Le dure stangate di Berlusconi su famiglie e imprese

21/12/2005
    mercoledì 21 dicembre 2005

      Pagina 16 – Economia & lavoro

      Le dure stangate di Berlusconi su famiglie e imprese

        Studio Cgil sulle finanziarie del centrodestra
        Ci sono costate ben 52,5 miliardi di euro

          di Laura Matteucci / Milano

            IL CONTO – La Camera approva, domani ri-tocca al Senato (che voterà la fiducia), e insomma prima di Natale sarà legge. La Finanziaria del condono mascherato da programmazione fiscale, dei tagli a regioni ed enti locali, del bonus bebè e della possibilità di costruire sulle spiagge italiane insediamenti turistici («di qualità», sia chiaro) passa con 265 sì, 202 contrari e un astenuto. L’intera manovra, inizialmente di 20 miliardi, si è gonfiata in corso d’opera per tentare il blocco della lievitazione del deficit-pil (ora al 4,3% secondo il governo), e in definitiva pesa 27,6 miliardi.

              Ma i conti li ha fatti anche la Cgil, a consuntivo del governo Berlusconi, rielaborando le relazioni tecniche che accompagnano i provvedimenti: ammonta a 52,5 miliardi di euro il conto pagato da imprese e famiglie con le manovre finanziarie 2001-2006. Le famiglie – soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati – hanno contribuito nel complesso con 11.655 milioni di euro (lo 0,9% del pil). Le imprese, tra minori agevolazioni e meccanismi di anticipo di tributi, hanno avuto un saldo negativo di 40.892 milioni di euro (il 3% del pil). «I dati parlano chiaro – commenta il responsabile economico Beniamino Lapadula – Con il voto di oggi sulla Finanziaria si è conclusa una vera e propria via Crucis per lavoratori dipendenti e pensionati». Un saldo negativo che, oltretutto, non è riuscito a tenere sotto controllo la finanza pubblica: «Il saldo primario si è azzerato e il debito ha ripreso a crescere».

                La cifra complessiva del saldo negativo per le famiglie non si è ripartita in modo equo. Nei sei anni il pil nominale è cresciuto del 12,5% contro il 12% di aumento della massa salariale, spiega la Cgil. L’Irpef pagata da lavoratori dipendenti è invece aumentata del 14%, contro il calo del 25,4% dell’imposta pagata sulle altre tipologie di reddito. È inoltre crollata del 56% l’Irpef incassata con gli accertamenti anti-evasione.

                A pesare sull’Irpef di lavoratori e pensionati non è solo la mancata restituzione del fiscal drag, ma anche il nuovo meccanismo di detrazioni (la no-tax area) che aumenta il reddito imponibile. Ad esempio se il reddito lordo passa da 20mila a 21mila euro si arriva, con l’applicazione della no tax area base, ad un reddito imponibile di 16.106 e di 17.394 euro: l’aumento dell’imposta tassabile è più di mille euro.

                  E ricordiamo le principali misure approvate con la Finanziaria 2006. Arriva un concordato preventivo sul triennio 2005-2007 per lavoratori autonomi e piccole imprese che dovranno però accettare un «accordo» col Fisco relativamente agli anni 2003 e 2004. «Garantito» un gettito di 2 miliardi nel 2006.

                    Mentre diventa legge il Bonus bebè 2005 e 2006 (tutti i nati in questi due anni avranno diritto ad un assegno di mille euro, se hanno un reddito finoad un massimo di 50mila euro), e mentre di nuovi asili nido non se ne parla (anzi, i tagli ai Comuni significano il contrario), per le spese sostenute nei nido privati, fino ad un massimo di 632 euro, spetterà alla famiglia una detrazione fiscale del 19%. Viene inserita la Porno tax, la nuova imposta del 25% che interesserà la produzione di materiale pornografico, e anche i film violenti. Con la quale tassa il governo si aspetta un gettito per 130,8 milioni nel 2006.

                      Viene agevolata la vendita degli immobili ex Iacp, come da piano casa di Brunetta, ed è in arrivo una «pioggia» di denaro per le infrastrutture: tre miliardi di euro per 15 anni. Tanto sono a partire dal 2007.

                        Tra gli interventi per il restauro e la sicurezza di musei, archivi e biblioteche di interesse storico e artistico per l’importo di 4 milioni di euro per 15 anni rientrano anche «interventi di restauro della Domus Aurea».