Le coop debuttano nel lusso con un hotel a cinque stelle

27/09/2007
    giovedì 27 settembre 2007

    Pagina 40 – Economia

    Nel paese lombardo un’ex fabbrica tessile verrà trasformata in un resort di charme

    Le coop debuttano nel lusso
    Con un hotel a cinque stelle

      Inaugurato a Genova. E la Coopsette compra Campione sul Garda

        Erika Dellacasa

          GENOVA – Coopsette ha inaugurato a Genova il suo primo grand hotel a cinque stelle e non è che un inizio: «il mondo cooperativo e il mercato del lusso non sono termini in contrapposizione » spiega il presidente di Coopsette Fabrizio Davoli. Certi schemi bisogna lasciarli al passato. Anzi, dice, se c’è un business in cui in Italia si vedono spazi ancora aperti è proprio quello del lusso in generale e dell’alberghiero in particolare, a cinque stelle e anche «over», il top dei top. Coopsette (538 milioni di euro di fatturato nel 2006 e un portafoglio lavori a fine 2006 di 1,2 miliardi di euro) sta già investendo. Non solo a Genova, dove l’hotel che rimane di sua proprietà è stato dato in gestione per diciotto anni alla Turin Hotel Internationals. Coopsette ha comprato un intero paese, Campione del Garda, che ristrutturerà trasformandolo in un mega-complesso di charme con spa, ogni genere di offerta sportiva e accesso con strade private. Il borgo si è spopolato con la chiusura dell’opificio che fino agli anni Settanta dava lavoro ai millecinquecento abitanti, adesso la fabbrica tessile diventerà l’hotel principale: «Speriamo che venga George Clooney» buttò lì Davoli.

          Mentre sullo sfondo si agita la polemica lanciata dal presidente di Esselunga sulla "prepotenza" delle cooperative di consumo, la più grande cooperativa di costruzioni di Reggio Emilia respinge le accuse che la vogliono privilegiata negli appalti in Liguria. «La nostra quota degli appalti pubblici fra il 1996 e il 2005 in questa regione è del 2,8 per cento» dice Davoli. Se si considera la sola Genova, però, la quota sale intorno a sette per cento, «sempre meno del dieci». Ma l’operazione-hotel non ha nulla a che vedere con appalti pubblici, è un esclusivo business di Coopsette che ha acquistato la storica sede dell’Italsider poi dell’Ilva in via Corsica e con un investimento di 30 milioni di euro l’ha convertita nel Bentley Hotel. Una scelta, il nome Bentley, voluta per sottolineare la raffinatezza del prodotto, novantanove camere che vanno da un minimo di 300 euro a notte ai 2.000 euro della suite con idromassaggio vista mare. Prezzi in linea con la categoria, infatti per il prossimo Salone Nautico di ottobre il Bentley è già tutto esaurito. Rispettata l’architettura
          anni Venti dell’edificio, gli interni sono ispirati agli anni Quaranta, con mobili dedicati di produzione fuori serie. Fotografie originali d’autore alle pareti e un grande barman come fiore all’occhiello, Tony Micelotta, «strappato» all’Hotel Dukes di Londra dove è considerato il re del cocktail Martini (notoriamente il preferito da James Bond). E la funzione sociale delle coop? «La questione casa la affrontano le cooperative di abitazione – dice Davoli – noi siamo dei costruttori, il nostro business è nelle grandi infrastrutture e nel settore immobiliare. E poi queste polemiche sono strumentali, quello che si vuole veramente attaccare è il regime di agevolazioni fiscali delle cooperative. Ma si dimentica sempre che noi possiamo ripartire solo una parte degli utili».