Le mense aziendali vanno in crisi. 800 posti tagliati

15/11/2012

Una doccia fredda che i lavoratori della Compass davvero non si aspettavano. Il colosso della ristorazione aziendale (gestisce soprattutto mense), multinazionale inglese che dà lavoro a 360 mila persone nel mondo, è pronta a tagliare oltre i110% del personale italiano: ben 824 addetti su un totale di 7941.
La chiusura delle sedi di Torino, Roma, Salerno, il forte ridimensionamento di quella di Milano. Il lungo elenco dei ruoli che verranno messi in mobilità comprende anche 95 direttori di mensa, tra cui quelli della Camera, del Senato e della Banca d`Italia. Le forbici non hanno colpito solo gli operai (che comunque sono la maggior parte, ben 665), ma anche quadri (65 unità) e impiegati (147). Pur non essendo un marchio conosciuto dal grande pubblico, Compassè un gruppo di tutto rispetto: solo in provincia di Milano gestisce in appalto le mense di importanti aziende, come Eni, Mondadori, Università Bocconi, Magneti Macelli, Deutsche Bank, Kraft, Pirelli, Vodafone. Il gruppo non registra perdite a livello internazionale, ma anzi resta in attivo sia sul fronte dei ricavi che dell`utile: lo spiega bene un articolo del quotidiano inglese The Telegraph, che il 27 settembre scorso annunciava l`intenzione della Compass di tagliare posti in Italia, Spagna e Portogallo, i paesi più in sofferenza a causa della crisi. Molte imprese tagliano i costi in quello che viene ritenuto più «superfluo», ovvero le mense, e così molti committenti – spiega Compass nella comunicazione delle 824 mobilità al sindacato – sono venuti a mancare o hanno ridotto gli ordini.
Si è verificata così una «erosione del risultato aziendale». «Non è uno stato di crisi – protestano i lavoratori di Milano – In pratica pur avendo un bilancio in attivo, i margini finanziari non sono ritenuti soddisfacenti dalla casa madre di Londra, e questo basta per licenziare». Gli affari non vanno male ovunque: in nord Europa i risultati sono buoni, mentre sono in gran- de crescita i mercati del Nord America e dei paesi emergenti. Quindi si sforbicia per «riequilibrare» le performances negative dell`Europa meridionale. «Molti di noi lavorano da anni per la Compass, ed è la prima volta che un numero così alto di licenziamenti viene annunciato via fax abbiamo dovuto saperlo dal sindacato
- dice Francesca Gamba, Rsa Filcams Cgil di Milano – Peraltro rifiutano di utilizzare strumenti come la cassa integrazione, perché ritengono che i problemi attuali non siano limitati nel tempo».
I lavoratori sono decisi a cercare una strada alternativa: in questi giorni si moltiplicano gli scioperi e le proteste, mentre venerdì scorso Compass ha incontrato i sindacati. Il tavolo, però, per il momento non. ha sortito una soluzione: «Dicono che hanno bisogno di qualche,giorno per darci una risposta: noi abbiamo chiesto il ritiro dei licenziamenti e a quello puntiamo», spiega Giorgio Ortolani, della Filcams Cgil di Milano. Chissà se la risposta sarà positiva e se Compass sceglierà una via più «soft» per ottenere i risparmi voluti. D`altronde la riorganizzazione prevede scelte abbastanza nette: «Hanno dichiarato di voler esternalizzare l`ufficio Paghe e contributi attraverso una cessione dell`attività, ma non del personale – denuncia il segretario Filcams Ortolani – Una procedura incredibile: si licenziano tutti gli impiegati e si appalta il servizio fuori dal gruppo».