Le Coop: rischio inflazione

10/09/2010

«Senza occupazione non si può parlare di ripresa». È il commento di Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop, rispetto a un recupero che per i consumi tarda ad attivare (il rapporto annuale Coop parla di un aumento delle vendite al dettaglio dello 0,3% sul 2009 quando erano crollate dell’1,6%). Ma per rilanciare i consumi «bisogna piuttosto pensare a mettere i soldi in tasca alle famiglie». E anche se Coop con il suo fatturato 2010 in crescita dell’1,6% rispetto al 2009 (a 13 miliardi) va meglio del complesso della grande distribuzione in Italia (-0,3% nel primo semestre) «gli italiani fanno ancora i conti con l’eredità della crisi più degli europei. E a pagare è il ceto medio e le famiglie del Sud». Attenzione poi all’inflazione. La tensione sulle materie prime (grano e cereali) per Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia «in parte riconducibile a fattori oggettivi rischia di attivare una spinta speculativa» che potrebbe far schizzare i prezzi fino al 5%. «Una spinta da prevenire».