Le imprese fanno fronte comune

21/09/2004


            martedì 21 settembre 2004

            sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2
            Pronto un Documento unitario al Governo – Anche il sindacato in campo: «Mobilitazione se non si cambia rotta»
            Le imprese fanno fronte comune
            LINA PALMERINI
            ROMA • Le imprese trovano, con un documento scritto da 11 associazioni, un punto di vista comune da presentare al Governo in vista della Finanziaria. Idee e suggerimenti che saranno illustrati nel dettaglio nell’incontro di domani a Palazzo Chigi e che avranno anche la forza e il valore aggiunto di rappresentare un fronte compatto.
            Non avranno questa stessa forza i tre sindacati, che arriveranno a Palazzo Chigi con una divisione ancora latente, che rischia di esplodere nei prossimi giorni.
            La riforma della contrattazione continua a essere il tema della discordia, il punto non chiarito tra Cgil, Cisl e Uil, che inquina anche le discussioni sulla Finanziaria. Le posizioni ormai si sono cristallizzate su una questione, la data: Cisl e Uil vogliono fissare una scadenza per l’inizio del confronto con le imprese sulla revisione del modello contrattuale, la Cgil non vuole. Su questo punto, considerato dirimente da Cisl e Uil, è possibile un ritorno al 2002.
            Intanto, ieri la Cisl nel suo esecutivo ha mandato l’altolà al Governo. Il sindacato di Savino Pezzotta non esclude lo sciopero e si dice pronto alla mobilitazione se il Governo «non cambierà rotta» con la prossima Finanziaria. «Non so se sarà un autunno caldo — ha detto Pezzotta nella sua relazione —. L’importante è cogliere le questioni in campo e le aspettative del mondo del lavoro e dei pensionati».
            E le questioni in campo sono più d’una: quelle strettamente sindacali come il rinnovo dei contratti pubblici e quelle più generali, come la spesa per lo sviluppo, Sud e ricerca e il «no» ai tagli sociali. «Sarà una manovra onerosa e fatta sostanzialmente di tagli», ha detto il segretario confederale Cgil, Marigia Maulucci.
            Anche la Uil si prepara alla battaglia: «Per gli aumenti salariali e la riduzione di tasse siamo pronti a mobilitarci», ha detto Luigi Angeletti. Su questi temi, infatti, c’è già una piattaforma unitaria ma il giudizio sul Governo ora potrebbe risentire dei dissapori accumulati nel dibattito sulla riforma contrattuale. Ieri intanto l’esecutivo Cisl ha dato anche il via al percorso che porterà al congresso dell’estate 2005.
            Savino Pezzotta — che si ricandida alla guida di Via Po — ha parlato di «nuova unità», di una strategia che compatti il sindacato sull’obiettivo della «partecipazione». Un approdo nuovo perché — ha spiegato il leader Cisl — si chiude una fase, quella della concertazione, e il sindacato ha la necessità di ridefinire un proprio spazio economico, sociale e politico, che è appunto quello della partecipazione. E la riforma della contrattazione è un passaggio nevralgico di questa strategia. Su uno scenario "partecipativo", la Cisl di certo non troverà un alleato nella Cgil. Dunque, al di là della data da fissare con le imprese, per le confederazioni cominciano cammini diversi. Si tratterà di scegliere: o trovare un filo comune, anche se non unitario, o tornare indietro a due anni fa.