Le guardie: i trasporti di notte li vieta la legge

25/04/2001





IL CASO

Le guardie: i trasporti di notte li vieta la legge

      ROMA – Trentadue morti in sette anni. «La guardia giurata è considerata un operaio generico, anche all’ufficio di collocamento. E quindi la pistola vale come un ombrello». Usa toni rabbiosi l’avvocato Luigi Gabriele, dell’Univ, l’unione nazionale istituti di vigilanza, tra i quali l’Europol. «Perché siamo di fronte a una vera escalation di violenza: da oltre un anno le armi che la criminalità usa sono da guerra». E per altro, anche: «Le banche sono inattaccabili, e il punto debole della catena è il furgone portavalori. In teoria, secondo una disposizione, carico e scarico del denaro dovrebbero avvenire in zone protette, ma in realtà siamo sempre sulla strada, spesso di notte». C’è una direttiva del capo della polizia De Gennaro, del giugno 2000, che vieta il trasporto valori dalle 22 alle 6 del mattino. «Ma a Roma è caduta nel vuoto – dice il segretario del sindacato Savip, Vincenzo del Vicario – oltre a un ’altra, del ’92, che impone, per somme superiori al miliardo la scorta della vigilanza e per tre miliardi quella della polizia». Secondo il Savip, «la rapina di Roma rappresenta l’ennesima prova dell’inesistenza di qualsiasi tutela per le guardie giurate che devono difendersi non solo dalla criminalità senza scrupoli, ma anche dallo sfruttamento sistematico operato dagli istituti di vigilanza». Chiede una legge che dia dignità alla professione la Confsal-Fesica: «Quella che c’è adesso risale al 1938». Filcams-Cgil, Fiscat-Cisl e Uiltusc affrontano la questione con una domanda: «Ma il regolamento degli istituti di vigilanza non vieta di effettuare il trasporto valori dalle 6 alle 22?».
A.C.


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