“Le furbette” La scalata dal tinello al salotto

23/12/2005
    venerdì 23 dicembre 2005

    Pagina6 – Primo Piano

    IL «QUARTIERINO» E LE SUE DONNE – ASCESA E CADUTA DELLE MOGLI (ED EX MOGLI) DI RAIDERS E BANCHIERI OGGI IN DIFFICOLTÀ

      Dal tinello al salotto, la scalata delle furbette

        Come nel Monopoli arrivano gli imprevisti che ti rimandano al vicolo Corto

          personaggi
          STEFANIA MIRETTI

            La faticosa salita della ciociara
            Maria Cristina Fazio, della Cenerentola
            Anna Falchi, della siciliana Cecilia Billè
            della lombarda Gloria Fiorani

              Peggio che a tutte è andata
              alla prima signora Calderoli
              che ha dovuto accontentarsi
              d’un appartamento in affitto

                «Via lasciatemi stare / portatemi rispetto / Certo a vostro dispetto / sarò governatora… Sì signor così è / E chi vuol grazie ha da venir da me» (Carlo Goldoni, Il Mercato di Malmantile).

                  Se nella Venezia di metà Settecento le furbette del quartierino puntavano al potere sul maschio, nell’Italia d’oggi le signore con qualche ambizione bramano il cassettone settecentesco e il lampadario di Murano, avendo il problema di traghettare la famiglia dal tinello al Salotto. A pensarci, una scalata anche quella, e non priva di difficoltà: si tratta di rendersi un po’ civettuole se si parte dallo status di massaia, un po’ rispettabili se si arriva dagli scosciamenti dello showbiz; di capire quand’è il momento di mettere su un quadro e soprattutto che quadro (coi paesaggisti classici non si sbaglia quasi mai), e poi: di chi fidarsi, quali telefonate passare, chi accogliere sul proprio divano, a chi fare piccole scenate di gelosia, quando insistere col coniuge pigro forzandolo un po’. Come nel gioco del Monopoli, vanno poi messi nel conto gli imprevisti: quelli che in un attimo ti rimandano al vicolo Corto senza passare dal via.

                    E’ dal tinello che vengono quasi tutte le signore di Bancopoli: dalla ciociara Maria Cristina Rosati, cinque figli da tirar su e un marito sul quale vigilare affinché non uscisse in calzini, alla Cenerentola Anna Falchi; da Gloria Sangalli in Fiorani, operosa madre di famiglia lombarda, alla siciliana Cecilia Bottaro, compagna di Sergio Billè e amante di tailleur pastello e scarpe bicolore. Vengono tutte dal tinello, e non tutte ce l’hanno fatta ad arrivare al Salotto.

                      Già piuttosto avanti nella scalata era la signora Billè, governatrice d’un prestigioso appartamento su due piani alle spalle di piazza Venezia: il marito, apprezzandone il gusto, si faceva accompagnare alle aste d’arte e consigliare e certo, durante le colazioni tra donne al ristorante «dal Bolognese», Cecilia avrà passato qualche dritta anche alla sua amica Anna Falchi, una per cui l’avventura era appena cominciata e si prospettava decisamente impegnativa, con tutti quei metri quadri d’arredare. Ma Anna, ormai consapevole del fatto che non si vive di sole candele, era un’allieva diligente, disposta a portare molta pazienza con la sua maestra: il giorno del matrimonio con Ricucci rimandò di un’ora l’inizio della festa, con tanti saluti al tramonto, proprio per aspettare Cecilia che era tornata in barca a cambiarsi d’abito.

                        Anche la signora Gloria Sangalli, moglie di Gianpiero Fiorani, ha il senso della casa, e a Lodi, dove vive col marito e i tre figli, ancora ricordano di quando prese a noleggio da un mobiliere di Firenze gli arredi necessari a rendere confortevole la villa dei suoceri, dove per qualche giorno furono ospitati Maria Cristina e Antonio Fazio. Era il 2002, un architetto fu incaricato di sovrintendere alla sistemazione dell’appartamento, i coniugi Fazio trovarono poi tutto di loro gusto, ripartirono soddisfatti e le buone relazioni tra le due famiglie dettero i loro frutti consegnando alla cronaca, oltre a un bel po’ d’intercettazioni giudiziarie, la famosa foto in cui Fazio e Fiorani con le signore passeggiano alla Fiera di Milano. Poi Gloria uscì di scena, o meglio rimase in villetta: è con suo marito, infatti, che la Governatora avrebbe fatto amicizia nei mesi a venire.

                          Anna Falchi era già arrivata alla villona (villa Feltrinelli, oltretutto) ma, per come si stanno mettendo le cose, la possibilità del Salotto sfuma all’orizzonte. E se l’ex attrice in gonna al ginocchio e filo di tacco non è poi diventata lady Finanza, il modello da seguire a questo punto non può essere che Valeria Marini, la soubrette che ancorché in minigonna ha saputo restare accanto a Cecchi Gori nei momenti duri. Anche Anna si professa maternamente vicina al compagno, «un Peter Pan che non vuole crescere mai, un uomo onesto e ingenuo che forse è capitato in una cosa più grande di lui», come da copione.

                            E va detto che in amore Stefano Ricucci è comunque un uomo fortunato: dal tinello dal quale non s’è mai mossa, lo difende anche la prima moglie Linda, che in un’intervista al settimanale «Chi» ha volenterosamente spiegato i retroscena della scalata: «Dopo cena Stefano si infilava il pigiama e passava ore nel laboratorio che aveva attrezzato al pianterreno di casa sua. Costruiva protesi fino alle quattro del mattino. Il giorno dopo andava all’Eastman e le rivendeva ai dentisti… Poi è passato al settore immobiliare, investendo i soldi guadagnati come odontotecnico in dieci villette a schiera a San Cesareo». Speriamo che una villetta sia rimasta anche a lei.

                              Peggio che a tutte è andata alla prima signora Calderoli, che ha dovuto accontentarsi d’un appartamento in affitto: il ministro leghista, richiesto dai giudici di motivare un sms spedito a Patrini della Bpl, ha infatti chiarito che stava semplicemente chiedendo aiuto per l’ex moglie alla ricerca di un alloggio. Ma va detto che le signore Calderoli, sia la prima che la seconda, sedicente «casalinga eversiva», per aver fatto il matrimonio che hanno fatto non devono essere donne particolarmente interessate ai Salotti.

                                E adesso? A parte Ornella Gnutti, valente corridora alla Millemiglia, che si consolerà con le auto d’epoca, per tutte le altre resta la pur sempre piacevole prospettiva d’una villa in Sardegna, giusta ricompensa d’ogni signora che si sia dovuta accompagnare a un uomo imbarazzante.