Le inutili discussioni sull’art.18 – di Giuseppe Turani

18/03/2002





COPERTINA
lunedi 18 Marzo 2002
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il punto

Le inutili discussioni sull’art.18


GIUSEPPE TURANI


E’ possibile che Umberto Agnelli stia dalla stessa parte di Sergio Cofferati e degli altri sindacalisti che si oppongono alla riforma dell’articolo 18? Forse sì. In un recente convegno milanese sugli investimenti finanziari alternativi ha presentato una memoria che contiene un paio di osservazioni che forse è utile segnalare anche a un pubblico più largo.
La prima osservazione è che negli anni passati, impegnati come eravamo a entrare nell’euro, l’Italia è cresciuta solo del 5070% rispetto alla media europea. Insomma, eravamo frenati. Adesso, da un paio d’anni, siamo un po’ più liberi da vincoli e la crescita italiana è pari al 7080% di quella europea. «Non pare facile prevedere il superamento dei livelli medi di crescita dell’Unione nel 2002», conclude Umberto Agnelli. Il che, tradotto nel linguaggio corrente della politica italiana, significa che non ci sono miracoli in giro. I vincoli sono quelli indicati da Umberto Agnelli e superarli sarà difficile, se non impossibile. Insomma, stiamo al nostro posto e smettiamola di sognare. Ma Umberto Agnelli ha anche una frecciatina per il presidente della Confindustria Antonio D’Amato (e, indirettamente, per Berlusconi). Parlando della necessità e della possibilità di stare in Europa, scrive infatti: «In questo quadro, non si vede uno sbocco rapido ai problemi pensionistici, per i quali una buona riforma già esiste, ma con tempi insopportabilmente lunghi; e sarebbe un peccato se le riforme del mercato del lavoro, con particolare riferimento all’articolo 18 pressoché privo di grandi effetti pratici dovessero oscurare un clima sindacale caratterizzato complessivamente da una buona operatività». Insomma, qui si discute un po’ troppo di crescite economiche che sono fuori dal mondo perché già sarà difficile fare come il resto dell’Europa. Inoltre, si sta sollevando un gran polverone sull’inutile riforma dell’articolo 18 e così facendo si rischia di bloccare la discussione sulla riforma delle pensioni, che invece sarebbe utile e centrale.
Umberto Agnelli, da quando si è ritirato nell’Ifi a curare il patrimonio di famiglia, parla pochissimo, due o tre volte all’anno al massimo, ma quando parla non si può dire che sia reticente. Governo e Confindustria stanno affrontando uno sciopero generale per una riforma "pressoché priva di grandi effetti pratici", invece di impegnarsi a risolvere questioni serie come quelle delle pensioni. Se D’Amato e la Confindustria non si calmano, alla fine vedremo anche Umberto Agnelli in corteo.