LE FESTE SONO PREZIOSE PER TUTTI ANCHE PER I LAVORATORI DEL COMMERCIO

17/04/2014

17 aprile 2014

Le Feste sono preziose per tutti anche per i lavoratori del commercio

Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dichiarano e ribadiscono la propria contrarietà al sistema deregolamentato e spinto all’estremo delle aperture commerciali derivanti dal Decreto Liberalizzazioni.

“Dopo oltre due anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive previste dal decreto “Salva Italia” gli effetti reali e riscontrabili sono completamente negativi” affermano i sindacati del commercio. “Le liberalizzazioni non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

In una situazione di crisi del nostro paese, di crisi dei consumi, in cui molte famiglie e lavoratori vivono sempre più un forte disagio, è fuorviante quanto inopportuno porre al centro la scelta di mantenere i negozi aperti nelle festività pasquali, il 25 Aprile e il 1 Maggio.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil confermano la necessità di cancellare il Decreto sulle Liberalizzazioni e riscrivere un sistema diverso di regole per il settore: “Ribadiamo la necessità di affidare la materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali alla competenza delle Regioni e dei Comuni, ricercando una loro equilibrata definizione attraverso il confronto con le parti sociali nel territorio”.

“Crediamo e restiamo conviti che si possa lavorare per un commercio che faccia convivere servizi, sviluppo, crescita e corretta concorrenza in una dimensione meno frenetica, più umana, più rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
Sostenere questo obiettivo significa anche rispettare e valorizzare il significato ed il valore sociale delle festività.

Le organizzazioni sindacali invitano le lavoratrici e i lavoratori a non dare la propria disponibilità a lavorare nelle festività aderendo anche alle mobilitazioni e agli scioperi proclamati dalle strutture territoriali per le giornate di Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile e 1 Maggio.