«Le minacce a Maroni dopo lo strappo della Cgil»

27/06/2002




(Del 27/6/2002 Sezione: Interni Pag. 10)
DURO SCONTRO ALLA CAMERA. COFFERATI: BUGIE PER GETTARE FANGO SU DI NOI
«Le minacce a Maroni dopo lo strappo della Cgil»
Il governo accusa il sindacato. I Ds: irresponsabili

ROMA
All´indomani dell´attacco sferrato da Cofferati ai vertici della Quercia, Piero Fassino e gli altri dirigenti Ds cercano di ricucire con il sindacato. E l´occasione perché, una volta tanto, Cgil e Botteghino marcino uniti è fornita dall´offensiva del governo nei confronti del Cinese. I ministri Maroni e Alemanno avevano accusato Cofferati di favorire, con il suo comportamento, un clima di scontro, evocando il rischio del terrorismo. E ieri, nell´aula di Montecitorio, durante il «question time» altri due rappresentati dell´esecutivo Berlusconi, Carlo Giovanardi e il titolare dell´Interno Claudio Scajola, hanno in sostanza ribadito quelle accuse. Netta la replica del segretario Ds, che ha preso la parola nella seduta, per difendere Cofferati: siete degli irresponsabili. Determinata la reazione della segreteria della Cgil, in serata: il governo mente gettando fango sul sindacato. Dunque, una polemica durissima, che ha avuto come teatro l´aula della Camera. I Ds avevano chiesto conto, con un´interrogazione delle affermazioni di Maroni e Alemanno. A intervenire, per la Quercia, Violante e Fassino. Ossia il capogruppo e il segretario per dimostrare che il partito è schierato con la Cgil, e che non è vero che è stato consumato uno strappo con il Cinese. Per il governo, il ministro per i rapporti con il Parlamento Giovanardi, che ha difeso i colleghi ed è stato più volte interrotto dai parlamentari della Quercia. Il rappresentante dell´esecutivo ha mantenuto il punto, criticando la «gravità» del comportamento del leader della Cgil, «in un contesto quale quello della riforma del lavoro che ha visto cadere sotto i colpi delle Br uomini come D´Antona e Biagi». Un´affermazione, questa, che ha provocato non pochi brusìi nei banchi Ds. E un altro passaggio del discorso di Giovanardi è stato accompagnato dalle proteste dei deputati della Quercia. Quando il ministro ha detto: «Dopo l´ipotesi di accordo le minacce si sono moltiplicate nei confronti di ministri e di sindacalisti di Cisl e Uil». A questo punto, in un clima tesissimo, è intervenuto Fassino, accusando Giovanardi di «riproporre la logica delle affermazioni irresponsabili» di Maroni e Alemanno, che, ha sottolineato il segretario ds, hanno pronunciato «parole aberranti». Tutto ciò, secondo il leader della Quercia è «inaccettabile e sconcertante». Ma non finiva qui. Durante il «question time», su un´altra interrogazione, è stato Scajola ad attaccare la Cgil. «C´è la preoccupazione – ha sostenuto il ministro dell´Interno – che espressioni di pensiero usate con toni minacciosi possano essere interpretate, al di là delle intenzioni, come segnali di indicazione di un avversario. La storia del nostro Paese insegna che la spaccatura del movimento sindacale può suscitare tensioni e creare il terreno favorevole al sorgere di atteggiamenti estremisti». E anche Scajola, come Giovanardi, ha ricordato gli omicidi D´Antona e Biagi. E´ chiaro che, dopo queste prese di posizione, nonostante la difesa dei Ds, Cofferati non poteva restare in silenzio. E infatti, in serata, il Cinese ha fatto diffondere una nota della segreteria della Cgil in cui i due ministri vengono accusati di raccontare «falsità», di colorare «le loro affermazioni con tinte fosche e minacciose». Secondo Cofferati, Scajola ha strumentalizzato tutta la vicenda: «In realtà – è la conclusione della nota – il governo getta fango sul sindacato per coprire i propri fallimenti». Lo scontro con l´esecutivo ha lasciato in ombra le tensioni tra Cgil e Quercia e a quelle interne agli stessi Ds. Che rimangono tutte, anche se ieri sia da parte del correntone che da parte della maggioranza si è cercato di mettere la sordina alle polemiche, tant´è vero che la minoranza ha chiesto di rinviare il direttivo dedicato ai problemi del lavoro in programma per oggi, proprio per evitare il rinnovarsi dello scontro. La riunione, alla fine, si farà lo stesso, ma Fassino ha già spiegato che non si parlerà di quello che è avvenuto in questi giorni. E´ indubbio, però, che la polemica riprenderà (ieri Cofferati ha nuovamente accusato la sinistra di «aver rinunciato alla propria idea di libertà»). Del resto, le divisioni sono tali che si ripercuotono sullo stesso «correntone» dove Giovanni Berlinguer non sembra disposto a far da portatore d´acqua al Cinese. Non a caso ha rilasciato un´intervista all´«Unità» (che non è piaciuta agli altri dirigenti della minoranza, fedelissimi di Cofferati) in cui ha dichiarato che i vertici della Quercia si sono mossi bene sull´articolo 18 e ha sottolineato che l´unità, nei Ds «è maggiore di Pesaro e può ancora crescere». Insomma, Berlinguer si sta smarcando da Cofferati, ma in quanti saranno disposti a seguirlo in questa marcia d´avvicinamento alla maggioranza? Ieri, nel Transatlantico, si facevano i nomi di Giovanna Melandri, Carlo Leoni, Giovanni Lolli e Walter Vitali.

Maria Teresa Meli