Le Coop: non rinunceremo a crescere

11/01/2006
    mercoledì 11 gennaio 2006

    Pagina 4 – Economia

    Le Coop: non rinunceremo a crescere

      Consorte si sfoga:"Adesso è meglio così per salvare le due aziende"
      le aziende
      Stefanini: "Valuteremo le iniziative da prendere". Reazioni da Bologna: siamo finiti in una partita più grande di noi

        ANDREA GRECO
        MICHELE SMARGIASSI

        BOLOGNA – Nel mondo delle cooperative il commento d´ordinanza alla bocciatura di Bankitalia sull´Opa di Unipol a Bnl è «prendere atto». Chi con rassegnazione, chi con rabbia, chi criticando un polverone in cui non si voleva entrare. Gradi di generale ancora freschi, il nuovo presidente Pierluigi Stefanini prende tempo: «Valuteremo le iniziative da prendere». Ma non getta la spugna: «Comunque non rinunciamo all´intenzione di crescere e svilupparci sul mercato». Il suo predecessore Giovanni Consorte, invece, se ne sta facendo una ragione: «In tutta onestà e considerazione, a questo punto è meglio così – ha detto ieri sera ai suoi interlocutori – non tanto per ragioni politiche, ma perché le Coop a questo punto non erano in grado di gestire l´impatto di due aziende così grandi e diverse». Il manager estromesso per le pressioni delle procure inquirenti e dei suoi soci mutualistici affronta uno scorno in più. «Ovvio, c´è molto dispiacere, perché quando lavori sette mesi a un progetto, per 15 ore al giorno, e ci hai creduto così tanto…». Tuttavia, Consorte è convinto che questo passaggio fosse ormai un male necessario, per «salvare sia Unipol che la Bnl, separate». Questa convinzione l´aveva da due settimane, da quando i soci di Unipol ne avevano chiesto la testa. E se l´era formata pensando al ruolo insostituibile che lui e il suo vice Sacchetti avevano rivestito – nel bene e nel male, vien da dire – nel progettare la scalata romana e la sua difficoltosa imbastitura con i possibili alleati e finanziatori.

        Nell´entroterra di Unipol il colpo era previsto. «Non è una sorpresa, ora cerchiamo di non farne una tragedia», dice il segretario della Quercia bolognese Salvatore Caronna. Quel che nessuno sa prevedere, è il seguito. «Siamo finiti in una partita che non è la nostra, e facciamo la parte del pallone», si sfoga il presidente di Legacoop Bologna, Gianpiero Calzolari, «per noi sarà difficile continuare a sopportare un clima così ostile, questa vicenda è usata come un´arma, per altre finalità». La paura è che disinnescare la mina dell´Opa su Bnl possa provocare nuove esplosioni. È una brutta botta anche per la città: il sindaco Sergio Cofferati oggi parteciperà alla direzione Ds a Roma, e non tacerà le sue preoccupazioni. C´è anche chi, come il segretario della Camera del lavoro Cesare Melloni, sarebbe tentato dall´«io l´avevo detto», avendo la Cgil indicato da mesi i limiti patrimoniali che Bankitalia ha impugnato: «Vuol dire che qualche fondamento le nostre critiche l´avevano, ma sia chiaro: noi non solleviamo questioni etiche, né ci opponiamo al desiderio delle Coop di espandersi nel bancario».

        Ma non ci si può far male da soli più di tanto. Giancarlo Pasquini, senatore Ds e presidente di Legacoop ai tempi tremendi di Tangentopoli, giorni fa aveva puntato il dito contro Consorte ed entourage: «Troppo potere nelle mani di pochi». Ora si limita al rammarico: «Nessuno può essere contento per come è finita. È chiaro che su Bankitalia hanno pesato i comportamenti dei dirigenti Unipol: per valutare i requisiti patrimoniali bastavano due settimane, non sei mesi». C´è una morale? «Se le Coop sono democrazia economica, è il momento di farlo vedere. Mai più potere concentrato. Nelle aziende capitaliste il ricambio è garantito dal mutamento dei pacchetti societari, ma le cooperative, che funzionano col principio "una testa un voto", hanno bisogno di nuove regole collegiali».

          Anche il senatore Ds Mauro Zani è «dispiaciuto che sia andata a finire così, soprattutto per i soci che avevano fatto uno sforzo importante». Ma anche lui adesso avverte i suoi compagni: «Non archiviamo tutto come un incidente di percorso. Cogliamo l´occasione per discutere del rinnovamento del movimento cooperativo, dei suoi obiettivi, dei suoi metodi. Spero solo che dopo le elezioni non finisca tutto in cavalleria».