Le donne in prima fila: non toccate le pensioni

24/10/2003



 il sondaggio




24.10.2003
Le donne in prima fila:
non toccate le pensioni

MILANO Il 58,5% degli italiani è contrario alla riforma delle pensioni.
A dire «no» all’innalzamento dell’età pensionabile è il 60,8% delle donne, il 61,7% degli abitanti del nord-ovest, il 59,4% degli appartenenti alla classe socioeconomica media-inferiore e il 66,3% delle persone comprese tra i 45 e i 54 anni. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Ricerca-Demoskopea, società leader nel settore delle ricerche di mercato, su un campione di 2.007 casi, rappresentativi della popolazione italiana per sesso, età, area geografica e ampiezza dei centri abitati. In base al sondaggio solo circa un quinto della popolazione è favorevole alla riforma delle pensioni: precisamente il 21,4%.
Tra coloro che si dichiarano favorevoli alla proposta del governo,
invece, si distinguono gli uomini (26,7%), chi ha un’età compresa
tra i 65 e i 79 anni (29,7%), appartiene ad una classe socioeconomica media-superiore (29%) e vive nel nord-est (il 25,7%).
Tra i contrari alla proposta del governo si registrano percentuali
più alte rispetto al dato medio anche per le fasce d’età comprese
tra i 25 e i 34 anni tra cui il 61,5% si oppone alla riforma previdenziale.
Nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni il dato sale al 65,3%. Tra i meno informati rispetto all’argomento ci sono gli intervistati tra i 14 e i 17 anni (25,6%) e tra i 18 e i 24 anni (15,4%).
Facendo una divisione per professioni i più contrari alla riforma sono gli impiegati, gli insegnanti (67,9%) e gli operai (67,3%), mentre tra i più favorevoli si distinguono imprenditori, dirigenti e liberi professionisti (31,5%) seguiti da commercianti, artigiani, esercenti (28,3%). Facendo invece una divisione per reddito risulta che tra i favorevoli alla riforma la percentuale è più alta tra coloro che dichiarano di guadagnare dai 1.549 ai 2.066 euro al mese (33%), mentre è contrario il 66% di chi guadagna fino a 516 euro.
Analizzando il livello di istruzione, tra i contrari alla riforma si
registra una percentuale più alta per coloro che hanno un diploma
di scuola media superiore, mentre tra i favorevoli il primato spetta
ai laureati (29,7%).