistica (o agenzie) 6 riviste turistiche specializzate
3 passaparola 7 associazioni agrituristiche 4 altro

12)COME HA PRENOTATO ?
1 per telefono 3 per fax 5 nessuna prenotazione
2 via Internet 4 agenzia

13)IN GENERALE QUANTO E’ STATO SODDISFATTO DELLA SUA VACANZA ?
1 molto 2 abbastanza 4 poco 5 per niente

14)(SE HA RISPOSTO POCO o PER NIENTE SODDISFATTO) MI PUO’ SPIEGARE I MOTIVI ?
O ———————————————————————————————

15) QUANTO E“ PROBABILE CHE LEI TORNI A TRASCORRERE UNA VACANZA IN AGRITURISMO?

1 molto 2 abbastanza 3 poco 4 per niente

16) PER QUALI MOTIVI HA SCELTO L’UMBRIA PER LA SUA VACANZA (IN AGRITURISMO)?
1 ————————————————————————————————————-
2 ————————————————————————————————————-
3 ————————————————————————————————————-
17)TRA LE DUE SEGUENTI RISPOSTE,QUALE SI AVVICINA DI PIU’ ALLA SUA DECISIONE ?

1 voleva fare una vacanza in agriturismo e l’Umbria le è sembrata la regione più adatta

2 voleva fare un vacanza in Umbria e l’agriturismo le è sembrato la sistemazione più adatta

DATI SOCIO-DEMOGRAFICI.

ETA’ ……. SESSO 1 M 2 F

STATO CIVILE 1 coniugato 2 single 3 separato 4 vedovo

ISTRUZIONE 1 elementare 2 media 3 superiore 4 laurea

PROFESSIONE 1 libero professionista 5 operaio
2 lavoratore autonomo 6 attesa occupazione
3 dirigente 7 studente
4 impiegato-insegnante 8 casalinga
9 pensionato

III


FONTI BIBLIOGRAFICHE E STATISTICHE

Mardia, Kent, Bibby, Multivariate analysis, Academic Press, Londra 1980

Aanker D., Day G., Marketing research, John Wiley Inc., 1983

De Candido D., Guida alla ricerca motivazionale, Franco Angeli Editore, Milano 1984

Eiglier P.Langeard E., Il marketing strategico nei servizi, McGraw Hill, New York, 1988

Peroni G., Marketing turistico, Franco Angeli, Milano, 1989

Chisnall P.M., Le ricerche di marketing, McGraw Hill Libri Italia srl, Milano, 1990,

Manganelli Rattazzi A.M., Il questionario, Cleup, Padova, 1990

Telleschi A., Turismo verde e spazio rurale in Toscana, Ets editrice, Pisa 1991

Bellencin Meneghel G., L’agriturismo in Italia , Bologna 1991

Osservatorio Agrituristico Nazionale, Agriturist, Dati sull’offerta e sulla domanda dell’agriturismo in Italia, Roma 1992

Naef S., Le condizioni per lo sviluppo dell’agriturismo in Toscana, Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, Firenze 1993

Molteni L., L’analisi multivariata nelle ricerche di marketing, Egea, Milano 1993

Lambin J., Marketing, McGraw Hill Libri Italia srl, Milano, 1994

Agriturist, Stato e prospettive dell’agriturismo in Italia, Relazione conclusiva dello studio-indagine “Osservatorio del movimento agrituristico”, realizzato con il contributo del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, Roma 1994.

Econstat, L’incidenza dei valori ambientali nella scelta delle vacanze, il caso Abruzzo, Bologna, 1995

Regione dell’Umbria, Irres, La valutazione dell’Agriturismo, Perugia 1995

Grassi A., l’Attuazione di un sistema di franchsing nel plain air, Tesi di laurea discussa nell’Università di Bologna, sede di Rimini, Facoltà di Scienze Turistiche, Anno Accademico 1995-96, relatore Prof. G.Marzocchi.

Agriturist, Guida all’ospitalità rurale, Sepe Edizioni, Roma 1996

Agriturist, Agriturist, Trimestrale dell’Associazione nazionale per l’agriturismo, n.4 1996

Regione dell’Umbria, Giunta Regionale, Agriturismo:Umbria, ospitalità 1997, Perugia

Ufficio Turismo e Industria Alberghiera della Regione dell’Umbria, Statistiche ufficiali sulla domanda e l’offerta agrituristica in Umbria (1988-1996), Perugia

L’Agenzia di Viaggi, supplemento n° 56 del 19-03-1997, Roma

Schede:

LE MOTIVAZIONI NELLA VACANZA IN AGRITURISMO :

RICERCA SUI TURISTI ITALIANI IN UMBRIA.

OBIETTIVI DEL PROJECT :

analizzare le motivazioni degli agrituristi;
analizzare i servizi e le attività richieste dagli agrituristi;

STRUTTURA DEL PROJECT :

Prima parte
Seconda parte
Terza parte

PREMESSA

OCCORRE DISTINGUERE

AGRITURISMO TURISMO RURALE

L’AGRITURISMO PUO’ ESSERE ESERCITATO DA:

Imprenditori che svolgono attività agricole, e nel contempo una attività turistica, connessa e complementare all’attività agricola,
utilizzando le strutture e i prodotti dell’azienda agricola.

prodotti (almeno il 51 % provenienti dall’azienda agricola)

LA TENDENZA DELL’OFFERTA IN UMBRIA:

1988 1996

NUMERO AZIENDE : 17 306

NUMERO POSTI-LETTO: 188 3509

N. ESERCIZI PROVINCIA DI PERUGIA: 248

N. ESERCIZI PROVINCIA DI TERNI: 47


N. DI ESERCIZI PER COMUNE: 35 Perugia, Gubbio
25 Assisi
22 Castiglione del Lago
13 Umbertide
11 Orvieto

LA TENDENZA DELLA DOMANDA IN UMBRIA :

1988 1996

ARRIVI : 1.144 51.000

PRESENZE: 5.500 248.000

TENDENZA AD UNA DESTAGIONALIZZAZIONE

- distribuzione delle presenze a favore dei mesi primaverili e autunnali

LA COMPONENTE STRANIERA NEL 1996:


- arrivi stranieri: 24 % sul totale
- permanenza media: 7 – 8 giorni (contro i 4 giorni italiani)
- comportamento “itinerante”

CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE DEGLI AGRITURISTI.

ANALISI UNIVARIATA

· Età medio-bassa (il 67% ha meno di 40 anni);

· Grado di istruzione medio-alto;

· Posizione professionale medio-alta;

· Consistente presenza di agrituristi abituali;

· Alto successo promozionale delle guide agrituristiche;

· Durata media della vacanza inferiore alla settimana;

I MOTIVI DELLA VACANZA IN AGRITURISMO

1. Contatto con la natura 88 %;
2. Evasione dai ritmi frenetici delle città 52 %;

3. Visita alle città d’arte 76 %;
4. Scoperta della regione 48 %;
5. Cucina tipica 44 %;

6. Novità, prezzo 45 % e 35 %.

I MOTIVI DELLA VACANZA IN UMBRIA

1. MOTIVAZIONI NATURALISTICHE 77 %

2. MOTIVAZIONI CULTURALI 58 %

3. MOTIVAZIONI legate all’ACCESSIBILITA’ 14, 4 %

LE ATTIVITA’ SVOLTE L’ IMPORTANZA DATA DAGLI INTERVISTATI DAGLI INTERVISTATI
(VOTO MEDIO)

· PASSEGGIATE A PIEDI 78 % 3,5
· GITE NELLE CITTÀ D’ARTE 48 % 3,6
· EQUITAZIONE 27 % 2,6
· PASSEGGIATE IN BICI 21 % 2,9
· ATTIVITA’ CULTURALI - 3

L’IMPORTANZA DATA AI SERVIZI

· BAGNO AUTONOMO 3,7
· CUCINA TIPICA 3,3
· PRODOTTI TIPICI 3,2
· ANIMAZIONE 2

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONE

· LA RILEVANZA DEL FATTORE CULTURA.

- livello medio-alto di istruzione e posizione professionale;
- forte interesse per le città d’arte;
- curiosità per cucina, prodotti tipici, manifestazioni locali;
- propensione alle attività culturali in genere;
- propensione alle attività legate alla cultura rurale.

· NECESSITA’ DI UN’ ANIMAZIONE FATTA SU MISURA PER L’AGRITURISMO.

- scarsa propensione per l’animazione tradizionale
- interesse per altre attività (corsi di cucina, folklore, assistenza ai lavori agricoli)

GRADO DI SODDISFAZIONE DELLA VACANZA

· Il 96 % sono SODDISFATTI
· Il 95 % sono PROPENSI al RITORNO

ASPETTI NEGATIVI RILEVATI NELLA VACANZA

· pulizia approssimativa dell’alloggio e dei bagni;

· assenza del bagno autonomo;

· scarsa chiarezza negli accordi di prenotazione, mancanza dei servizi promessi

· scarsa caratterizzazione dell’accoglienza; non utilizzo dei prodotti alimentari provenienti dall’azienda;

· noia, mancanza di “animazione”.

· mancanza di informazioni sulla zona e sulle escursioni .