Le imprese a Berlusconi: serve un salto di qualità

22/09/2004


            mercoledì 22 settembre 2004

            PRODUZIONE FERMA E CROLLO DEL TURISMO GLI ULTIMI CAMPANELLI D’ALLARME
            Le imprese a Berlusconi: serve un salto di qualità
            Documento congiunto di 18 associazioni. Montezemolo: priorità all’economia

            Roberto Ippolito
            inviato a GENOVA

            L’antefatto: diciotto associazioni rappresentative delle imprese consegnano alla presidenza del consiglio un documento scritto insieme. Chiedono al governo un salto di qualità per ridare slancio all’economia. Poco dopo mezzogiorno a Genova il presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo spiega il senso dell’iniziativa: «E’ un segnale forte, il mondo delle imprese si è unito e ha consegnato al governo un documento comune che contiene poche priorità».
            Montezemolo parla all’assemblea della Confitarma, l’organizzazione degli armatori. Di fronte a lui, seduto in prima fila, c’è il premier Silvio Berlusconi. E intorno al tavolo ci sono i ministri delle attività produttive Antonio Marzano e delle infrastrutture Pietro Lunardi. Il presidente della Confindustria, impegnato ad affermare concretamente «lo spirito di squadra» nel paese, ha così l’opportunità di puntualizzare direttamente al governo l’importanza della presa di «posizione comune».


            Montezemolo precisa subito: «Dobbiamo avere il massimo rispetto come imprenditori per chi si è assunto l’onere di governare il paese, qualunque sia il governo in carica». Poi aggiunge: «Ma con altrettanta chiarezza abbiamo il compito di provocare stimoli. Senza polemiche, senza ricorrere allo sport più praticato in questo paese in passato, meno ora, quello della rissa continua, dobbiamo mettere in fila le priorità. E la priorità numero uno è l’economia».


            Montezemolo che, arrivando a Palazzo Ducale, sede dell’assemblea Confitarma, si era fermato a parlare con gli operai della Ferrania in crisi, esprime nuovamente la sua preoccupazione vedendo l’Italia «non riuscire a intercettare la fievole ripresa di cui c’è assolutamente bisogno». Non si tratta di «parole eccessive» fa presente: «Due dati ci devono preoccupare: la produzione industriale ferma e la perdita di 800 milioni di euro nel settore del turismo».


            C’è il problema della competitività. E chi governa «non deve parlare alla gente di cose che non interessano», mentre «in questi ultimi mesi di cose che non interessano alla gente ne abbiamo sentite troppe». Un’osservazione questa sottolineata dagli applausi dei 700 imprenditori presenti. Sono sei le calorose interruzioni del discorso del presidente della Confindustria nella Genova dove con un convegno «è partito un anno fa il progetto di una Confindustria moderna, innovativa e autorevole».
            Montezemolo quindi guarda Berlusconi, poi si rivolge a Marzano alla sua sinistra: «Io non sono d’accordo ma d’accordissimo a dire “evitiamo la logica del declino”, ma non tappiamoci gli occhi». Non è possibile ignorare il crollo della produzione industriale «clamorosamente inferiore rispetto alla Cina, agli Usa o all’India», ma «anche inferiore nei confronti di Francia e Germania».


            Perciò, è evidente, «questo paese ha bisogno di investimenti pubblici e privati». Montezemolo concentra l’attenzione sulla ricerca e sul turismo: in un campo come nell’altro è indispensabile una forte scossa. Per il turismo, al centro sempre a Genova della conferenza promossa dal governo, Montezemolo definisce «inaccettabile che l’Italia non sia al primo posto in Europa». E lancia un obiettivo preciso: «Entro quattro o cinque o sette anni l’Italia deve puntare a essere la prima». Riferendosi ai timori di «tanti piccoli imprenditori» per l’avanzata della Cina, Montezemolo osserva che nessun cinese «potrà copiare questa sala bellissima di Palazzo Ducale, Portofino o la Costiera Amalfitana». Da qui parte la valorizzazione da concretizzare.


            Poi la ricerca: «punto uno delle priorità». Dice Montezemolo: «Un paese che non investe in ricerca non pensa al proprio futuro. Dobbiamo guardare dove saremo fra 20 anni». Pertanto la legge finanziaria in cantiere deve «tener conto della ricerca che è la benzina dello sviluppo».


            Vengono richiamate le proposte formulate la settimana scorsa dalla Confindustria in occasione della Giornata della ricerca alla quale ha partecipato il ministro dell’economia Domenico Siniscalco. Proposte che comportano un investimento di appena «un miliardo e 500 milioni di euro» ma sono in grado di spingere «la competitività del paese». Montezemolo nota che «in qualunque paese i grandi di progetti di ricerca hanno dietro lo Stato» e comunque «non si può pensare che solo il pubblico si faccia carico» degli oneri.


            Parlando poco dopo e definendo prematura una valutazione del documento delle imprese, Berlusconi però non usa la parola «ricerca» neanche una volta. Il capo del governo comunque assicura «la collaborazione più ampia e aperta possibile» alla Confindustria e alle imprese, apprezzando «moltissimo» l’intervento di Montezemolo (applaudito anche dal premier in apertura dell’assemblea per i successi con la Ferrari). Agli armatori Montezemolo dice di aver ricevuto da loro «un segnale di fiducia» oggi «molto utile». I loro risultati sono frutto anche del dialogo con i sindacati: l’«assenza di conflittualità sarebbe da copiare». Gli imprenditori «per natura» devono «essere ottimisti», fanno «quello che devono fare». Ma vogliono «essere messi in condizione di fare al meglio il loro mestiere».