Le coop: avventura finita, si torna alle origini

03/02/2006
    venerd� 3 febbraio 2006

    Pagina 21 – Economia

    Economia Solidale

      Le coop: avventura finita, si torna alle origini

        Il ruolo di Campaini e le divisioni nel movimento

        Hanno voltato pagina e lo hanno fatto in fretta. Le cooperative usciranno dall’avventura di Bnl senza tanti rimpianti. L’orientamento battagliero della prima ora � andato via via indebolendosi fino a lasciare il posto ad un atteggiamento pi� riflessivo. Del resto gi� settimana scorsa, al direttivo della Lega, dove si erano incontrati i 120 manager pi� importanti del movimento, era apparso chiaro che la volont� di insistere in un braccio di ferro contro le autorit� e le istituzioni non era pi� condivisa. Hanno discusso per ore i big delle coop ma alla fine la decisione � stata netta: la sconfitta nella scalata alla Bnl non doveva trasformarsi in una �Waterloo� per tutta l’economia solidale.

        Il primo segnale? Le tante critiche e i pochi consensi all’ipotesi di ricorrere al Tar contro una sentenza negativa di Bankitalia. Cos� come l’idea di andare avanti a testa bassa in un progetto ormai senza ossatura. Lo stesso dibattito acceso sulle sorti di Unipol e delle imprese cooperative si � ripetuto nei giorni successivi fino a ieri in decine e decine di assemblee e di comitati soci nelle singole cooperative azioniste della compagnia. Dalle principali imprese di largo consumo come la toscana Unicoop Firenze, l’emiliana CoopAdriatica, la reggiana Coopestense alle imprese edili come il Consorzio Costruzioni, a colossi dei servizi come Manutencoop o il fondo mutualistico Coopfond.

        Tanto pi� che l’insofferenza per la bufera giudiziaria, per le accuse di collateralismo e per le insinuazioni intorno alla volont� egemoniche delle imprese mutualistiche hanno aperto un crepa profonda in un mondo storicamente compatto. L’affare Bnl ha fatto emergere le fratture tra i territori, tra le imprese di grandi dimensioni e quelle piccole e ancora tra le imprese stesse e la centrale di rappresentanza.

        Da un lato i toscani, in primis il numero uno di Unicoop Firenze e della controllante di Unipol, Finsoe, Turiddo Campaini, che si sono opposti sin dall’inizio all’affare Bnl. E che ancora vedono nell’espansione nella grande finanza delle cooperative un tradimento dello spirito mutualistico. Dall’altra i big delle imprese edili e di grande distribuzione emiliana convinti viceversa che il movimento non possa svilupparsi senza mettere mano ad un grande progetto nel mondo creditizio. In mezzo le migliaia di piccole cooperative lasciate ai margini, senza voce in capitolo e con pi� perplessit� che certezze.

        Il neo presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, ha parlato con tutti, soci di via Stalingrado e non, ha ascoltato tutte le voci e ha cercato di fare un sintesi degli umori. A quanto pare nessuno ha voglia di tornare nella cosiddetta �riserva indiana� ma nemmeno di fare il passo pi� lungo della gamba. �Un conto � la validit� di un progetto – commenta il presidente della Cmc Ravenna, Massimo Matteucci – un altro � la sua opportunit�. Qualunque cosa far� Unipol in futuro le strategie dovranno essere condivise da tutti gli azionisti. Finita l’era Consorte, l’epoca del padre padrone, la compagnia della classe operaia deve tornare alle origini, al core business, rispettando la volont� di chi l’ha fondata. Che si tratti di riaprire le porte di un alleanza con il partner naturale, Mps o di valutare altre opzioni di sviluppo l’accordo deve essere ampio.

        �Le decisioni sulle strategie finanziarie future – commenta il vicepresidente di Legacoop, Giorgio Bertinelli – non possono spaccare il movimento cooperativo. La vicenda Bnl ha avuto strascichi pesanti per noi, che poco hanno a che vedere con il progetto in s�. Nessuno ha sconfessato l’idea di un’espansione nel settore creditizio ma qualunque decisione venga presa nei prossimi giorni, una volta giunto il no di Bankitalia dovr� essere discussa con la necessaria calma, valuteremo tutte le possibilit� e gli scenari che si aprono nel rispetto delle regole e delle istituzioni�.

      R.Sc.