Le famiglie tagliano la spesa

13/01/2003




Sabato 11 Gennaio 2003
Le famiglie tagliano la spesa

Congiuntura – Secondo Prometeia nel 2002 i consumi complessivi sono diminuiti dello 0,3%


          MILANO – Consumi delle famiglie in recupero nel 2003, secondo le ultime stime di Prometeia (Club consumo), dopo le difficoltà accusate nel 2002. Nell’ambito del Prodotto lordo la componente che rallenta di più – si legge nel rapporto – è la spesa per consumi delle famiglie: nel secondo trimestre del 2002 il suo ammontare in termini reali è stato all’incirca lo stesso dell’ultimo trimestre del 2000: questo andamento è il risultato di una caduta della propensione al consumo pari a un punto percentuale; a sua volta, tale caduta potrebbe essere imputabile alla riduzione di circa il 15% del valore della ricchezza finanziaria delle famiglie nel periodo che va dall’autunno del 2000 a quello del 2002. Oggi diversamente che in passato – rileva l’indagine – a una stagnazione dei redditi disponibili reali (+0,8% pro capite nel 2002, in pratica una variazione irrilevante) si associa un blocco della propensione al consumo. Per la maggior parte delle persone, la stagnazione dei redditi ha ridotto le possibilità di acquistare i beni durevoli, caratterizzati da inflazione nulla o da deflazione, mentre sempre le medesime persone hanno accresciuto la quota di spesa per i beni alimentari, che hanno invece palesato una crescita dei prezzi ben superiore al 4% (in casi importanti fino al 10%). Il potere d’acquisto per grandi fasce di consumatori si è ridotto ben più di quanto indichi la variazione del reddito disponibile reale (ancora positiva) e, soprattutto, e questo lo possiamo riferire alla stragrande maggioranza delle famiglie italiane, la sperimentazione di aumenti di prezzo genera aspettative negative sui prezzi medesimi e sulle possibilità di accumulare la già pianificata quantità di risparmio. Prometeia rileva il fatto che si assiste a una ripresa del fatturato presso gli hard discount: secondo le stime della società Iri-Infoscan la crescita delle vendite supera in media l’8% per la drogheria alimentare (+8,9% la pasta, +11,9% le conserve rosse, +8,6% i salumi) e i prodotti freschi. Nel 2002 la spesa delle famiglie secondo Prometeia è calata dello 0,3% (in quantità) e per il 2003 si prevede un recupero dell’1,8 per cento. Nel primo semestre del 2002 – sottolinea il rapporto – il livello dei consumi interni è stato inferiore dello 0,9% a quello dello stesso periodo dello scorso anno. La propensione al consumo resta comunque attestata su quota 86,5 tra 2002 e 2003, in calo rispetto al 2001 (87,6). Un timido recupero è atteso per il 2004 (86,7). I consumi procapite sono stimati in discesa nel 2002 (-0,3%) e in recupero nel 2003 (+1,4%). Per quanto riguarda i macrosettori Prometeia ha rilevato una stagnazione (in volume) dei consumi alimentari tra 2001 e 2002, mentre nel 2003 è atteso un incremento dello 0,3 per cento. I prodotti non food flettono dello 0,3% nel 2002 (+1,2% nel 2001) e allungano il passo nel 2003 (+2,1%). Rilevante la caduta dei beni durevoli: al -1,5% del 2001 segue il – 3,4% del 2002 e per l’anno in corso si stima un recupero dell’1,8 per cento. Bilancio dei consumi (in quantità) negativo nel 2002 per l’arredamento (-0,7% dopo il -0,5% del 2001), gli elettrodomestici (-1,5% nel 2001 e -1,7% nel 2002), i prodotti legati alla mobilità (-3,7%) e i servizi ricreativi (-0,2%). Dopo la flessione del 2001 (-1,3%) stimato un recupero per abbigliamento e calzature (+0,6%) nel 2002. Per il 2003 previsti diffusi recuperi: abitazione +1,2%; arredamento +1,6%; elettrodomestici +3,1%; abbigliamento e calzature +1,5 per cento. Continua infine la marcia della ristorazione fuori casa anche se con un passo meno spedito: per il 2003 si prevede una crescita della spesa pari al 3% rispetto al 2002 (+1,8% sul 2001) e per il 2004 Prometeia stima un uilteriore incremento della spesa degli italiani pari al 5,2 per cento.
          VINCENZO CHIERCHIA