Le coop un valido modello

03/12/2003

ItaliaOggi (Aziende e Affari)
Numero
286, pag. 12 del 3/12/2003
di Antonio O. Ciampi


Lo ha detto Piseri, presidente Alcst, presentando i risultati preconsuntivi 2003.

Le coop un valido modello

Imprese in salita per numero, produzione, addetti

´Le imprese cooperative, con le loro realizzazioni in tanti settori economici, sono un modello che conferma la propria validità economica’. Lo ha detto, presentando i risultati preconsuntivi del 2003 che confermano lo sviluppo del sistema cooperativo, Gianfranco Piseri, presidente dell’Associazione lombarda cooperative servizi e turismo (Alcst), che assieme all’Associazione lombarda cooperative di produzione e lavoro (Alcopl) rappresenta le cooperative di lavoro di Legacoop in Lombardia. Secondo i dati del rapporto 2003 sull’andamento e il bilancio sociale, si evidenzia una ulteriore crescita, dopo quella del 2002, anno in cui vennero create 40 nuove imprese, circa 600 posti di lavoro, con crescite rispettive del 2,1 e dell’1,4%, e il valore della produzione salì del + 6,1%. Nel 2003, sempre secondo il previsioni, le cooperative di lavoro sono salite a 460 (+3,6%), gli occupati a 22.400 (+3,5%) e il valore della produzione a 1.170 milioni di euro (+4%). Dinamiche ancora più positive per il valore aggiunto (666 milioni di euro, +4,5%) e il reddito della gestione caratteristica (+6,5%). Piseri ha ricordato anche l’impegno sul fronte degli investimenti che ´resta consistente: agli oltre 100 milioni di euro del biennio 2001-2002 si sono aggiunti i 46 milioni di 2003 e i 44 già confermati per il 2004. Siamo riusciti a confermare i progetti di investimento e ad accoppiare processi di razionalizzazione e progetti innovativi, nonostante la stagnazione economica iniziata nella primavera 2001. Alla ripresa dell’economia quindi puntiamo a ripartire da posizioni favorevoli su diversi mercati, dalle costruzioni alla logistica, alla ristorazione, alle pulizie e ai servizi ambientali’. Illustrando gli scenari dell’economia lombarda per il biennio 2004-2005, Piseri ha rilevato come nel primo e secondo trimestre 2003 il pil nazionale abbia accusato due flessioni successive (di -0,1%), mentre a livello regionale lombardo il risultato dovrebbe essersi attestato a circa +0,5% in entrambi i periodi, sostenuto dalla spesa per consumi delle famiglie e dalla conferma degli investimenti nelle costruzioni. Già nel terzo trimestre del 2003 si è ripresentato a livello nazionale il segno positivo (+0,5%) ma resta per il 2004, secondo Piseri, l’interrogativo sulla crescita, sul quando partirà e che consistenza assumerà. ´All’interno di questa incertezza del paese c’è la questione economica lombarda’, ha aggiunto il presidente di Alcst, ´dove ai dubbi sulla crescita del reddito delle famiglie e degli investimenti in costruzioni bisogna sommare quelli sulle infrastrutture’. Legacoop, infatti, in due ricerche specifiche del 2000 e del 2003 ha dimostrato che la Lombardia ha un così grave ritardo nelle infrastrutture viarie e ferroviarie da comportare un rischio sostanziale di compressione della crescita nel momento della ripresa, visto che ´le tangenziali milanesi rischiano sempre più la paralisi e che, considerato che a ogni punto di sviluppo del pil le merci in strada aumentano di 1,5 punti, i costi saranno enormi per la collettività e per le singole imprese’.